di Sandro Boccia

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I BORGIA

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Sui Borgia si raccontano cose che non scrivo:

potrebbero essere vere, e se lo sono, incredibili le ritengo

intorno a un mondo scandaloso, immorale e lascivo:

meglio non dirle tutte e perciò soltanto per me me le tengo!

Pinturicchio – Appartamento Borgia, Resurrezione di Cristo con papa Alessandro VI inginocchiato

Capostipite della famiglia fu Rodrigo, diventato poi papa Alessandro VI^,

che ebbe come amante Vannozza Cattanei che gli dette in progressione:

Cesare, Juan, Lucrezia e Jofrè, e, se aspettate, ora viracconto il resto.

L’ostentata passione verso la pulzella Giulia Farnese fece impressione,

e scandalo quell’incestuosa con Lucrezia che si spogliò così d’ogni virtù,

fra intrighi, eccidi intrisi da veleni specie con il vino, orge e corruzione.

Il primogenito Cesare per ragion di stato e di potere non ci pensò sù

due volte per far fuori Juan e il cognato Alfonso senza esitazione.

Fra misfatti e crimini il Pontefice chiamava così a corte

I migliori ingegni di quel tempo rinascimentale: Bramante,

che gli dipinse il toro, stemma di famiglia, sulle porte

della basilica in Laterano; Leonardo, illustre genio raggiante

al servizio de figlio Cesare, per la costruzione delle fortezze,

Pinturicchio e Perugino che gli affrescarono bellezze

come la Vannozza che assomigliava alla Madonna dell’annunciazione

e come Giulia Farnese alla Vergine con il Papa, in adorazione.

Questo Rodrigo, peggiore di quello del Manzoni, nutrì un amore scellerato

Bartolomeo Veneto – Ritratto di Flora (per alcuni studiosi è un ritratto di Lucrezia Borgia)

Per la figlia che chiamò Lucrezia, con lo stesso nome della casta romana,

oltraggiata da Sesto, figlio di Tarquinio, ultimo re dalla città cacciato,

e, corsi e ricorsi storici, oggetto da parte del padre papa-re di voglia insana.

Ebbe più amanti e spasimanti che capelli in testa questa cortigiana,

però, tirarle addosso il carico da undici, non è corretto né cortese,

allevata che fu da cotal genitore e da un’ambigua da Mila Adriana;

fu compagna di giochi della pupa amante del padre, Giulia Farnese,

e con un fratello pazzo e sanguinario, subito pronto a far macelli

(anche se fu preso d’esempio nel “Principe” da Niccolò Machiavelli),

che, come detto, prima gli pugnalò il marito Alfonso, l’unico forse amato,

e poi, che ve lo dico a fare?, dai suoi fedeli e feroci sbirri strangolato.

Insomma fu una donna desiderata follemente dal padre e dal fratello

che l’usarono per ragione di governo senza mai usar il cervello

dandola in moglie più volte finché sposò da duchessa un d’Este a Ferrara,

e li morì da giovine, donna passata alla storia, più unica che rara!

Altobello Melone – Presunto ritratto di Cesare Borgia

Triste sorte fu la fine di Cesare, il Valentino, il crudele suo fratello,

trafitto da picche e gettato in un fosso attirato che fu in un tranello;

fra scelleratezze il merito che ebbe fu che perseguì con determinazione,

senza però riuscirci, il sogno d’una vita: della penisola italica l’unificazione!

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