Nella mitologia greca Peito (Peitho, letteralmente “Persuasione”) è la dea che personifica la persuasione e la seduzione. Il suo nome romano è Suadela o Suada.

Peito (a sinistra) con Eros e Venere con Anteros, Affresco pompeiano, I sec. dc.

Peito era una Océanide figlia della coppia titanica Oceano e Teti. Tuttavia, la classificazione di Esiodo che ci dà Peito come Oceanide è contraddetta da altre fonti.

Afrodite di “Cnido” (anche Afrodite Cnidia), copia in marmo di un originale di Prassitele – Museo nazionale di Roma

Pausania riferisce che dopo l’unificazione di Atene, Teseo istituì un culto di Afrodite Pandemos e Peito sul versante sud dell’Acropoli di Atene.
Secondo lo stesso autore le due dee avevano anche un santuario e un culto a Sicione.

Nel suo ruolo di assistente o compagna di Afrodite, Peito era intimamente connessa con la dea dell’amore e della bellezza. Artisti e poeti antichi hanno esplorato questa connessione nelle loro opere.

La connessione è ancora più profonda nel contesto del matrimonio greco antico perché un pretendente doveva negoziare con il padre di una giovane donna per averla in matrimonio e doveva offrire un valido prezzo in cambio di lei. Le donne più desiderabili attirarono molti potenziali pretendenti e spesso le capacità persuasive determinarono il loro successo.

Afrodite e Peito erano talvolta, in un certo qual modo, fuse e il nome di Peito appare in congiunzione o come epiteto del nome di Afrodite. Ciò aiuta a dimostrare come la relazione tra persuasione e amore (o desiderio) fosse importante nella cultura greca. 

Nonno di Panopolis nelle sue Dionisiache ci parla delle tre Grazie: Pasitea, Peito e Aglaia, le figlie di Dioniso e Afrodite. Infatti Peito è più comunemente considerata una figlia di Afrodite e moglie di Ermes, il messaggero degli dei.

In un’altra fonte, Peito è la moglie di Foroneo e la madre di Egialeo e Apia.

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