Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Sileno, una divinità silvestre di grande saggezza

Maarten van Heemskerck- Il trionfo di Sileno

Sileno era una divinità silvestre di grande saggezza originariamente della Frigia. La genealogia di Sileno varia, secondo alcuni autori era figlio di Pan, di Hermes o di Urano.

Sileno ubriaco, opera romana del II sec. d.C. (museo del Louvre)

Sileno era molto brutto, il naso corto e piatto, il labbro spesso, il ventre grasso e aveva l’aspetto di un animale.

Bisogna ricordare che Sileno aveva educato il giovinetto Dionisio sul monte Nysa coadiuvato da alcune Ninfe e non deve meravigliare se, successivamente, è stato visto partecipare ai banchetti sacri al dio del vino presentandosi a cavallo di un’asina e lo si vedeva spesso far parte del tiaso dionisiaco, una specie di confraternita a cui si era ammessi per iniziazione e aveva lo scopo di celebrare riti in onore di Dioniso.

A Sileno venivano attribuiti doni di saggezza, tra cui il disprezzo dei beni terreni, e facoltà divinatorie e questo è il motivo per cui il re Mida ricorse a uno stratagemma per fargli rivelare il segreto dei suoi poteri: versò del vino nella sorgente ove Sileno andava a bere e, quando fu abbastanza ubriaco da sprofondare nel sonno, lo prese prigioniero.
Silene riassunse la sua saggezza in poche parole: “La cosa migliore per l’uomo è non nascere e se la disgrazia lo colpisce meglio è morire presto“.

I suoi figli, i Sileni, simili ai Satiri, erano dei geni delle foreste con orecchie pelose e i piedi di cavallo.

Sileno sarebbe stato anche il padre centauro Pholos, che avrebbe avuto con una ninfa del bosco.

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