Nato a Granada nel 1851, Luis Ricardo Falero fu un bimbo prodigio. Anche grazie all’ingente patrimonio del padre, egli studiò fin da giovanissimo la lingua inglese, e coltivò la passione per la pittura, attività per cui mostrò presto un indiscutibile talento.
Ancor bambino, riuscì a frequentare lezioni presso l’università di Richmond in Inghilterra e, quando aveva solamente 9 anni, proseguì la sua formazione a Parigi.

Luis Ricardo Falero

Ancor indeciso tra quale carriera intraprendere, a sedici anni cominciò ad occuparsi di ingegneria, di chimica e, finalmente, di pittura. E quest’ultimo fu indubbiamente l’attività per la quale il giovane Ricardo mostrò maggior interesse e talento.
I suoi giovanili interessi per la chimica confluirono nella sua estetica sotto forma di citazioni e simbolismi mutuati dal mondo dell’alchimia.
Analogamente, Luis Ricardo Falero si interessò all’astrologia ed alla magia, utilizzando spesso iconografie e simbologie ermetiche nei propri dipinti. Falero morì prematuro, a soli 45 anni, nel 1896.

Gli interessi dell’artista nei confronti dell’Astrologia si riflettono inevitabilmente nelle sue opere. Così Venere assume le sembianze di una giovane fanciulla; al contempo, ninfette sempre più ammiccanti sembrano poter sedurre e dunque controllare le forze supreme della natura, quegli aristotelici Cieli incorruttibili e sempiterni un tempo accessibili solamente alla forza sovraumana del Motore Immobile ma che, alla Fin de siècle, in pieno simolismo Art Nouveau, paiono docili ed obbedienti al fascino del femminile …

E’ una bellezza femminile completamente diversa ed avversa ai canoni della Madonna Rinascimentale, naturalmente. Ma quello di Falero è un femminile completamente svincolato dalla fragile eterea bellezza pre-raffaellita, dalle fanciulle fragili, dalla salute cagionevole, e dall’ossatura malleabile di certa iconografia à là Burne Jones, per intenderci. La donna di Falero non solamente è bella, ma è pienamente volitiva, seducente, definitivamente pericolosa …
Un femminile erotico e fatale, una donna che custodisce i Segreti della Natura Naturante.
Come una sacerdotessa dei Misteri, come una sacerdotessa di Iside (e non a caso, Falero fu un appassionato collezionista e cultore di egittologia), quello sguardo seducente e vagamente trasognante, come in trance, costituisce uno splendido portale che schiude gli inferi sotterranei del Mistero della Vita. Un’idea di femminile già simbolista e bachofeniana e vagamente pagana. Le sacerdotesse di Iside di Falero sono delle streghe perfette: beato l’uomo che saprà abbandonarsi a quella stregoneria chiamata seduzione, poichè a lui sarà dato scoprire di Iside il velo, ed infine poter ammirare tesori preziosi ed al contempo conturbanti. Proprio come queste bellezze …

stralcio testo tratto da: trithemius.at

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