Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Polimnia, la Musa protettrice dell’orchestica

Vouet Simon – Polymnie, musée du Louvre

Polimnia o Polymnia è una figura della mitologia greca, una delle nove Muse, figlie di Zeus e Mnemosine, raffigurata come una giovane donna dall’aspetto devoto, avvolta da velo e mantello, con il capo cinto da una corona di perle.

Francesco del Cossa – Autunno (La Musa Polimnia)

È spesso rappresentata coronata da perle in atteggiamento pensoso e appoggiata su un supporto.

Il suo nome deriva dalle parole greche “poly” che significa “molti” e “hymnos”, che significa “lode”.

Polimnia è la Musa protettrice dell’orchestica (l’arte di organizzare e di eseguire un’azione scenica complessa, risultante dall’unione di musica, poesia e danza), della pantomima e della danza associata al canto sacro e eroico.

Talvolta viene associata anche alla retorica, la memoria, la geometria e la storia.

A Polimnia sono attribuite (forse erroneamente) le invenzioni della lira e della agricoltura.

Platone cita una leggenda che considera Polimnia madre di Eros. In altri racconti mitologici, è considerata la madre di Triptolema che avrebbe avuto di uno dei figli di Arès (Céléos o Chéimarrhos)

Sul monte Parnaso c’era una sorgente sacra a Polymnia e alle altre Muse. Si diceva che scorreva tra due grandi rocce sopra Delphi, poi giù in una grande vasca quadrata. L’acqua era usata dalla Pizia per scopi oracolari inclusa la divinazione.

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