Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

San Tommaso descrive gli angeli

Doctor Angelicus, Doctor Universalis, Dottore della Chiesa, Patrono dei teologi: San Tommaso d’Aquino (1225 – 1274) fu senza dubbio il maggior pensatore e teologo medievale.

Guercino - San Tommaso d'Aquino e gli angeliLa sua rinomata e consistente opera “Summa Theologiae” ispirò per secoli dibattiti sulla fede di profonda portata: una delle materie affrontate dal santo domenicano fu proprio quella dell’angelologia, con solide argomentazioni filosofiche in bilico tra cattolicesimo e classicismi, tra Sant’Ambrogio ed Aristotele; ebbe inoltre il grande merito di costruire la base per un serio studio sugli spiriti celestiali.
Volendo spronare i fedeli alla riscoperta d’un componimento fondamentale, ma essendo allo stesso tempo pienamente consapevoli della difficoltà che in molti possono trovare nella lettura d’un opera così complessa e di non semplice interpretazione, accanto ad alcune tra le più importanti tesi angelologiche di San Tommaso apporremo una descrizione accompagnata da una precisa spiegazione.

Se l’angelo sia del tutto incorporeo

Pare che l‘angelo non sia del tutto incorporeo. Infatti:

  1. Ciò che è incorporeo relativamente a noi, ma non relativamente a Dio, non è incorporeo assolutamente parlando. Ora, come osserva il Damasceno [De Fide Orthodoxa 2, 3], l‘angelo «è detto incorporeo relativamente a noi, ma paragonato a Dio è corporeo e materiale». Quindi l‘angelo non è, assolutamente parlando, incorporeo.
  2. Come dimostra Aristotele [Physica 6, 4], nulla si muove all‘infuori del corpo.
    Ma l‘angelo, al dire del Damasceno [l. cit.], è «una sostanza intellettuale sempre mobile». Quindi l‘angelo è una sostanza corporea.
  3. Come dice S. Ambrogio [De Spiritu Sancto 1, 7]: «Ogni creatura è circoscritta dai limiti ben definiti della sua natura». Ora, l‘essere circoscritto è proprio dei corpi. Quindi ogni creatura è corporea. Ma gli angeli sono creature di Dio, come è chiaramente affermato dai Salmi [148, 2]: «Lodate il Signore, voi tutti suoi angeli», e poco dopo [v. 5]: «Poiché egli disse e furono create [queste cose]».
    Quindi gli angeli sono corporei.

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DESCRIZIONE: la prima tesi di San Tommaso è volta a sfatare una concezione tutt’oggi comune ma non estremamente corretta: ovvero che l’angelo sia totalmente incorporeo.
Egli lo dimostra in primis mettendo in rapporto l’angelo con Dio, ovvero la creatura con il Creatore. Difatti l’unico “essere” spirituale totalmente incorporeo è il Signore poiché non generato, poiché è l’Unico ad esistere in virtù di Sé stesso.
L’angelo, per il solo fatto d’essere creato, possiede un certo grado di materialità.
In secondo luogo, l’angelo, rispetto a Dio, è “mobile”: ciò lo rende legato, sempre sino ad un certo grado, alla materialità. Il Signore, al contrario, è quello che lo stesso Aristotele definì un “motore immobile“, ovvero la fonte originaria del moto priva di moto.
Tuttavia vi sono alcune precisazioni da fare: gli angeli devono essere considerati corporei solo se messi in relazione a Dio, poichè qualora siano messi in relazione agli uomini è giusto considerarli incorporei.
San Tommaso li definisce infatti spiriti “di mezzo” tra il Signore e l’uomo.  


Se gli angeli differiscano tra loro specificamente

Pare che gli angeli non differiscano tra loro specificamente. Infatti:

  1. La differenza è più nobile del genere: perciò tutte le cose che hanno in comune ciò che in esse vi è di più nobile devono avere in comune l‘ultima differenza costitutiva, e quindi convengono tutte nella medesima specie. Ma tutti gli angeli convengono in ciò che vi è di più nobile nella loro natura, cioè nell’intellettualità. Quindi tutti gli angeli appartengono a un‘unica specie.
  2. Il più e il meno non mutano la specie. Ma gli angeli non pare che differiscano tra loro se non in ragione del più e del meno: nel senso cioè che l‘uno è più semplice dell‘altro, ed è dotato di un intelletto più perspicace. Quindi gli angeli non sono tra loro specificamente diversi.
  3. L‘angelo e l‘anima sono insieme gli estremi opposti di una stessa divisione.
    Ma tutte le anime appartengono a un‘unica specie. Quindi lo stesso deve dirsi degli angeli.
  4. Quanto più delle creature sono perfette, tanto più devono essere numerose.
    Ma ciò non avverrebbe se ci fosse un solo individuo per ogni specie [di angeli]. Quindi ci sono molti angeli di un‘unica specie. 

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DESCRIZIONE: alcuni noti angelologi e teologi sono soliti affermare che gli angeli differiscono per le “mansioni” che svolgono e per la loro vicinanza a Dio.
In realtà ciò è vero, ma solo in parte.
Difatti, nella loro essenza principale, gli angeli non differiscono affatto.
Possono piuttosto differire nelle capacità intellettive, così come gli uomini, ma, così come tutte le anime degli uomini sono uguali ed appartengono tutte alla stessa “specie” (la specie creata da Dio), così anche gli angeli appartengono tutti alla stessa nobile specie.
Affermare che esistano diverse specie d’angeli equivale a dire che gli angeli sono stati creati in maniera imperfetta dal Signore, e che differiscono in nobiltà del loro essere. 

Felice Cignani, San Tommaso d'Aquino, 1683-91, Forlì, Pinacoteca Civica
Se vi sia un gran numero di angeli

Pare che non vi sia un gran numero di angeli. Infatti:

  1. Il numero è una specie della quantità, e risulta dalla divisione di ciò che ha estensione.
    Ma l‘estensione non può aver luogo negli angeli poiché, come si è dimostrato sopra [a. 1], essi sono incorporei. Quindi non vi può essere un gran numero di angeli.
  2. Quanto più una realtà è vicina all‘unità, tanto meno viene moltiplicata, come appare manifestamente nella serie dei numeri. Ma fra tutte le altre nature create la natura angelica è la più vicina a Dio. Essendo quindi Dio sommamente uno, pare che nella natura angelica la pluralità debba essere ridotta al minimo.
  3. Pare che l‘effetto proprio delle sostanze angeliche sia il moto dei corpi celesti.
    Ma i movimenti dei corpi celesti si riducono a un piccolo numero ben determinato, che noi possiamo conoscere. Quindi il numero degli angeli non è superiore a quello dei moti dei corpi celesti. 

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DESCRIZIONE: questo ragionamento di San Tommaso è puramente metafisico.
Spesso nelle Sacre Scritture si legge di migliaia e migliaia d’angeli (Daniele 7:10) tuttavia, come ci spiega il teologo domenicano, ciò è da intendere solo come una rappresentazione descrittiva astratta, volta a dare numero e forma a qualcosa che non lo possiede.
Difatti non si può dare numero a spiriti incorporei rispetto all’uomo poiché non si può dividere matematicamente ciò che non appartiene alla fisica; essendo inoltre gli esseri spirituali più vicini a Dio (il quale è Uno), anche la loro “pluralità” deve essere ragionevolmente minima in virtù della vicinanza e della somiglianza.  


Se gli angeli siano incorruttibili

Pare che gli angeli non siano incorruttibili. Infatti:

  1. Dice il Damasceno [De Fide Orthodoxa 2, 3] che l‘angelo è «una sostanza intellettuale immortale per grazia e non per natura».
  2. Platone scrive nel Timeo [13]: «O dèi, figli di dèi, io sono a un tempo vostro artefice e padre. Voi siete opera mia, naturalmente dissolubili, ma indissolubili per mia volontà». Ora, qui il termine dèi non può designare altro che gli angeli. Quindi gli angeli sono per natura corruttibili.
  3. Secondo S. Gregorio [Moralia 16, 37] «tutte le cose cadrebbero nel nulla se la mano dell‘Onnipotente non le conservasse». Ma tutto ciò che può cadere nel nulla è corruttibile. Quindi gli angeli, che sono opera di Dio, hanno una natura corruttibile. 

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DESCRIZIONE: naturalmente gli angeli non sono immortali in virtù di loro stessi. Ciò è piuttosto la Volontà del Signore che li ha creati. Egli li sostiene così come il sole sostiene il giorno, e senza di esso sarebbe notte.  


Se gli angeli possano assumere dei corpi

Pare che gli angeli non possano assumere dei corpi. Infatti:

  1. Nell‘operazione dell‘angelo, come in quella della natura, non vi è nulla di superfluo. Ma è superfluo per gli angeli assumere dei corpi: l‘angelo infatti non ha bisogno del corpo, poiché la sua virtù trascende ogni energia materiale. Quindi l‘angelo non può assumere un corpo.
  2. Ogni assunzione include una certa unione. Infatti la parola [latina] assumere deriva da ad se sumere[ossia: prendere con sé]. Ma il corpo, come si è detto [a. 1], non può essere unito all‘angelo come a una forma. Che se poi il corpo è unito all‘angelo come a suo motore, allora non si può dire che è assunto, poiché ne seguirebbe che tutti i corpi mossi dagli angeli sarebbero da essi assunti.
    Quindi gli angeli non possono assumere dei corpi.
  3. Gli angeli non possono assumere dei corpi composti di terra o di acqua: poiché in tal caso non potrebbero sparire all‘improvviso; e neppure assumono dei corpi di fuoco, poiché brucerebbero tutto ciò che toccano; e nemmeno dei corpi aerei, poiché l‘aria non ha né figura né colore. Quindi gli angeli non assumono dei corpi. 

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DESCRIZIONE: spesso ci si chiede: quando gli angeli appaiono a mistici, santi e veggenti, prendono un corpo? Più generalmente, gli angeli possono davvero assumere un corpo?
Le stesse domande possono anche esser poste per i demoni, certamente.
Il teologo medievale, con le sue tesi, ci spiega che gli angeli quando si manifestano non hanno bisogno d’un corpo assunto per sé stessi, ma per noi, per essere riconoscibili: possono formarsi, per virtù divina, dei corpi sensibili atti a rappresentare le loro proprietà spirituali.
Non sono tuttavia da considerarsi corpi veri e propri, ma puramente corpi fittizi, delle mere rappresentazioni sensibili.
Un fondamentale indizio in questo senso ce lo fornisce l’Arcangelo Raffaele nella Bibbia: “A voi sembrava di vedermi mangiare, ma io non mangiavo nulla: ciò che vedevate era solo apparenza” (Tobia 11:19).  


Se un angelo possa essere simultaneamente in più luoghi

Carlo Crivelli - San Tommaso d'AquinoPare che un angelo possa essere simultaneamente in più luoghi. Infatti:

  1. L‘angelo non è da meno dell‘anima. Ma l‘anima si trova simultaneamente in molti luoghi poiché, al dire di S. Agostino [De Trinitate 6, 6], «è tutta in ciascuna parte del corpo». Quindi un angelo può trovarsi simultaneamente in molti luoghi.
  2. L‘angelo si trova nel corpo che assume; e poiché assume un corpo continuo, è evidente che deve trovarsi in ogni sua parte. Ma parti diverse si trovano in luoghi diversi. Quindi un angelo può trovarsi simultaneamente in molti luoghi.
  3. Dice il Damasceno [De Fide Orthodoxa 1, 13] che «l‘angelo è dove opera». Ma talora esso opera simultaneamente in più luoghi, come è evidente per l‘angelo che distrusse Sodoma [cf.Genesi 19, 25]. Quindi l‘angelo può essere simultaneamente in più luoghi. 

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DESCRIZIONE: l’interessante analogia che San Tommaso fa tra anima ed angelo è molto significativa: l’anima, essendo spirituale, infatti si trova in “ciascuna parte del corpo“; l’angelo, essendo spirituale allo stesso modo, può tranquillamente trovarsi in più posti allo stesso tempo.
A questa argomentazione di base, il dottore della Chiesa aggiunge una precisazione che si ricollega al discorso iniziale del punto di relazione, ovvero che un angelo può essere in più posti contemporaneamente, ma non può essere dappertutto contemporaneamente.
Vi sono tre gradi di “ubiquità” da considerare: l’ultimo gradino spetta all’uomo, il cui corpo è presente in un luogo ed è come circoscritto da esso; nel secondo gradino vi si trovano gli angeli presenti in più posti, ma delimitati da essi; in ultimo vi è Dio il quale è dovunque, sempre, senza conoscere delimitazione.


Se gli angeli siano stati creati prima del mondo corporeo

Pare che gli angeli siano stati creati prima del mondo corporeo. Infatti:

  1. S. Girolamo si domanda: «Il nostro tempo non ha ancora raggiunto i seimila anni, ma quanto tempo e quanti secoli dobbiamo credere che siano tra scorsi dacché gli Angeli, i Troni, le Dominazioni e tutti gli altri ordini servono Dio?».
    Anche il Damasceno [De Fide Orthodoxa 2, 3] riferisce: «Alcuni affermano che gli angeli furono creati prima di ogni altra creazione, come dice Gregorio il Teologo [Or. 38]: “Prima di tutto Dio pensò le virtù angeliche e celesti, poi realizzò il suo pensiero”».
  2. La natura angelica sta fra la natura divina e quella corporea. Ma la natura divina esiste da tutta l‘eternità, quella corporea invece solo a cominciare dal tempo. Quindi la natura angelica fu creata prima della creazione del tempo, e dopo l‘eternità.
  3. La natura angelica è più distante dalla natura corporea di quanto una natura corporea lo sia da un‘altra. Ma certe nature corporee furono create prima di altre, per cui nel principio della Genesi si parla dei sei giorni in cui avvenne la creazione delle cose. Quindi a maggior ragione la natura angelica deve essere stata creata prima di ogni natura corporea. 

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DESCRIZIONE: quasi tutti i teologi cattolici ed ortodossi concordano sul fatto che gli angeli furono creati prima dell’universo e furono testati prima d’esso.
Tutte le realtà spirituali, compresi gli angeli dunque, furono create prima del tempo.

testo tratto da:  veniteadme.org
immadini da ricerche sul web

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