Vittore Carpaccio, il pittore dalla vita misteriosa, nasce a Venezia intorno al 1465-72.
Sulla sua formazione artistica c’è molta incertezza. Il suo linguaggio pittorico, specialmente se raffrontato con gli artisti a lui contemporanei e di formazione artistica veneta, lascia dubbi sulla zona dei suoi studi artistici.
Molti critici d’arte sostengono che abbia iniziato la sua esperienza artistica spronato da Gentile Bellini, Giovanni Bellini, Antonello e Lazzari Bastiani.

Carpaccio - Le due donne, 1495

Carpaccio – Le due donne, 1495

È quasi certo, date le configurazioni di base delle sue opere, che abbia avuto diretti contatti con Antonello da Messina e che sia stato influenzato dalla pittura di Piero della Francesca e del Mantegna. Come quest’ultimo, anche Carpaccio si vede impegnato nella realizzazione di opere su tela preferendola al supporto ligneo.

Il ciclo di teleri per la scuola di Sant’Orsola gli viene commissionato nel 1490. A questa richiesta fanno seguito altre committenze istituzionali.

Intorno alla fine del Quattrocento, sotto la guida di Bellini, realizza i dipinti per la scuola di S. Giovanni Evangelista. Nel 1501 Carpaccio inizia un altro ciclo di teleri per adornare la sala del Maggior Consiglio e dei Pregadi nel Palazzo Ducale, opere ormai andate completamente perse.

È da questo periodo che il Carpaccio riceve incarichi da molte scuole veneziane di prestigio. Realizza il ciclo di Storie del Santo, di San Trifone, San Gerolamo e due Storie Evangeliche (la preghiera nell’orto e la vocazione di San Matteo) per la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni. Altre committenze arrivano dalle scuole di Santo Stefano e degli Albanesi.
Il primo decennio del Cinquecento lo vede strettamente legato alle committenze provenienti da fonti istituzionali, tanto che il Carpaccio, viene definito come il “pittore di stato”.

Alle pubbliche committenze si aggiungono in seguito quelle dei privati, come i dipinti “Ritratto del cavaliere” e le “Cortigiane”. La sua fama si allarga sempre più e presto le richieste si estendono anche fuori la provincia: nascono così le Pale di Santa Maria in Vado, di San Pietro Martire (la prima a Ferrara, la seconda a Murano).
Qualche anno prima della sua morte, avvenuta nel 1526, Carpaccio realizza per il duomo di Milano, le portelle dell’organo e la Pala d’altare.

Testo tratto da: frammentiarte.it

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