Virgilio“Mantua me genuit” diceva Virgilio.
Mantova mi ha generato…sono nato a Mantova…

Io non posso dirlo, nè rimpiango di non esservi nata.

Amo troppo la mia città, Taranto, e non vorrei essere nata in un nessun altro posto al mondo.
Ma nello stesso tempo non posso negare che Mantova è nel mio cuore.
E’ la mia seconda città e dico seconda…solo perché Taranto…beh…Taranto è Taranto e non si tocca!!!!!

Mantova…un paesone ancora oggi… figuriamoci quando ci arrivai bimbetta di poco più di 7 anni.
Ho vissuto all’ombra di Virgilio e lungo le rive del Mincio per 5 anni. Andai via per sempre che frequentavo la II media ed avevo 12 anni e mezzo. I miei primi ricordi di bimba sono tutti di Mantova e come potrebbe essere diversamente?
Di Taranto ho solo dei flash, piccoli flash…mentre di Mantova…di Mantova no.
Sono ricordi tutti miei e sono ricordi tutti bellissimi come è giusto che siano i ricordi di una bimba.

Sabato 22 maggio (2004) sono ritornata con Sandro, che non c’era mai stato. Non so tra i due chi fosse più felice…se io che mi beavo per ogni ricordo intatto che ritrovavo o lui nel vedere la mia felicità.
Mi ha detto…hai negli occhi una luce che non ti avevo mai visto…e me l’ha detto in un modo bellissimo con un’espressione sul viso che anche io non gli conoscevo…
Lasciata la macchina in via Vittorio Emanuele e saputo che in fondo alla via c’era il Teatro Sociale non ho più avuto bisogno di consultare la cartina.
Ho detto a Sandro…vieni… seguimi… ora so dove siamo… ti porterò a conoscere i luoghi che mi hanno vista bambina…

Mamma mia… quanto ho parlato… strada facendo… ad ogni passo un ricordo… ad ogni angolo di strada un racconto… erano tutti episodi che lui conosceva già… ma questa volta avevano un sapore diverso… a raccontarli era una bimba… una bimba veramente felice…

La schiacciatina

la schiacciatina2La prima a venirmi incontro è stata lei…poteva essere diversamente?

Solo se si è di Mantova si può capire cosa rappresenti la schiacciatina per i mantovani e solo se si è vissuti a Mantova e poi si è andati via per sempre si può capire quanto ti manchi la schiacciatina.

Il Teatro Sociale

teatrosociale_stampa_800Quante volte ho raccontato che lì dentro vidi per la prima volta “Lilli e il Vagabondo”.

Ci andai tutta sola un pomeriggio.

Quanti anni avrò avuto? 9, 10? Non ricordo, né ricordo perché ci andai da sola.

Forse fu una conquista, forse un premio…

Non era lontano da casa il Teatro Sociale ed erano altri tempi.

Ma riuscite ad immaginare, oggi, una bimbetta che se ne va al cinema tutta sola????

Io posso dire di averlo fatto :-))))))


Via Arrivabene 14

E’ di lato al Teatro Sociale e lì c’era la sede dell’ufficio di babbo.
Il palazzo l’ho ritrovato intatto, ma abbandonato. Le finestre, al piano terra, avevano gli stessi infissi dell’epoca ed erano piene di polvere.
Mi si è stretto un po’ il cuore, ripensando a tutti coloro che vi avevano lavorato…Babbo, Fusato, Luppi, Tranchina, Sartori…e chissà quanti altri…


Via Cavriani 5

La via dove abitavo.
Lei merita un capitolo a parte per motivi che vi spiegherò. E’ stata la sorpresa più bella…due volte più bella.


La chiesa di San Leonardo

E’ la chiesa che frequentavo da bambina, a 10 metri da casa…


Alcune immagini di Mantova (
cliccare sulle immagini per ingrandirle)

 

Piazza Virgiliana

E’ sempre la stessa, immutata negli anni. Ci si arriva in due minuti da via Cavriani, ha sempre fatto parte della mia vita mantovana.
Virgilio è sempre lì, immobile, che domina la città. Ora lo hanno recintato, mentre quando ero bambina quell’inferriata non c’era, nè c’era la scritta che deturpa in parte la veduta.


Il Centro

Piazza Sordello, dove si trova il bellissimo palazzo ducale, Piazza Broletto, Piazza delle Erbe, la chiesa di S.Andrea… sono tutte lì attaccate…questo non me lo ricordavo.
Nei miei ricordi di bimba le “vedevo” più distanti tra di loro. Tutte in pieno centro…sì…ma non così vicine come in effetti sono.


Palazzo Te

E’ stato una piccola delusione…forse è dipeso dai 9 Euro (a testa) spesi per entrare?Scherzo :-))))))
Ma la delusione un po’ c’è stata. Lo ricordavo diversamente.

Ho incontrato solo persone davvero gentilissime, una gioia per il cuore. Che sapessero che per me era una giornata speciale e così mi hanno riservato un trattamento di favore?


Via Cavriani

via Cavriani_00

Quando sono stata a Mantova a maggio del 2004, potevo tra gli altri ricordi che volevo rivivere non ritornare in via Cavriani?
Il palazzo esternamente si presentava bene, si vedeva che era stato ristrutturato da poco, ma nella sostanza era rimasto lo stesso. A me però non bastava vederlo solo dal di fuori… volevo entrare dentro, ma il portone era chiuso.
E secondo voi un portone chiuso poteva fermarmi? 
Erano 50 anni che aspettavo… e così ho suonato ad uno dei tanti campanelli. Mentre aspettavo che qualcuno mi rispondesse magicamente il portone si apre e ne esce un sacerdote…
 Buongiorno…sa…da bambina ho abitato qui…ed avrei tanta voglia di rivedere il cortile, le scale, le cantine e tutto il resto
– Prego si accomodi…

Si fece da parte per far passare me e Sandro.
Dopo aver ringraziato, entriamo e rivedo il vestibolo con le varie porte del piano terra ed in fondo la porta, chiusa, che dà nel cortile.
– Vieni Sandro…sbrighiamoci…prima che qualcuno ci cacci via… 

Spalanco la porta che dà sul cortile e… meraviglia… 
Avete presente una donna, carina, giovane senza un filo di trucco? Pensate alla stessa donna dopo 50 anni. E’ ovvio che gli anni non possono essere passati invano… e invece… miracolo… ve la ritrovate davanti intatta nella sua gioventù con l’aggiunta di un raffinato trucco che la rende splendida.
Ecco… è così… che mi è apparso quel cortile…

Guardate

Cosa era successo???

Nessuna ristrutturazione avrebbe potuto rendere quella piccola casa nel gioiellino che era diventato. Ed ecco venirmi in soccorso una gentilissima signora, alla quale poco dopo se ne unì un’altra… Una decina di anni prima era stato deciso dai proprietari dei vari appartamenti che era giunta l’ora di dare una rinfrescatina a tutto lo stabile. E nel fare ciò non fu scoperto nel vestibolo del piano terra un affresco di non ricordo più quale secolo?

Immediatamente intervennero quelli dei Beni Culturali che dichiararono il palazzo di interesse storico e quindi intoccabile. Sulla facciata esterna fu messa anche una targa che si vede nella prima fotografia.
La ristrutturazione non si limitò ad una semplice tinteggiata, ma furono apportate delle modifiche alle parti comuni tutto a spese dei Beni Culturali. 
Queste gentilissime signore mi portarono anche in quelle che una volta erano le cantine (dove tante volte avevo giocato a nascondino) cantine che non esistevano più. Era stato tutto piastrellato e c’era una sala grande che serviva per riunioni e feste. Chiesi il permesso di poter andare su per le scale ed andare al pianerottolo del secondo piano dove c’era quella che era stata la mia casa.
Anche internamente era tutto uguale, ma nello stesso tempo tutto più bello. Piante ovunque, ma piante ben curate, non quelle solite tristi piante da pianerottolo.

Mi sentivo orgogliosa di tutto ciò come se fosse merito mio. E col cuore colmo di tanta felicità da sentirmelo scoppiare nel petto…

MANTOVA_San Leonardo– Vieni Sandro…qui a pochi passi…c’è la chiesa di San Leonardo…
Anche qui una persona gentilissima mi permise di entrare nel cortile/giardino

…e poi di corsa nella vicinissima Piazza Virgilio

MANTOVA_Piazza Virgilio
Questa invece è Piazza delle Erbe

MANTOVA_Piazza delle Erbe
e qui siamo a Palazzo Te 

Ringrazio internet, l’Isola e gli amici virtuali che mi danno la possibilità di “immortalare” questi miei ricordi, perché riviverli con la memoria è un conto… ma leggerli è molto più bello.

Leyla