Il Libro di Enoch è, ancora oggi, un testo religioso canonico per i Copti (etiopi, i precursori degli Egizi). Per la Bibbia, Enoch è il 7° Patriarca. Il libro di Enoch ha 6 particolarità:

  1. racconta dettagliatamente, il fatto presentato dalla Bibbia come “La Caduta degli Angeli Ribelli“,
  2. parla di Enoch come del Figlio prediletto del “Signore” (non Dio),
  3. risale ad un tempo preistorico nel quale non c’era ancora il concetto di “anima”,
  4. racconta, dettagliatamente, di eventi catastrofici prediluviani (oltre 10.000 anni),
  5. racconta, dettagliatamente, di guerre spaziali,
  6. tutti i racconti derivano dal fatto che Enoch è stato rapito ed è stato informato “direttamente” sui segreti della creazione, da cosiddetti Angeli Vigilanti e dallo stesso Signore dei Signori. Inoltre egli parla delle sue osservazioni personali.

Una presunta pagina del “Libro di Enoch” con esempi di “scrittura degli Angeli”

A causa di tutto questo, il testo è stato dichiarato apocrifo al Concilio di Trento. Nella Bibbia è stato tagliato tutto ed è rimasto Enoch solo come il Patriarca ebraico che testimoniò la Caduta degli Angeli ribelli. 
Con questa soluzione, i teologi ebrei e cristiani pensavano di aver risolto gli innumerevoli problemi che il testo creava. 
Gli ebrei potevano continuare ad aspettare l’arrivo del Messia. I cristiani potevano dire che il Cristo era l’unico e solo Figlio di Dio sulla terra. Entrambi potevano negare l’esistenza di altre forme di vita intelligenti simili all’Uomo, potevano puntualizzare che l’Uomo è l’unica creazione del Dio Geova, al centro dell’Universo. E così via.

Copie del libro di Enoch sono state rinvenute a Qumran (grotta 7 vedi studi di Ernest Muro), ma, sono anche  vari i testi che sembrano tener ben presente la letteratura enochica. 
In questo capitolo proveremo ad abbozzare un breve viaggio che dalla letteratura enochica ci porterà alla cultura giudaico cristiana e ad una delle più recenti scoperte archeologiche: il Rotolo dell’Angelo.
Una delle prime evidenti convergenze che emerge dalla lettura del “libro dei Segreti di Enoch”, ed i Vangeli è la straordinaria somiglianza tra alcune parti di questo ed  una tra le più belle pagine dei Vangeli: le Beatitudini.
Non si può non rimanere colpiti dalla sequenza e unicità delle beatitudini pronunciate da Enoch che salito al cielo in anima e corpo, (elemento su cui torneremo nel prossimo paragrafo di questo capitolo), raccoglie il messaggio del signore e lo porta sulla terra comunicandolo ai figli.

Libro dei segreti di Enoch 42,6
Allora dissi, miei figli, e ora lo dico a voi: “Beato colui che teme il nome del Signore e che servirà per sempre davanti al suo volto e disporrà i doni, offerte di vita e vivrà la vita e morirà. [8] Beato colui che farà un giudizio giusto, (che) vestirà l’ignudo con la (sua) veste e all’affamato darà pane. [9] Beato chi giudicherà con un giudizio giusto l’orfano e la vedova e aiuterà ogni vittima dell’ingiustizia. [10] Beato colui che si trarrà indietro dalla via del cambiamento e che cammina per le vie diritte. [11] Beato chi semina i semi della giustizia, perché li mieterà al settuplo. [12] Beato colui nel quale è la verità e (che) dice la verità al prossimo. [13] Beato colui che ha sulle labbra la pietà e la dolcezza. [14] Beato colui che comprenderà le opere del Signore e lo glorificherà e a causa delle sue opere riconoscerà l’artefice”.

La sequenza delle beatitudini ed il loro contenuto, il fatto che siano espresse in un sol discorso, non può non richiamare le beatitudini nel Vangelo di Matteo:

Matteo 5, 3 
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
[4]Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
[5]Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
[6]Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
[7]Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
[8]Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
[9]Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
[10]Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.

[11] Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
[12] Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Ma altri brani del testo enochico si avvicinano al contesto ed al linguaggio dei Vangeli.

Senza alcuna pretesa di esaustività proponiamo i seguenti confronti:

Libro dei segreti di Enoch 44,4. [4] Beato chi dirigerà il suo cuore verso ogni uomo, così da aiutare chi é giudicato e così da sostenere chi è spezzato e così da donare a chi ha bisogno, [5] perché nel giorno del grande giudizio ogni opera dell’uomo sarà rinnovata dallo scritto. Beato colui la cui misura sarà giusta e il peso giusto e le bilance giuste, perché nel giorno del grande giudizio ogni misura e ogni peso e ogni bilancia saranno esposti come sul mercato e ciascuno riconoscerà la sua misura e secondo questa riceverà la mercede

Matteo 7,1: Non giudicate, per non essere giudicati; [2] perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.

Libro dei segreti di Enoch 48,6 Distribuite questi libri ai vostri figli e i figli ai figli e a tutti i vostri parenti [7] e in tutte le vostre generazioni che hanno la saggezza di temere il Signore ed essi li accoglieranno e (ciò) sarà loro gradito più di ogni buon cibo e li leggeranno e si attaccheranno ad essi, [8] mentre gli insipienti che non conoscono il Signore non li accoglieranno, ma li respingeranno, perché il loro giogo sarà loro pesante. [9] Beato chi porterà il loro giogo e lo stringerà, perché lo troverà nel giorno del grande giudizio.

Ritorna un tema centrale nel discorso evangelico: farsi carico del gioco altrui e anche la medesima terminologia.

Un altro interessante brano che riprende le benedizioni, ma le alterna a maledizioni a differenza del brano precedente.

Libro dei segreti di Enoch 52,1 Beato chi apre il suo cuore alle lodi e loda il Signore. [2] Maledetto chi apre il suo cuore all’insulto e alle calunnie contro il prossimo. [3] Beato chi apre la sua bocca, benedicendo e glorificando il Signore. [4] Maledetto chi apre la sua bocca per la maledizione e la bestemmia al volto del Signore. [5] Beato chi glorifica tutte le opere del Signore. [6] Maledetto chi insulta la creazione del Signore. [7] Beato chi considera le fatiche delle sue mani per innalzarle. [8] Maledetto chi mira a cancellare le fatiche degli altri. [9] Beato chi conserva i fondamenti degli antichi padri, [10] maledetto chi distrugge le regole e i limiti dei suoi padri. [11] Benedetto chi pianta la pace, [12] maledetto chi abbatte coloro che sono in pace. [13] Benedetto chi dice: pace e che ha la pace. [14] Maledetto chi dice: pace e non c’è pace nel suo cuore. [15] Tutto questo si svelerà sulla bilancia e nei libri nel giorno del giudizio terribile

È interessante notare che questa contrapposizione tra beatitudini e maledizioni, è presente nel medesimo testo e richiama, da un lato, la durezza del Documento di Damasco e della Regola della Comunità e la contrapposizione tra gli eletti che seguono la legge nella comunità e coloro che si allontanano dalla Legge e dalla Comunità, dall’altro e le maledizioni che ricadono sui farisei.

Da Enoch al Rotolo dell’Angelo attraverso la Lettera di Giuda

La lettera di Giuda, uno dei brani più interessanti del Nuovo Testamento per lo studio della corrente giudaico-cristiana, insieme alla lettera di Giacomo, ci offre lo spunto per una analisi delle correlazioni tra la letteratura enochica, l’essenismo qumraniano e la corrente giudaico-cristiana.

L’autore della lettera è Giuda, fratello di Giacomo (Colui che Paolo in Galati chiama “Il Fratello del Signore”), che gli apocrifi riconoscono come fratellastro di Gesù e che è, indubbiamente a capo della corrente giudaico-cristiana che aveva come riferimento unico la Chiesa di Gerusalemme.

Veniamo ai passi sui quali focalizzeremo la nostra attenzione:

Giuda 9 Invece, l’arcangelo Michele, quando contendeva con il diavolo disputando per il corpo di Mosè, non osò pronunziare contro di lui un giudizio ingiurioso, ma disse: «Ti sgridi il Signore!»

Giuda 14 Anche per costoro profetizzò Enoc, settimo dopo Adamo, dicendo: «Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi

Giuda 15 per giudicare tutti; per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà da loro commesse e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno pronunciati contro di lui».

Vediamo le principali anomalie che questi brani evidenziano

1) la lettera fa chiaramente riferimento ad un testo, il Libro di Enoch appunto, non incluso nel canone veterotestamentario, che è un caso relativamente raro se non unico nel Nuovo Testamento. 

2)  il testo parla chiaramente, della assunzione di Mosè in cielo ed in carne, la fonte di questo richiamo non è nota e sicuramente non proviene dal canone neotestamentario

3) la citazione del libro di Enoch, sebbene non esplicitamente, richiama l’assunzione in corpo dello stesso Enoch narrata nel Libro dei Segreti.

Libro dei segreti di Enoch III, 1 Accadde che, mentre parlavo ai miei figli, i due uomini mi chiamarono e mi presero sulle loro ali. Mi portarono nel primo cielo e mi posero là. 

I casi di assunzione al cielo in carne, noti dalla letteratura neotestamentaria sono estremamente rari e sono riassumibili unicamente nei due segnalati in questo testo, direttamente (Mosè) o indirettamente.

Va anche notato che l’assunzione in cielo è un fenomeno segnalato unicamente negli apocrifi del VT.

Attraverso gli elementi evidenziati giungiamo ad un’altra delle rarissime assunzioni al cielo in testi veterotestamentari o comunque precedenti all’era cristiana: il Rotolo dell’Angelo.

Purtroppo questo testo di inestimabile interesse storico è purtroppo, noto solo attraverso le relazioni di alcuni studiosi che hanno avuto la fortuna di leggerlo: il Rotolo dell’Angelo. Scoperto, pare, nel 60 giunge dopo varie peripezie in Europa e staziona presso un monastero benedettino ove viene gelosamente e segretamente custodito da un monaco di nome Matheus Gunther. 
Nel 96 il monaco rivela al Times l’esistenza del testo ed il fatto che era in suo possesso. 
Una copia del testo ed una trascrizione pervengono ad un certo Steve Daniels amico del Gunter che avrebbe dovuto curarne la pubblicazione Gli studiosi israeliani hanno, per ora, fornito una copia del testo trascritto ma nessuna fotografia. La datazione al radiocarbonio collocherebbe la stesura del testo al I secolo d.C. Gli studiosi Israeliani che hanno studiato il testo affermano che il suo contenuto è in grado di rivoluzionar la storia cristiana: ma che cosa contiene di tanto misterioso questo testo (gli israeliani affermano che rivoluziona la storia del cristianesimo)? 
Nel testo si narra della visione avuta da Jeshua ben Pediah (Gesù figlio di Pediah) nei pressi del Mar Morto.

Il misterioso personaggio sarebbe stato accompagnato in cielo dall’angelo Panameia (o Pnimea). Il testo, dai resoconti, sembra estremamente vicino per forma e contenuto alla scrittura qumraniana. Come hanno fatto notare alcuni studiosi (prof. Elio Jucci) sia Jueshua che Pediah sono nomi comuni nella letteratura del VT e l’associazione tra il Gesù storico ed il personaggio, proposta dagli Israeliani, è quantomeno azzardata.
Probabilmente anche un giudizio negativo e drastico è parimenti superficiale. Come abbiamo segnalato, l’ascensione al cielo è un tema rarissimo nel VT tanto che la somiglianza tra l’ascensione descritta da questo testo e quella del libro dei Segreti di Enoch, fece classificare inizialmente, questo testo semplicemente come un documento “simile” al testo enochico (vedi articolo sul Jerusalem Post). Nell’analizzare le scarne informazioni che si hanno su questo testo, non possono non tornare alla mente i 40 giorni trascorsi nel deserto, né l’importanza che al testo enochico dà la corrente giudaico cristiana (vedi lettera di Giuda) e quella esseno qumraniana.
Il fatto che il documento sia stato trovato nei pressi del territorio qumraniano e quindi in quello che probabilmente fu il luogo scelto da Gesù per il volontario esilio durato 40 giorni, lascia aperto più di un interrogativo. La rarità del fenomeno di ascensione in corpo prima dell’era cristiana e prima della morte di Gesù temo ponga un problema serio.

Il tema della letteratura enochica e la scarsissima conoscenza di questi testi fuori dal ristretto ambito accademico, ci riporta alla scarsa conoscenza della biblioteca Qumraniana (in particolare i 50 documenti pubblicati da Eisenamann) e di quella ricchissima di Nag hammadi, oltre che alla scandalosa esistenza, a 50 anni dal ritrovamento, di testi non ancora pubblicati e di estrema rilevanza quali il Rotolo dell’Angelo o le copie del libro di Enoch.

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