Catania, primi anni ’70.
Chiamati da padre Messina – allora il sacerdote incaricato di ‘’gestire’’ la chiesetta di San Gaetano alle Grotte – andammo a visitarlo nelle stanze attigue, arredate semplicemente, ma con un salotto malandato. Fummo colpiti dalla sua ‘’camera da letto’’ a dir poco spartana: un letto poggiava su trespoli di ferro, interamente circondato (sopra e sotto) da centinaia di bottiglie piene di acqua…solo più tardi ne scoprimmo il perchè! I coniugi Luigi e Nuccia Lino furono accompagnati nella cripta  (4 m. x 4,5 m.) della piccola chiesa e forniti di dure spazzole pulirono le pareti laviche dell’ipogeo, sui cui si era depositato un ‘’brutto’’ strato bianco di calcare, dovuto all’intensa umidità che regna nel sotterraneo.
Ad un lato del rustico altarino c’era il pozzo battesimale per immersione, utilizzato dai primi Cristiani – allora pieno di acqua e oggi completamente asciutto.
Lungo il corridoio di ingresso alla grotta sorge uno stretto incavo dove fu deposto il corpo di Sant’Agata, a detta del sacerdote. Per contrastare il problema dell’umidità, padre Messina era riuscito ad istallare un aeratore che raccoglieva un secchio di acqua distillata ogni 5 giorni. L’acqua così ottenuta era conservata (e forse rivenduta) nelle numerose bottiglie, deposte attorno e sotto il misero letto del sacerdote.

Ipogeo di San Gaetano alle Grotte come appare oggi, con altarino nuovo, sedie e tappeto.

Da molti anni non abbiamo altre notizie di questa chiesetta e per soddisfare l’eventuale curiosità degli internauti, consultate sul web ‘’Il mistero di San Gaetano alle Grotte’’ e saprete le varie ipotesi storiche.

Nuccia Di Franco Lino