Dopo l’apprendistato presso Balestra, Longhi si trasferì a Bologna dove poté vedere le opere del Crespi. La novità di soggetto ed il gusto per l’impasto denso adatto a rendere notevoli effetti luministici espressa dalla pittura del Crespi, ne favorì l’abbandono della pittura di storia e di scene mitologiche per dedicarsi all’illustrazione di scene di genere.

Presunto autoritratto di Pietro Longhi (circa 1759), conservato presso Ca’ Rezzonico

L’artista può essere inserito nel più vasto contesto europeo, e non solo italiano (con Crespi, Cerniti e Ghislandi), poiché la sua opera trova affinità con le conversation pieces inglesi, e con le pitture e le stampe di Watteau o di Boucher. D’altra parte la pittura veneziana dell’epoca, nella «veduta» come nel ritratto, tornato in voga, è caratterizzata dall’interesse per la realtà; interesse che in letteratura trova riscontri con la commedia di Goldoni che, persino con più efficacia e maggior realismo, metteva in scena la società veneziana alla vigilia della sua decadenza.
Il Concerto (Venezia, Accademia) del 1741 è la prima scena datata di vita veneziana: la sottile resa dei personaggi e la composizione basata su toni delicati e chiari documentano la raggiunta maturità dell’artista. Alcuni critici hanno osservato che, dal quinto decennio, Longhi alternò al tocco rapido e denso alla Crespi uno stile pittorico più luminoso, che si avvicina ai toni liquidi e trasparenti di Rosalba Carriera. Da questo periodo in poi sono da datare le scene che possono essere raggruppate in serie, come La vita della Signora di cui citiamo la Toilette (Venezia, Accademia) e la Presentazione ed altre di vita popolare, tra cui la Venditrice di ciambelle (Venezia, Ca’ Rezzonico) e il Cavadenti (Milano, Brera) di un’efficacia caricaturale che rasenta la satira.

Fino al 1770 lo stile di Longhi resterà quasi uniforme tanto che risulta difficile classificare cronologicamente le sue opere. L’osservazione della realtà diventa più minuziosa e più acuta e nella ricerca dei nuovi soggetti traspare una fantasia mordente e vivace. L’artista osserva i suoi personaggi con occhio satirico e il suo racconto si fa più attento e brillante come nell’Arrivo del Signore salutato dai suoi contadini o nell’Imbarco del Signore in cui ciascun personaggio è reso con acutezza. Dopo il 1770 la vena di Longhi sembra subire un arresto o ripiegarsi su sé stessa: la qualità dello stile s’impoverisce e l’esecuzione perde finezza, i colori si spengono e sono stesi sommariamente. Tuttavia nei suoi ultimi anni l’artista dipinge ancora dei ritratti sorprendenti come se il suo interesse si andasse concentrando sull’individualizzazione di ciascun personaggio (la Famiglia Michiel: Venezia, Gall. Querini Stampalia), rendendo più profonda la ricerca della caratterizzazione dei singoli soggetti.
Opere di Longhi sono conservate in particolare a Venezia (Ca’ Rezzonico e Gall. Querini Stampalia, e all’Accademia) ma anche a New York e a Londra.

da ricerche sul web

.

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

NB Le immagini di queste pagine sono tratte dal web e sono state pubblicate credendo di non violare alcun diritto, se così non fosse vi preghiamo di informarci immediatamente per la cancellazione del materiale protetto da copyright.

.