Formatosi in contatto con il declinante manierismo napoletano, Andrea Vaccaro studiò le opere eseguite per la città da Caravaggio, del quale copiò la Flagellazione in San Domenico Maggiore. Quest’opera, conservata di fronte all’originale fino al recente trasferimento di quest’ultimo nella Pinacoteca di Capodimonte, segna l’inizio del suo periodo migliore (esemplificato da tele quali l’Incontro di Rebecca e Isacco: Madrid, Prado; Maddalena: coll. del duca d’Alba).

Andrea Vaccaro – Maddalena penitente – Palazzo Abatellis, Palermo

Fondendo molteplici esperienze, da Battistello a Luca Giordano, che segnarono profondamente la vita artistica napoletana, egli assume un ruolo di sperimentatore bene informato sulle diverse ricerche.
Il suo eclettismo e la 
sua personale interpretazione del tenebrismo di Ribera si unificarono in una sorta di classicismo accademizzante influenzato anche dalle opere lasciate a Napoli da Reni e dal Domenichino.
La presenza di Pietro Novelli, che introdusse a Napoli l’esperienza di van Dyck, agí anche su Vaccaro, tuttavia non ne liberò completamente la pittura dalle pastoie di uno schematismo formale. In qualche caso seppe addolcire la propria maniera ispirandosi a Cavallino e allo Stanzione, producendo talvolta veri e propri capolavori (Storie di Tobia: Barcellona, Museo; Orazione nell’orto: chiesa delle Carmelitane di Peñaranda de Bracamonte; altra versione a Montserrat, Museo), ma piú spesso con risultati anacronistici e sorpassati. Alla metà del secolo infatti, con Mattia Preti e Luca Giordano si affermava a Napoli la poesia fantastica della pittura barocca. Il capolavoro del Vaccaro, nel quale raggiunge il difficile equilibrio tra le diverse sperimentazioni tentate, è forse il Trionfo di David (Ginevra, Musée d’Art et d’Histoire). Nel 1660 prevalse  
comunque sul Giordano ottenendo di eseguire il quadro per l’altar maggiore di Santa Maria del Pianto.
Dopo la 
morte dello Stanzione, infatti, egli era a Napoli il maestro piú autorevole, prima che il campo venisse totalmente invaso dalla grande maniera di Luca Giordano.

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