Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Tànato o Thanatos, la personificazione della morte

Thanatos tra Afrodite e Persefone, che si pensa fossero in competizione per l’anima di Adone. BURSTEIN COLLECTION/CORBIS

Nella mitologia greca, Thanatos  è la personificazione della morte. Dal suo nome deriva la tanatofobia, la paura della morte. Secondo Esiodo, è figlio di Nyx (la notte), che l’aveva concepito senza l’aiuto di nessun altro dio. Omero ne fa il fratello gemello di Hypnos, la personificazione del sonno.

Nemico implacabile del genere umano, odioso anche agli immortali, ha fissato il suo soggiorno nel tartaro o dinanzi alla porta degli inferni. È in questi luoghi che Eracle ha combattuto con Thanatos sconfiggendolo e legandolo con una catena di diamanti  per tenerlo prigioniero sino a che non ottenne la restituzione di Alceste che ricondusse trionfalmente a casa.
Ateniesi e spartani lo onoravano di un culto particolare, ma non si sa nulla sul tipo di culto che gli rendevano.
Thanatos aveva un cuore di ferro e delle viscere di bronzo. I greci lo rappresentavano sotto la figura di un bambino nero con piedi torti. A volte i suoi piedi, senza essere difformi, sono soltanto incrociati, simbolo dell’imbarazzo dei corpi che si trovano nella tomba. Questa divinità appare anche, nelle antiche sculture  con un viso dimagrito, gli occhi chiusi, coperto da un velo, e mentre tiene una falce in mano. Questo attributo sembra significare che la vita viene raccolta come il grano. Gli attributi comuni tra Thanatos e la madre Nyx (la Notte) sono le ali e una torcia spenta e rovesciata. I Romani lo chiamavano Mors, e se lo raffiguravano come un Genio alato e silenzioso e gli alzarono anche degli altari.

Il corpo di Sarpedonte trasportato da Hypnos e Thanatos (il sonno e la morte), sotto lo sguardo di Hermes. Cratere a calice di figure rosse firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come ceramografo, 515 a.c. In precedenza nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art, New York, poi restituito all’Italia ed esposto a Roma nel museo etrusco di Villa Giulia

 

tratto da tanogaboblog.it

.

Similar posts
  • Sileno, una divinità silvestre di gra...
    Sileno era una divinità silvestre di grande saggezza originariamente della Frigia. La genealogia di Sileno varia, secondo alcuni autori era figlio di Pan, di Hermes o di Urano. Sileno era molto brutto, il naso corto e piatto, il labbro spesso, il ventre grasso e aveva l’aspetto di un animale. Bisogna ricordare che Sileno aveva educato […]

    Rispondi

    This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.