Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Ricordo di un viaggio in Polonia: il Bisonte europeo

Logo del Parco Nazionale di Białowieża

Una tappa naturalistica indimenticabile in Polonia è quella che riguarda il parco nazionale di Bialowieza, situata nel quadrante nordorientale, al confine con la Bielorussia.

Il lungo trasferimento da Varsavia (che dista 350 km) – attraverso piccoli centri urbani, separati da vaste aree coltivate –  ci permette il contatto con gente semplice e improvvisati mercanti, che si rivolgono con dignità e rispetto agli ospiti stranieri. Qui si tocca con mano la scarsa densità demografica della Polonia, con i suoi numerosi villaggi in cui regna una pace fuori dal tempo. I prati sono vivacizzati da allegre moltitudini di oche bianche, le cui piume servono a riscaldare i letti nel rigido inverno  Sui prati freschi e umidi tante mucche pascolano vicino ai cavalli e a grandi uccelli bianco-neri: sono le Cicogne bianche, amatissime dai polacchi, che ospitano volentieri i loro nidi sui camini, come da tradizione secolare.

Alla fine della nostra lunga strada, giungiamo nella piccola città di Bialowieza, dove ci rendiamo subito conto che tutti gli abitanti vivono in pace con la Natura. Per le stradine pulite e lucide passano vecchie biciclette e numerosi carretti, che hanno la dignità di carrozze a cavalli. Sulla facciata della piccola stazione ferroviaria troneggia la sagoma dell’animale-totem del parco nazionale: il Bisonte europeo Bison bonasus (Linneo 1758), un bovide più imponente del suo parente americano, molto amato e rispettato dopo il suo salvataggio in extremis dall’estinzione.

Bisonte europeo (Bison bonasus) fotografato a Białowieża, Polonia (foto di Henryk Kotowski, GNU Free Documentation License)

Infatti la popolazione originaria – diffusa nelle grandi foreste vergini dell’ Europa orientale – sembrava estinta dopo la Grande Guerra, quando la carne di bisonte servì all’alimentazione dei soldati dell’esercito imperiale tedesco (ma anche di bracconieri e predoni sovietici) fino al 1919.
Grazie agli ultimi sei esemplari sopravvissuti in alcuni giardini zoologici fuori dalla Polonia, dal 1929 è stato possibile ricostituire questa specie, ormai fuori da ogni pericolo. Questa area protetta, uno dei 15 parchi nazionali polacchi, confina a sud con l’abitato di Bialowieza (da cui è separato da una recinzione), ad ovest col fiume Lubuma, a nord-est col fiume Hwozna (*) e ad est con la Bielorussia.

Parco Nazionale di Białowieża (Wikimedia Maps)

Solo lungo quest’ultimo confine è posto un muro alto 4 metri che sopravvive malgrado i grandi cambiamenti nei Paesi dell’Est. Al di là del muro la foresta non gode di alcuna protezione e si continua a cacciare.
L’Accademia polacca delle Scienze (come ci dice un naturalista del luogo) studia l’evoluzione della fauna del parco e continua a chiedere l’abbattimento del muro e la protezione ‘’integrale’’ della foresta di Bialowieza, considerata come la più antica area naturale protetta d’Europa, istituita nel 1921. La sua estensione è molto limitata, appena 5.000 ettari ricoperti da pini, querce e betulle: i 2/3 del parco sono oltre il muro.
Fortunatamente, il parco nazionale di Bialowieza è sottoposto al regime di protezione integrale e può essere aperto ai visitatori-naturalisti solo per alcuni ambienti e se accompagnati dalle guardie ufficiali.
Per i visitatori-turisti è stata allestita una grande area attrezzata con spazi recintati, dove sono ospitate le specie animali più rappresentative, dal Bisonte all’Alce, e vivono alcune querce plurisecolari, ognuna delle quali è stata dedicata a un grande esponente dell’antiche case reali della Polonia, che si è adoperato per la tutela del parco: ai piedi di ogni albero è posta una targa con il nome del nobile-naturalista.

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Nuccia DI FRANCO LINO

Catania, ottobre 2018

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(*) La corretta pronuncia delle parole polacche è veramente difficile; un esempio: la seconda  città della Polonia è Lòdz, che si pronuncia quasi ‘’uoc’’.

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