Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Rimeggiando tra miti, attualità e storia della città eterna – Vol. 6°

Vi propongo il sesto approccio con la “città eterna” proposto da Sandro Boccia che ci invita, con la sua prosa rimata, a leggere considerando tre diversi aspetti della storia di Roma (“Mario e Silla”, “Nozze romane”, “Le vestali”)

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MARIO E SILLA

Implacabili nemici, solo una volta Mario e Silla
stettero insieme: quanno sconfissero il re della Numidia,
che si chiamava Giugurta. Mentre Silla ritornò in villa
Mario combattè Cimbri e Teutoni togliendo a Roma quell’insidia.

Busto di Lucio Cornelio Silla, Gliptoteca di Monaco

Presunto busto di Gaio Mario, Gliptoteca di Monaco

Travolse poi Mitridate, re del Ponto, in Asia minore
e il comando militare fu la causa principale
del dissidio fra i due che generò la guerra sociale:
ma Mario morì presto e questo fu male che non diventò peggiore
perché cambiò dalla notte al giorno la situazione.
Silla fece esporre al Foro le liste di proscrizione,
poi all’improvviso si ritirò a Cuma a vita privata.
Quando l’anno dopo morì la sua tomba venne inaugurata
con la seguente epigrafe: “Fece tanto male ai nemici
e nessuno fece mai così tanto bene ai veri amici!”

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NOZZE ROMANE

L’usanza più arcaica si celebrava con la divisione
di una focaccia di farro che sanciva così l’unione;
ma fu presto abbandonata e sostituita dalla congiunzione
con la mano: il passaggio della donna, prevedeva il rito,
dalla completa potestà del padre a quella del marito.

Era (Giunone), la dea del matrimonio

La sposa indossava un abito bianco e un velo arancione
e la sua mano destra veniva unita a quella dell’uomo
da una testimone della donna; s’offrivano dopo i sacrifici
agli Dei pronunciando la formula “Che vi facciano felici!”,
si banchettava e poi lo sposo, proprio da vero galantuomo,
rapiva la donna simbolicamente e, così tabula rasa,
la conduceva per iniziarla a far l’amore dentro la nuova casa.

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LE VESTALI

Nell’antichità spesso la religione e il sesso erano la stessa cosa;
in Oriente il re s’univa a una sacerdotessa che la dea dell’amore incarnava
per ottenere da lei la fertilità della terra e raccolti a josa:
da qui nasceva la prostituzione sacra e i proventi il tempio incassava.
Non ci son prove che questo succedeva nell’Urbe condite
ma a Paestum fu scoperto un lupanare attaccato al tempio d’Afrodite.

Tiziano Vecellio, Il baccanale degli Andrii, 1522-24 ca., Olio su tela, Madrid, Museo Nacional del Prado

Si richiamavano alla fecondità della natura anche i Baccanali,
riti notturni celebrati in onore del dio del vino con feste orgiastiche;
nel culto di Cibele, dea della fertilità, d’origini orientali,
l’adepti, fanatici e esaltati, si facevano cruenti evirazioni fantastiche.

Paul Baudry – Supplizio di una vestale

A Roma invece venivano reclutate in pubertà le vergini Vestali,
custodi de fuoco, a cui era vietato congiunzioni carnali;
per trent’anni dovevano servir la dea Vesta in assoluta castità
altrimenti venivano frustate e sotterrate vive senza ombra di pietà!

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Sandro Boccia

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