Il quinto approccio con la “città eterna” proposto da Sandro Boccia che ci invita, con la sua prosa rimata, a leggere considerando quattro diversi personaggi della storia di Roma (Orazio Coclite“, “Annibale e Scipione“, “Gaio Giulio Cesare)

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ORAZIO COCLITE

 

Mentre Roma dorme, o antico,

scorri nel tuo letto

sino a raggiungere l’infinito mare.

Nel profondo silenzio della notte,

mentre le tue acque vanno,

seguendo il loro corso, ti addormenti

anche tu, rivivendo il passato.

Orazio Coclite – Incisione di Hendrik Goltzius, 1586

Rivivi di Coclite le gesta su quel legnoso ponte

che sull’acque tue s’innalza: assisti impotente

alla sanguinosa lotta tra l’eroe,

di Roma baluardo estremo, e dei nemici

etruschi l’impeto. Si levano al cielo le grida,

fitta pioggia lanciasi contro il fiero romano,

che i colpi respinge con lo scudo e, ostinato,

tiene valorosamente il Sublicio ponte.

Ma già cominciano con gli urti i nemici a sospingerlo

e a sforzarlo quando delle precipitanti travi il fragore

ed il levato dai Romani grido per letizia

del compiuto lavoro l’impeto di quelli trattiene.

La difesa del ponte Sublicio in un dipinto di Charles Le Brun presso la Dulwich Picture Gallery di Londra

Al cielo Orazio alza il priego: “O Tiberino Padre,

fa che riceva benigno ospizio nelle acque tue!”

E tutto così armato gettasi nel fiume, e benchè

lanciate gli siano molte sagitte

nuotando raggiunge incolume la sponda.

Con i tiepidi raggi del sole, ti desti, o antico:

hai rivissuto nella notte profonda le gesta di un eroe,

di un guerriero pronto a combattere sino alla sua

ultima energia per la salvezza di Roma, disposto

a sacrificare la vita per la grandezza dell’Urbe.

Va’, dunque, verso l’immensità del mare,

va’, e porta orgoglioso, nei profondi abissi marini,

il fascino e le preziosità della Città eterna!

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ANNIBALE E SCIPIONE

Nel corso dei secoli tre furono le guerre puniche fra Roma

e Cartagine, regina d’Africa, per il dominio del “mare nostrum”,

con tante battaglie combattute con fatica come asini da soma:

Trebbia, Trasimeno, e Canne furono le principali zone di guerra

ma anche in mare dove i Romani inventarono le navi-mostrum,

i c.d.“corvi”, muniti d’arpioni che facevano combatter come a terra.

Dentro tale scenario non bisogna però dimenticar l’estremo sacrifizio

d’Attilio Regolo, fatto prigioniero e dopo liberato, per convincer

i Romani all’armistizio; lui tornò a Roma e la spronò invece a vincer;

leale ritornò a Cartagine e in una botte acuminata subì il supplizio.

Roviale Spagnolo (1511 – 1582) – Battaglia di Zama

Annibale poi, che fece addirittura passà dal Moncenisio gli elefanti,

fu alla fine sconfitto a Zama da Scipione, condottiero romano:

al grido di “Carthago delenda est” la rase al suolo e si chiamò Africano.

Risultato: Roma batte Cartagine in trasferta 3 a 0! E… andiamo avanti!

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CESARE

Cesare, in soli due anni, sottomise il popolo gallico

e dopo organizzò spedizioni contro Britanni e Germani.

Busto di Gaio Giulio Cesare. Marmo bianco lunense, oggi conservato nei Musei Vaticani

La conquista, dal triumviro descritta nel “De bello gallico”,

ebbe tanta importanza perché spostò l’asse degli interessi romani

verso l’Atlantico e il Mare del Nord con le vittorie sulla Bretagna

consolidando il prestigio e la fama secondo il detto “Vai, vinci e magna”,

e pose finalmente fine a lotte secolari sul Reno e sul Danubio.

Tornato in Gallia spense definitivamente la rivolta,

capeggiata da Vercingetorice, decapitato a Roma senza alcun dubbio,

e quando trasformò la Gallia in provincia romana ci fu la svolta.

Il Senato, istigato da Pompeo, gli ordinò di congedar le legioni, detto fatto,

sotto pena d’esser dichiarato nemico della patria; ma a questa intimidazione

Caio Giulio non ebbe alcuna esitazione davanti al Rubicone,

e lo varcò esclamando “Alea iacta est!” ovvero “Il dado è tratto!”

Inseguito invano Pompeo, Cesare entrò a Roma accolto festosamente

dal popolo, prese l’Iberia e sbaragliò il rivale a Farsalo completamente.

Gneo Magno scappò in Egitto e re Tolomeo gli mozzò la testa a tradimento.

Caio onorò con solenni funerali Pompeo e della sua morte non fu contento,

poi sconfisse Farnace, il figlio di Mitridate, che era insorto e ribellato,

e con la frase “Venni, vidi, vinsi” annunciò la vittoria al Senato.

Dopo le definitive battaglie contro i pompeiani in Africa e in Spagna

assunse ilitolo di ittatore, ilotere tribunizio in pompa magna

e avviò un vasto piano diriforme in una Roma piena disfarzo

quand fu fatto fuoi con 23 coltellate in Senato alle Idi di marzo!

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