Eugenio De Blaas è figlio di Karl De Blaas, professore all’Accademia di Venezia prima e di Vienna poi e pittore nazareno, e fratello del meno noto Giulio. Nato ad Albano Laziale, nella campagna romana, il 24 luglio del 1843, dimostra sin da giovane un talento per la pittura che, naturalmente, viene seguito con passione dal padre.
Nel 1856 la famiglia si trasferisce a Venezia dove inizia a frequentare i corsi tenuti da Karl all’Accademia. I risultati non tardano ad arrivare e la vena pittorica di Eugenio ben si sposa con i soggetti storici propugnati tra le aule veneziane. Vince il premio Selvatico e nel 1860 già espone nelle sale dell’Accademia.

Eugene de Blaas – Autoritratto, 1898

Il padre certamente lo spinge nell’iter accademico ed egli nel 1862, quindi a soli diciannove anni, è nominato Socio d’Arte dell’Accademia di Venezia. Indissolubile il legame con l’Accademia che lo farà Professore Onorario di Pittura dal 1884 al 1890.
Viaggiatore intelligente, segue il padre a Vienna nel 1860 per affrescare l’Arsenale della città asburgica, e poi da solo in Francia, Olanda e Belgio. Licenzia nel 1863 la sua prima opera d’un certo rilievo: la pala d’altare per la parrocchiale di San Valentino di Merano (oggi a Bolzano, Domus Mercatorum) dove dimostra già un interesse verso il paesaggio ed un verismo di timbro idilliaco.
Tra gli anni ’60 e ’70 espone con regolarità a Venezia sia negli spazi dell’Accademia sia alla Promotrice di Belle Arti dove, fra l’altro, presenta opere di gusto romano, dovute a brevi soggiorni laziali. Da qui in avanti diviene quel pittore riconoscibilissimo: tematiche di genere, per lo più ambientate a Venezia e con protagonista una giovinezza sorridente e vivace, contraddistinte da una materia smaltata e dai colori sgargianti che, a volte, toccano punte così elevate da sentirne la freddezza d’esecuzione ma di percepirne le cromie.
La sua Ninetta (La lavandaia) esposta all’Esposizione Nazionale di Venezia del 1887 suscita diverse discussioni per il conturbante soggetto.
Fu possente ritrattista (tra tutti spicca quello dell’uomo d’affari Philip Morris e della duchessa Ersilia Canevaro, quest’ultimo al Museo Revoltella di Trieste). Influenzò molti pittori di passaggio a Venezia e aiutò gli artisti austriaci lì residenti. Espose anche a Torino nel 1898. Morì a Venezia nel 1931. Fu un artista prevalentemente da committenze private e, non casualmente, lo troviamo oggi presente nel mercato internazionale.

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di Matteo Gardonio
appunti biografici tratti da: artericerca.com

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