Di Gaetano Barbella

tintoretto-nozze-di-canaIllustrazione 1

 

 tintoretto-nozze_di_cana_partic255  

Illustrazione 2
Dettaglio illustr. 1

 

Illustrazione 3
Autoritratto Tintoretto. ca. 1547,
Olio su tela  46 x 38 cm,
Museum of Art, Philadelphia

200px-tintoretto_-_self-portrait_as_a_young_man

L’illustr. 1 e il particolare dell’illustr. mettono in risalto l’immagine di un uomo che ha una marcata somiglianza con l’autoritratto di Jacopo Robusti detto il Tintoretto dell’illustr. 3.
Il quadro Nozze di Cana di questa immagine è stato fatto nel 1561, 14 anni circa dopo la presumibile data dell’autoritratto suddetto.

Dall’illustr. 1 è interessante riscontrare che la supposta figura del Tintoretto è collocata al centro del quadro di Nozze di Cana, giusto al centro dell’arco di mezzo della sala (se si disponesse il quadro originale si potrebbe verificare questa centralità relativa a tutta la tela). Mentre al centro dell’arco al lato, quasi a disporlo in secondo piano, c’è Gesù a capotavola. Tuttavia la posizione dell’uomo, supposto il Tintoretto, che è in piedi, si trova in direttiva dell’anfora della tramutazione dell’acqua in vino secondo le istruzioni di Gesù, tanto più che egli sembra osservare, quasi controllare o forse dubitare, questa operazione del miracolo.

Insomma, conoscendo la fama del Tintoretto disposto a tutto pur di strabiliare, di vincere e senza scrupoli, egli in Nozze di Cana ha veramente fatto ciò che tutti gli altri artisti del Rinascimento, anche più famosi di lui non hanno fatto.

Melania G. Mazzucco, che ha scritto un voluminoso libro sul Tintoretto molto apprezzato, “Jacomo Tintoretto & i suoi figli. Biografia di una famiglia veneziana”, ediz. Rizzoli, scandaglia la sua forte personalità e ne parla come se lo conoscesse da sempre, per esempio così:
Come è suggestivo il racconto del rapporto che Jacomo, «un artista ambizioso e discusso, scorretto e devoto, colto e popolare, eccentrico e conformista, incalzato da un perenne furore creativo», intrattenne, per esempio, con il mefistofelico libertino e intelligentissimo Pietro l’ Aretino, dal quale ebbe lodi ma anche veleni, sia pure camuffati dietro parole alate.
Oppure con «Il» pittore veneziano per eccellenza, il numero uno, il grande Tiziano Vecellio, acclamato e lodato in tutta Europa, amico dei potenti, intimo – quasi – dell’ imperatore Carlo V, che mai volle lasciare spazio al più giovane collega, mai ne riconobbe il genio, guadagnandosi fin da subito il suo precoce odio quando – per invidia secondo la leggenda – buttò fuori dall’ambita sua bottega il ragazzo apprendista Jacomo. A quell’epoca il giovanissimo pittore ancora non si chiamava Tintoretto, ma al massimo Tintore, soprannome dovuto al mestiere del padre, Battista Robusti, eccellente maestro di tintoria di origine bresciana.
Forse la più impressionante e inquietante tra tutte le sue opere, ossessionò molti, pittori e scrittori, tra i quali Sartre, che a Tintoretto dedicò vari saggi, e che nell’Autoritratto ravvisò «un viso posseduto di vecchio assassino».

Illustrazione 4 Particolare “Nozze di Cana” di Veronese, 1562-63. Olio su tela, 669 x 990 cmm. Museo du Louvre, Parigi.

Illustrazione 4 Particolare “Nozze di Cana” di Veronese, 1562-63.
Olio su tela, 669 x 990 cmm. Museo du Louvre, Parigi.

Resta poi un fatto che convaliderebbe l’ipotesi dell’autoritratto di Tintoretto nella sua pittura Nozze di Cana. Poteva mai, Jacomo, «un artista ambizioso e discusso, scorretto e devoto, colto e popolare, eccentrico e conformista, incalzato da un perenne furore creativo»come suddetto, essere da meno di un altro artista, suo conterraneo, che lo incalzava, Paolo Veronese al secolo Paolo Caliari (Verona, 1528 – Venezia, 19 aprile 1588) con un’analoga opera pittorica di Nozze di Cana? Non solo per l’opera in sé altrettanto meravigliosa, ma perché Tintoretto vi si ritrae coinvolgendolo insieme al Tiziano e Bassano. 

Questa mia opinione non sembra reggere perché l’opera del Tintoretto di Nozze di Cana è stata eseguita nel 1561, mentre l’analoga del Veronese nel 1562-63.[1] Tuttavia non c’è da meravigliarsi che entrambi si sbirciassero scambievolmente i  progetto grafici delle loro opere, magari con l’aiuto di amici fidati. 
E allora la mia ipotesi regge.

C’è anche di più, perché può essere anche che lo stesso Veronese, potendo vedere l’opera eseguita più di un anno prima di lui dal suo rivale Tintoretto e rendersi conto dell’autoritratto, abbia ricambiato alla grande dandogli così una sorta di schiaffo morale, ritraendolo insieme a lui, a Tiziano e a Bassano. Veramente un bel colpo da maestro d’arte e di vita!

“Nelle celebri Nozze di Cana strappate brutalmente dalle truppe napoleoniche da San Giorgio Maggiore e oggi al Louvre, Veronese riassume la scena pittorica veneziana in un quartetto. Tiziano tiene la partitura con i suoni gravi del violone, Tintoretto si lancia nei virtuosismi solistici del violino, Bassano porta in laguna le tonalità terrestri del cornetto, Veronese sintetizza tutti gli armonici del concerto grazie al suono grave ma brillante della viola da gamba. Il messaggio è chiaro, celebrare la Serenissima dove le differenti voci dell’arte si armonizzano di fronte a Dio e alla sua corte terrena, l’aristocrazia lagunare. Raramente una civiltà sarebbe stata tanto cosciente della propria centralità storica. Raramente una cultura avrebbe inscenato la propria dimensione estetica con altrettanta chiarezza: l’unità del reale nel colore.”[2]

Duque non c’è da meravigliarsi se l’intraprendente Jacomo, così come lo chiama Melania Mazzucco, ha fatto “vivere per sempre” sé stesso stando alla dedica della poetessa russa Marina Cvetaeva che è l’autrice dedica a Jacopo Robusti detto il Tintoretto: “Chi è vissuto una volta deve vivere per sempre. È questo il compito dei poeti”.[3] Tuttavia, questo non poteva essere se non come ha voluto concepire il suo rivale Veronese con un quartetto d’eccezione, come a mostrare un Rinascimento musicale in auge e allegro all’insegna del Cristianesimo.

 

Brescia, 12 dicembre 2010
____________

[1]    http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/12/la-mazzucco-ritrae-tintoretto-lelite-dellarte-veneziana/
[2]    http://simoneverde.blogspot.com/2009/12/tiziano-tintoretto-veronese-rivalita.html
[3]   http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/12/la-mazzucco-ritrae-tintoretto-lelite-dellarte-veneziana/