Pumenengo, un comune della provincia di Bergamo, ci offre poche informazioni inerenti la sua storia e riguardano, quasi unicamente, l’epoca medievale. Al termine della dominazione longobarda succedette l’arrivo dei Franchi i cui reggenti governarono le sorti del paese per tutta l’epoca medievale. Si sa che questi territori vennero donati in feudo, unitamente alle zone circostanti, al Vescovo di Cremona già nell’undicesimo secolo.
Il territorio cittadino ospita il castello Barbò, risalente al XIV secolo, quando venne fatto erigere da Beatrice della Scala, moglie di Bernabò Visconti. Interessante anche la chiesa parrocchiale settecentesca, dedicata a san Paolo Apostolo. Originariamente era una cappella gentilizia dell’attiguo castello, e fu ampliata nel XVIII secolo quando venne destinata ad uso pubblico. All’interno si possono trovare opere di buon pregio.

Santuario della Madonna della Rotonda - Pumenengo (BG)

Santuario della Madonna della Rotonda – Pumenengo (BG)

In direzione di Calcio si trova il santuario della Madonna della Rotonda, opera di Pellegrino Tibaldi ed eretto in occasione di un’apparizione mariana. In una scrittura sopra una lapide di marmo alla Rotonda (la chiesa-santuario che conserva l’immagine dell’Apparizione a Caravaggio) si legge:

Madonna della Rotonda, Pumenengo

Madonna della Rotonda, Pumenengo

Il 21 maggio 1585 Maria Santissima apparve qui e disse al vecchio campagnolo sordomuto Francesco Zamboni, che qui per la prima volta acquistò l’udito: Dirai al tuo signore che qui mi dedichi un tempio. A tanto prodigio il conte Francesco Barbò e tutti credettero”.

L’iscrizione lascia incerti sull’origine vera del santuario della Rotonda di Pumenengo: la Vergine Maria apparve al sordomuto oppure l’immagine della Madonna di Caravaggio “parlò” a Francesco Zamboni e lo guarì, per cui le si dedicò (1588?) un tempio? Nell’Archivio storico diocesano di Cremona la documentazione sulla Rotonda e datata soltanto dal 1699. Le notizie preventive alla visita pastorale Croci dicono della Chiesa della Santissima Vergine fabricata da puochi anni in qua e di un legato di messe colà lasciato dalla felice memoria del fu signor conte Antonio Secco Suardo Commeno.

Quasi un secolo e mezzo dopo l’apparizione della Beata Vergine a Caravaggio, avvenuta come è noto il 26 maggio 1432, si narra che il 24 maggio 1585, ad un sordomuto di Calino, trasferitosi da poco a Pumenengo e di nome Zamboni Francesco, apparve la Madonna e gli impose di invitare il proprietario del fondo, conte Francesco Barbò, ad erigerLe un tempio dove allora esisteva una semplice cappelletta campestre.

Il sordomuto, riacquista improvvisamente la favella, compiva la celeste missione comprovando in se stesso la verità di quanto asseriva; onde il piissimo Signore, convinto, si affrettava ad effettuare il desiderio della Vergine Santissima, e a tre anni (nel 1588) col concorso del conte Antonio Secco, uno dei Condomini di Calcio e con le offerte del popolo di Pumenengo, dava costruito il sacro edificio.

Un raro affresco ex-voto del 1698 (Madonna di Caravaggio) all'esterno di un'abitazione di Calcio

Un raro affresco ex-voto del 1698 (Madonna di Caravaggio) all’esterno di un’abitazione di Calcio

La Madonna mostrò subito di gradire tanta prontezza nell’aderire al suo volere col concedere molte grazie, delle quali stavano a testimoniare centinaia di tavolette votive che ornavano le pareti del tempio.

La pietà e la munificenza della Nob. Famiglia Barbò, patrona del magnifico tempio, lo aveva pure fornito abbondantemente di dote e lo restaurò più volte. Nel 1873 il conte Giacomo, riparatolo a nuovo, vi aggiungeva sulla sommità della cupola una statua dorata che il tempo in breve consumò perché di materiale non resistente. A tutti è noto il doloroso abbandono in cui fu lasciato il Santuario durante la guerra e nell’immediato dopoguerra. Dopo 10 anni di pratiche laboriose, nel gennaio 1932, il Parroco e la Fabbriceria ebbero la consolazione di firmare un istrumento in forza del quale la Nob. Famiglia Barbò disponeva un capitale per la riattazione del tempio e per un parziale adempimento degli oneri di culto, rinunziando altresì a qualunque diritto di patronato.

Nello stesso anno la R. Sovraintendenza dei monumenti di Milano procedeva alle opere di restauro con generoso concorso dei fedeli, i quali vollero pure il tempio sormontato da nuova statua della Vergine in rame dorato a perpetuo ricordo della rivendicazione del Santuario di Lei. Ora, dalla riconoscente gratitudine del popolo per le grazie che la Divina Madre ha di nuovo ripreso a dispensare, si attende il concorso alla riparazione dei preziosi affreschi della cupola e dei cornicioni a stucco deperiti assai per le filtrazioni avvenute nel lungo tempo della desolazione.

,