Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

William Shakespeare visto da vicino

 

WILLIAM  SHAKESPEARE VISTO DA VICINO

 

Se mai un autore ebbe a meritare la nomea di “originale”

quello fu Shakespeare; lo stesso Omero non attinse con altrettanta

immediatezza dalle sorgenti della Natura e la sua arte universale

scorreva attraverso la sua poesia che è ispirazione e tanta!

E, invero, egli non è un imitatore quanto uno strumento della Natura

che s’identifica con i suoi personaggi, ognuno dei quali, cosa ben pura,

è individuo di quelli della vita reale e a questa vivacità e varietà

di caratterizzazione si deve aggiungere la sbalorditiva continuità!

Nessuno, forse, ha mai posseduto oltre la raffigurazione dei personaggi,

un talento onnicomprensivo come quello shakespeariano: a larghi raggi

non solo egli padroneggia le differenze di condizione sociale,

di sesso e d’età, non soltanto fa parlare ed agire un sovrano tale

ma anche un mendicante, un eroe o un ladro, l’idiota e il saggio

in modo parimenti attendibile, non solamente trasporta se stesso

fino a secoli remoti personaggi nazionali e stranieri, non da fesso,

ritraendo con la massima accuratezza lo spirito d’antichi Romani,

quello dei Francesi in guerra con gli Inglesi, passando poi al mondo

delle fate, streghe, mostri come Calibano, il tutto sino in fondo.

Se William merita la nostra ammirazione per i suoi personaggi

non ne merita meno per la sua raffigurazione delle passioni,

dalla ilarità fino alla rabbia e alla disperazione senza omaggi.

Tra tutti i poeti Shakespeare è forse il solo ad aver caratterizzato

l’infermità di mente (melanconia, delirio, pazzia) con verità

meglio di uno psicoterapeuta che affronta i suoi casi reali, si sa!

Taluni hanno obiettato che il linguaggio patetico dello scrittore

non è sempre naturale, altri hanno mosso rimproveri a tutte l’ore

sul suo modo di descrivere la più triste deformità morale,

lacerando i cuori spietatamente e dipingendo degli iniqui consumati

(Iago, Riccardo III): c’è da dire, per onestà a sua difesa personale,

ch’egli ha coniugato il più elevato con il più basso dell’esistenza:

un saggio, un genio tutelare, un talento comico, non detto in confidenza.

Egli è creatore nella commedia pennellando personaggi che esigono attori

abili per farli risaltare e per distinguerli da appassionati spettatori!

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Sandro Boccia

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