Déméter_et_PloutosA seguito dell’accoppiamento di Demetra, dea dell’agricoltura, con l’eroe Giasone, accoppiamento avvenuto in un campo arato tre volte, nacque Pluto.

306px-Eirene_Ploutos_Glyptothek_Munich_219_n3La sua figura, dapprima legata alla prosperità dei campi, si estese ad ogni forma di benessere, accrescendo il suo valore augurale. Il suo culto aveva come sede principale l’isola di Samotracia.

Quale Dio agrario, era legato alle ricchezze minerarie e al sottosuolo in generale, quindi spesso confuso e identificato con Plutone (divinità degli inferi corrispondente ad Ade)

Pluto fu accecato da Zeus in modo che distribuisse la ricchezza indiscriminatamente e senza favoritismi alcuni.

Il dio era di solito raffigurato, in compagnia di sua madre Demetra, come un ragazzo in possesso di una cornucopia piena di grano. Nella scultura è stato spesso indicato come un bambino nelle braccia sia di Irene, la dea della pace, sia di Tyche, la dea della fortuna.

Nella Teogonia di Esiodo leggiamo:
«Demetra, generò, somma Dea, con l’eroe Giasone, nel pingue suol di Creta, nel solco tre volte scassato, il buon Pluto, che sopra la Terra ed il Pelago immenso, va dappertutto; e chi trova, chi può su lui metter le mani, subito fa che ricco divenga, e gli accorda fortuna
(Esiodo, Teogonia,969-974)

(da Wikipedia)

Nella Divina Commedia, Dante lo pone come guardiano del IV cerchio dell’Inferno (Canto VII), in cui vengono puniti avari e prodighi.
La sua descrizione è molto vaga (non si sa nemmeno se il poeta si confondesse con Plutone), ma gli fa recitare uno dei versi più famosi dell’intero poema: “Pape Satàn, pape Satàn aleppe

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