Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Teia, “la luce che splende da lontano”

Nell’astronomia ritroviamo, molto spesso, quei miti e quelle leggende con cui spesso gli antichi spiegavano i fenomeni astronomici e naturali, quasi a volerne dominare le cause e gli effetti. In questo post, mi piace parlare di Teia  iniziando con una nota di astronomia.

Tra le teorie attualmente più accreditate sulla formazione della luna vi è quella dell’“impatto gigante”. Circa 4,5 miliardi di anni fa quando il nostro pianeta aveva appena preso forma. Quasi sulla sua stessa orbita si doveva trovare un altro corpo celeste della taglia analoga a Marte e che gli astronomi hanno battezzato Theia dal nome della madre della Luna nella mitologia greca.
Questo corpo cadde sulla Terra disintegrandosi in parte ma sollevando prima una grande quantità di materiale che andò a formare un anello come lo possiamo vedere intorno a Saturno. Con il tempo esso si coagulò in un corpo sferico ma data la sua vicinanza finì con il precipitare sulla Terra generando un effetto analogo al primo. Ma in tal caso le conclusioni furono migliori. Dal nuovo anello, infatti, che si era riformato, si genera una massa più stabile che diventerà la Luna come la vediamo oggi. «Ma in quelle lontane epoche la “nostra compagna cosmica” – precisa Canup – era quindici volte più vicina e quindi appariva altrettante volte più grande della Luna piena come ora la osserviamo». Gli impatti furono preziosi per «sistemare» il nostro pianeta. Il micidiale colpo impresse la rotazione di 24 ore (che è il giorno attuale) e l’inclinazione del suo asse a 23 gradi da cui traggono origini le stagioni mentre la Terra compie il suo annuale viaggio intorno al Sole.

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Torniamo alla mitologia
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Teia (Theia, Tea o Tia) era il nome che la civiltà pre-ellenica ha dato a una dea che rappresentava “la luce che splende da lontano”. Il nome, da solo, significa semplicemente dea; spesso era chiamata con l’appellativo Eurifessa per accentuarne la magnificenza e lo splendore. Teia è stata associata con la luce ed il cielo ed era la dea della vista, gli antichi greci hanno pensato che la vista fosse un fascio o un raggio emesso dagli occhi simili ai raggi del sole e della luna. La mitologia la vuole, figlia di Urano (il cielo) e di Gaia (la terra), coniuge e sorella di Iperione, forma contratta d’Iperionide (quello di sopra.)

Dall’unione di Teia con Iperione nacquero: Elios (dio del sole), Selene (dea della luna) ed Eos (dea dell’aurora).

E Teia ad Elios grande die’ vita, e a Selene lucente, ed all’Aurora, che brilla per quelli che stan su la terra, e pei Beati, ch’àn vita perenne, signori del cielo, poscia che ad Iperïóne, domata in amore soggiacque (Esiodo, Teogonia)

La Titanide Theia appartiene alla prima generazione divina, precedente agli olimpici e non deve essere confusa con l’Oceanide dello stesso nome che fu madre dei Cercopi, di Passalos ed Acmon

Altra Tea fu la profetessa figlia di Chirone che sedotta da Eolo, fu mutata da Poseidone nella cavalla Euippe per sottrarla alle ire del padre; nelle spoglie di cavalla partorì la puledra Melanippe.

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