Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Perle di filologia della lingua siciliana: mulinu

Perle di filologia della lingua siciliana a cura di Federico Faraone

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mulinu

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Antica macina del grano azionata dall’asinello bendato – Immagine tratta da: notizie.it

Questo termine sembra risalire a due voci greche: la pietra-macina inferiore fissa: μύλη (mjùle) e la pietra-macina superiore όνος (ònos), che è quella rotante: αλετών όνος (aletōn ònos = macina da mulino). Bisogna anche evidenziare che per i greci la parola όνος denomina l’asino, che proprio per questa circostanza potrebbe essere raffigurato mentre muove la barra che attiva il processo di molitura.

Appena un accenno al mulino ad acqua o a vento, che si basano su analogo principio. Il latino ci propone il “suo” mulino (pistrinum) attrezzato di molinum saxum (=pietra mola) alla base e la rota molaris superiore.
Il verbo di base è quello latino di molior (= mettere in movimento azionare), che sembra proprio aver dato origine alle parole ar mūhlnmoulinmolinorispettivamente nelle lingue araba, francese, spagnola.

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