Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

San Martino di Tours

Martino (in latino: Martinus), nacque nel 316 o 317 a Sabaria, in Pannonia (l’odierna Ungheria). Suo padre gli diede il nome di Martino in onore di Marte, il dio della guerra. 
Fu educato nella città di Pavia, dove passò la sua infanzia fino all’arruolamento nella guardia imperiale, all’età di quindici anni in quanto figlio di un ufficiale. 
A scuola Martino prese i primi contatti con i cristiani e, all’insaputa dei genitori, si fece catecumeno e prese a frequentare con assiduità le assemblee cristiane. La sua umiltà e la sua carità hanno dato vita ad alcune leggende tra cui quella in cui Martino incontrò un povero al quale donò metà del suo mantello; oppure quella dell’attendente che Martino considerava come un fratello, tanto da tenergli puliti i calzari. 

Simone Martini: San Martino riceve l'investitura, Basilica Inferiore di San Francesco, Assisi

Simone Martini: San Martino riceve l’investitura, Basilica Inferiore di San Francesco, Assisi

Ottenuto dall’imperatore l’esonero dal servizio militare, Martino si recò a Poitiers presso il vescovo Sant’Ilario, che completò la sua istruzione religiosa, lo battezzò e lo ordinò sacerdote. 
Tornò in Pannonia dove convertì la madre, quindi combatté gli Ariani a Milano, ma venne cacciato. In seguito si ritirò in Liguria, infine di nuovo in patria. 
Amante della vita austera e del silenzio, eresse il monastero di Ligugè, il più antico d’Europa, e quello di Marmontier, tuttora esistente.

Essendo vacante la diocesi di Tours, nel 372 venne consacrato vescovo per unanime consenso di popolo. Accettò la carica con grande riluttanza, ma si dedicò con zelo all’adempimento dei suoi doveri episcopali, continuando la sua vita ascetica di preghiere e rinunzie e portando nella sua nuova missione il rigore dei costumi monastici. L’impetuoso vescovo si fa protettore dei poveri contro lo spietato fisco romano, promuove la giustizia tra deboli e potenti. Con lui le plebi rurali rialzano la testa. Sapere che c’è lui fa coraggio. Questo spiega l’enorme popolarità in vita e la crescente venerazione successiva. 
Quando muore a Candes, verso la mezzanotte di una domenica, si disputano il corpo gli abitanti di Poitiers e quelli di Tours. Questi ultimi, di notte, lo portano poi nella loro città per via d’acqua, lungo i fiumi Vienne e Loire. La sua festa si celebrerà nell’anniversario della sepoltura, e la cittadina di Candes si chiamerà Candes-Saint-Martin.Resse la diocesi per ben ventisette anni in mezzo a molti contrasti, anche da parte del suo stesso clero. Un certo prete Brizio arrivò persino a querelarlo; ma il vescovo lo perdonò dicendo: 
Se Cristo sopportò Giuda perché io non dovrei sopportare Brizio?“.

Stremato dalle fatiche e dalle penitenze, pregava il Signore dicendo: “Se sono ancora necessario non mi rifiuto di soffrire, altrimenti venga la morte.” 
Morì a Candes e volle essere disteso sulla nuda terra, cosparso di cenere e cinto da un cilicio: era l’11 novembre del 397. 
I suoi funerali furono celebrati alcuni giorni dopo per dare il tempo ai suoi monaci di arrivare: ne erano presenti circa duecento. Sepolto nella cattedrale di Tours, la sua fama si diffuse in tutta la Francia, dove è ancora invocato come primo patrono della nazione. Quattromila chiese dedicate a lui in Francia, e il suo nome dato a migliaia di paesi e villaggi; come anche in Italia, in altre parti d’Europa e nelle Americhe.

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Su di lui si raccontano molte leggende.

Pietro Bernini - Bassorilievo con S. Martino e il povero - Certosa e Museo di San Martino, Napoli

Pietro Bernini – Bassorilievo con S. Martino e il povero – Certosa e Museo di San Martino, Napoli

La più famosa è questa: 

Quando Martino era ancora un soldato, ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita. Si trovava alle porte della città di Amiens con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello militare e lo condivise con il mendicante. Immediatamente il sole si mise a scaldare come in estate. Quella notte sognò che Gesù Cristo si recava da lui e gli restituiva la metà di mantello che aveva condiviso. Udì Gesù dire ai suoi angeli: “Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito.” Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. Il mantello miracoloso venne conservato come reliquia, ed entrò a far parte della collezione di reliquie dei Re Merovingi dei Franchi. Il termine latino per “mantello corto”, cappella, venne esteso alle persone incaricate di conservare il mantello di San Martino, i cappellani, e da questi venne applicato all’oratorio reale, che non era una chiesa, chiamato cappella.
 Il sogno ebbe un tale impatto su San Martino, che si fece battezzare il giorno seguente e divenne cristiano. Decise di lasciare l’esercito e divenne un monaco nei pressi della città di Tours.

Si dice che Martino parlasse con gli animali. 
Anche gli alberi gli volevano bene. Una volta, volle che fosse abbattuto un albero che i pagani avevano trasformato in un idolo. “Mettiti sotto l’albero mentre cade”, lo sfidò uno di coloro che non volevano che fosse abbattuto, “e vedremo se il ‘tuo’ Dio ti salverà”. Martino rimase in piedi sotto l’albero mentre le scuri dei boscaioli incidevano il tronco, proprio nella direzione in cui sarebbe dovuto cadere; al momento dello schianto, l’albero si drizzò su se stesso e cadde dalla parte opposta… 

Morto a Candes (11 novembre 397), sepolto nella cattedrale di Tours, la sua tomba divenne oggetto di molti pellegrinaggi e su di essa venne eretta una straordinaria basilica.

Tomba_di_Saint-Martino

La sua esistenza ci è nota grazie alla Vita di San Martino, composta dal suo discepolo Sulpicio Severo. E’ considerato il patrono dei soldati e la sua festa si celebra l’11 novembre. Fu uno dei santi più popolari dell’Europa occidentale, tanto che molte chiese e parecchi comuni presero il suo nome.

 

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PAESE CHE VAI…


In Svezia e in Danimarca
 è tradizione che, per San Martino, si mangi l’oca. Questa usanza è legata a un’altra leggenda.
Si racconta che il Papa volesse a tutti i costi nominare vescovo Martino. Ma il brav’uomo era molto umile e desiderava talmente poco occupare posizioni importanti che si nascose in un convento sperando che nessuno lo potesse scovare. Voleva pregare, vivere semplicemente e basta. C’erano però delle oche, in quel convento. Le oche, come si sa, sono animali chiassosi: non conoscendo quel monaco che si nascondeva tra gli altri, fecero un tale concerto di “qua, qua, qua” che alla fine Martino venne scoperto. Da allora ogni anno un’oca viene arrostita: è una specie di punizione…

In Germania e in altri paesi la festa di San Martino assomiglia molto a quella di Halloween. I bambini si vestono in maschera e, la sera del 10 novembre, fanno un corteo portando in mano dei lumini accesi. Anche loro vanno di casa in casa cantando una canzone e facendosi regalare dolcetti e soldini.

In Italia non si fanno grandi feste per San Martino. In questa data, però, finiva in molte zone del nord l’anno lavorativo dei contadini. Se il padrone del campo non chiedeva loro di restare a lavorare per lui anche l’anno dopo, questi dovevano traslocare e andare a cercare un altro padrone e un altro alloggio.
Anche nelle città divenne abituale cambiar casa proprio a San Martino, perciò “fare San Martino” è diventato un modo per dire “cambio casa”.
Un tempo, il periodo di penitenza e di digiuno che precede il Natale cominciava il 12 novembre. A San Martino, perciò, si faceva una grande mangiata di arrosto d’oca o di tacchino.

Per S. Martino in provincia di Venezia si fa un dolce di pasta frolla a forma del santo sul cavallo e sopra è tutto guarnito con glassa colorata, caramelle, cioccolatini etc. E’ molto bello a vedersi e per chi piacciono i dolci di pasta frolla anche buono a mangiarsi. Di solito sono i fidanzati che lo regalano alle rispettive fidanzate. 

In Italia il culto di San Martino è legato alla cosiddetta Estate di San Martino.
L’estate di San Martino è una caratteristica meteorologica particolare legata all’area mediterranea, quando, nel mese di novembre, si crea un breve periodo di tempo bello e tiepido, in un mese generalmente rigido. Nell’emisfero australe il fenomeno si osserva in tardo aprile – inizio maggio. Nei paesi anglosassoni viene chiamata Indian summer. Questo evento prende il nome da una leggenda che racconta come San Martino, in un giorno freddissimo, donò ad un povero il suo mantello e, proprio allora, sarebbe uscito uno splendido e caldo sole.
Tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino novello, che solitamente viene abbinato alle prime castagne.

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San Martino

La nebbia a gl’irti colli
 Piovigginando sale, 
 E sotto il maestrale
 Urla e biancheggia il mar; 
 Ma per le vie del borgo
 Dal ribollir de’ tini
 Va l’aspro odor de i vini
 L’anime a rallegrar. 
 Gira su’ ceppi accesi
 Lo spiedo scoppiettando:
 Sta il cacciator fischiando
 Su l’uscio a rimirar
 Tra le rossastre nubi
 Stormi d’uccelli neri,
 Com’esuli pensieri,
 Nel vespero migrar 

Giosuè Carducci – dalla raccolta “Rime Nuove” 1861/87

 

Vedi anche:  La Cappella di San Martino (Assisi)

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