Figlio di Gea e in seguito suo sposo, Urano ebbe diversi figli: i Titani, le Tindari, i Ciclopi, gli Ecatonchiri.
Nel timore di venire spodestato dai suoi forti figli, Urano li gettava, man mano che nascevano, nel Tartaro, ossia nelle viscere di Gea (detta anche Gaia), la quale, ripugnata dall’atto del marito, chiese ai figli di proteggerla. Solo il figlio minore, Crono, accondiscese, tese un agguato al padre e, con l’aiuto di un falcetto datogli dalla madre, lo evirò. Dalle sue ferite, nacquero i Giganti e le Erinni…. un’altra schiera di piccoli mostricciatoli.

Giorgio Vasari – La mutilazione di Urano da parte di Crono, XVI secolo – Palazzo Vecchio, Firenze

Questo evento viene variamente collocato: a volte in Sicilia, che dal sangue del dio avrebbe tratto la sua gran fertilità; oppure presso Capo Drepano, il cui nome deriverebbe dal falcetto di Crono; o ancora, a Corfù, che altro non sarebbe se non il falcetto stesso, gettato in mare e lì “radicato”.

Sue figlie furono Basileia, cioè “la regina”, e Rea. La prima succedette al padre, sposò il fratello Iperione e generò Elio, il Sole, e Selene, la Luna.