Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Ufologia ed extraterrestri

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Se provassimo a risalire alle origini dell’inspiegabile fenomeno “UFO” sulla terra, giungeremmo fino ad oltre la preistoria. Infatti si annoverano avvistamenti di UFO in ogni epoca e in ogni civiltà terrestre.

A testimonianza di ciò, possiamo trovare graffiti preistorici nelle caverne, dipinti antichi o anche vecchi oggetti raffiguranti dischi volanti, navicelle spaziali e strani esseri che non dovrebbero, teoricamente, trovarsi in un contesto del genere.

Da rammentare gli strani e misteriosi oggetti volanti, guidati da esseri dalle sembianze umane, che sono ben visibili in migliaia di antichi dipinti o affreschi appartenenti all’iconografia sacra di ogni religione e civiltà esistente sulla Terra.

Molti altri oggetti, rinvenuti in epoca moderna, proverebbero invece il presunto contatto di una civiltà extraterrestre che avrebbe interagito con la nostra per centinaia di secoli.

Non dimentichiamo l’antica e rudimentale pila elettrica, perfettamente funzionante, rinvenuta nel 1936 nell’attuale Irak e datata a più di duemila anni fa. Pila presente attualmente all’interno del Museo di Baghdad.

Un altro lampante e anacronistico esempio potrebbe essere il noto meccanismo di Antikitera, scoperto in una pietra rinvenuta all’interno di una nave affondata nel periodo antecedente alla venuta di Cristo. Dopo un’attenta e accurata analisi ai raggi X, la pietra rivelò al suo interno una serie di ingranaggi simili a quelli di un orologio dei giorni nostri.

Questi sono soltanto alcuni piccoli esempi di anacronismo, ma di reperti del genere ne esistono migliaia sparsi in ogni parte del nostro pianeta. Ma chi avrebbe potuto ispirare, o aiutare, le civiltà di allora se non una razza extraterrestre o comunque più evoluta della nostra?

A questa domanda non esistono risposte concrete ma soltanto supposizioni e ipotesi aggiunte alle presunte prove di cui disponiamo.

Per quanto riguarda invece la nascita vera e propria della moderna ufologia, viene da sempre attribuita all’incidente dell’UFO crash avvenuto nella metà degli anni ’40 a Roswell negli Stati Uniti.

Ma un ufologo italiano, Alfredo Lissoni, è riuscito a dimostrare dopo molti anni di ricerche che il primo vero e proprio UFO crash, che avrebbe dato il via all’ufologia, sarebbe avvenuto negli anni 30’ nei pressi di Milano in pieno periodo fascista. Esistono infatti documenti, firmati personalmente dal Duce, riguardanti la caduta di un “aeromobile sconosciuto” che proverebbero la veridicità di queste sue affermazioni.

All’epoca venne istituito il Gabinetto RS/33, una commissione segreta con a capo Guglielmo Marconi scelto grazie ai meriti guadagnati in base ai suoi studi sulle onde radio, che si occupava esclusivamente d’indagare sulla provenienza di questo misterioso velivolo dalla forma discoidale e di altri simili aeromobili avvistati e documentati in quel periodo.

Queste documentazioni, consistenti in ben due volumi pieni di relazioni, esisterebbero attualmente nell’archivio di Stato di Milano e sarebbero il volume 400 e il 401.

Tra il 1940 e il 1941, tutti i progetti e le descrizioni riguardanti quel velivolo finirono nelle mani degli ingegneri tedeschi dopo una riunione, avvenuta a Villa Torlonia, tra alcuni agenti della Gestapo e Mussolini e ad un incontro successivo con Hitler. La Germania si avvalse così dei dati ottenuti per realizzare l’aeromobile V-7 ed altri modelli simili, tutti dalla forma discoidale.

Questa scoperta darebbe finalmente una spiegazione ad un enigmatico discorso del Duce, risalente al 1941, in cui parlava di preponderanti forze extraterrestri che sarebbero giunte da Marte a bordo di velivoli spaziali per sconfiggere le Forze Alleate. Tutti quelli che ascoltarono il discorso, pensarono ad una battuta umoristica del Duce detta allo scopo di allentare la tensione e la preoccupazione popolare venutasi a creare a causa dell’entrata in guerra dell’Italia. Ma lo scopo del discorso non fu certamente quello immaginato.

Come possiamo ben notare, l’inspiegabile ha sempre fatto parte della nostra esistenza fin dagli albori della civiltà. Mi rendo anche conto che la maggioranza degli esseri umani sia scettica riguardo a certi “incomprensibili” argomenti, ma a proposito vorrei concludere citando una frase del grande poeta tedesco Johann Wolfgang Goethe:

“Solo se sei pronto a considerare l’impossibile, sei pronto a scoprire qualcosa di nuovo.”

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fonte: tanogaboblog.it

 

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