ROMEO E GIULIETTA

Il primo Quarto del 1597

“Romeo e Giulietta” è l’unica tragedia che Shakespeare dedicò

interamente a una storia d’amore in cui c’è uno spirito esuberante

di giovinezza in ogni riga, nell’estatica ebrezza della speranza

e nell’amarezza della disperazione. E in tale opera vi è tutto ciò

che è di più inebriante nel profumo di una primavera esaltante,

di languido nel canto dell’usignolo e di voluttuoso con fragranza

nel primo sbocciare di una rosa. Romeo e Giulietta sono innamorati

ma non son malati d’amore: ogni cosa testimonia della pura essenza

del piacere, di un alto e salubre pulsare delle passioni, presenza

di cuor che batte, di sangue che circola e permea con raggi dorati

di sé tutto quanto. Il loro corteggiarsi è scambio di sentimenti

a fior di labbra, di sorrisi, di respiri, di dolcezza in tutti i momenti!
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William Powell Frith – Ero un guanto su quella mano

Lo scrittore ci ha regalato un quadro della vita umana così com’è

nella realtà, egli ha fondato la passione di due amanti non sui

piaceri che avevano vissuto ma su quelli non vissuti, verità è! 

Tutta la vita a venire apparteneva a loro e a quella sconosciuta sorgente

di promessa felicità hanno placato la loro sete e il primo sorso a cui

hanno attinto li ubriacò d’amore e gioia. La giovinezza è la stagione

dell’amore perché il cuore è allora, per la prima volta fuso nella tenerezza

dal tocco della novità e acceso dall’estasi, non conoscendo alla perfezione

la fine dei godimenti o dei desideri: il desio non è affatto spensieratezza

ma ha un limite in sé stesso e la passione, l’amore e l’attesa del piacere

son infiniti, stravaganti, inesauribili finché l’esperienza, a ben vedere,

non li passa al vaglio e li uccide. C’è da dir che proporzionale ai desideri

e alle speranze giovanili è l’intensità di delusioni e anche se non lo spera

il suo effetto funesto: da qui della beatitudine alla disperazione, dal letto

iniziale della tomba prematura. Eppure i sentimenti della primavera

e della giovinezza son fusi assieme come l’alito dei fiori, questo è l’effetto!
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Ford Madox Brown – Romeo e Giulietta

Immagini d’incanto sembrano fluttuare davanti alla mente dell’autore

nello scrivere questo poema: sarebbe difficile stabilire, cosa vera,

quale delle due scene del giardino sia più bella dell’altra, sissignore,

quella in cui lui per la prima volta conversa con la sua bella amata

o quando prende commiato da lei all’indomani della loro unione:

entrambe sono come il cielo sopra la terra e in questa comunione

il cuore della ragazza sembra dettare la sua lingua. È stata

qui la grandezza di Shakespeare: unir la purezza del cuore con il bagliore

dell’immaginazione, la dolcezza e dignità delle maniere a tutte le ore

con l’irruenza appassionata. Il personaggio di Giulietta è davvero

uno dei più perfetti in quanto a verità e dolcezza, è tanto sincero

quanto modesto basandosi sulla consapevole innocenza della forza

dei suoi aspetti e la sua delicatezza non consiste in freddezza, giocoforza,

o riservatezza ma nella combinazione del calore immaginativo là per là

e della tenerezza del cuore con la più voluttuosa delle sensibilità.
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Francesco Hayez – L’ultimo bacio dato a Giulietta da Romeo

Che idea di tremolante prontezza e grazia eterna legate ai pensieri

d’amore sostiene l’esclamazione del Frate quando lei s’avvicina

alla cella monacale per esser sposata: la parte tragica di tale passaggio

è l’eroico fondato sul tenero e delicato e di questo tipo di sentieri

son le decisioni da seguire il consiglio del monaco e, come alta cima,

il conflitto nel suo cuore tra il timore e l’amore mentre sta per ingerire

il velenoso sonnifero. Romeo è Amleto innamorato, a ben capire:

c’è una analoga esuberanza di passione e sentimento nell’uno, come

di pensier e sentimento nell’altra; entrambi son assenti, come senza nome,

egocentrici, tutti e due vivono in un mondo immaginario, il principe danese

è astratto da tutto, Romeo anch’egli eccetto il suo amore ed è perso

da esso, lui è sé stesso solo nella sua Giulietta, lei, così bella e cortese,

è la sua sola realtà, la sua casa e l’idolo del suo cuore, immerso

in un sogno permanente non passeggero. Ma anche per lui verrà il riscatto
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Tomba di Giulietta (foto Mister No – licenza  Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported)

allorché parla con Giulietta sulla tomba della sua amata, detto fatto,

prima di assumere il veleno, con una forza di sentimento commovente:

i versi di questo discorso che descrivono l’amabilità di Giulietta,

dedicati a Cleopatra dopo morta da Antonio che s’uccide come saetta!

Quali i più belli? Noi possiamo ragguagliare con altri l’inglese scrittore

ma proprio non possiamo fare distinzione tra lui e lui stesso, sissignore!

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Sandro Boccia

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