di Sandro Boccia

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Paride e Elena, un amore mitologico

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Forse qualcuno non lo sa’ ma tutto il casino ebbe inizio

quando tra Teti e il padre d’Achille Peleo ci fu lo sposalizio:

questo perché i novelli sposi avevano invitato tutti gli Dei

ma s’erano scordati d’Eris, la Dea della discordia, da maccabei!

Questa, indignata e offesa, gettò sulla tavola imbandita

una mela d’oro con scritto “Alla più bella”: immaginatevi la sfida

fra Giunone, Minerva e Venere che si volevono accapparrar il pomo.

Cornelis van Haarlem – Le nozze di Peleo e Teti

Giove allora, che doveva assicurare l’ordine, nominò giudice quel poveruomo

di Paride, giovine pastore d’origini nobili essendo uno dei principi troiani,

figlio del re Priamo e d’Ecuba, uno dei cento che ebbero nella vita i sovrani.

Dovete sapere che la regina madre l’allontanò, appena nato, dalla reggia

perché s’era sognata che Paride sarebbe stato causa della rovina e distruzione

della città di Troia: lo mandò lontano sul monte Ida a pascolare la greggia.

Riprendendo il filo del discorso, le tre Dee, guidate da Mercurio, in processione

promisero al giovine chi la sapienza, chi la potenza mentre Afrodite l’amore.

Il desiderio di sposare Elena, la migliore delle fiche, aprì a Paride il suo cuore

e senza alcuna esitazione consegnò a Venere la mela e così da quel momento

s’inimicò con Troia, Era e Atena, che ebbero con i Greci uno speciale accoramento.

Paride, con l’aiuto d’ Afrodite, riuscì a rientrar nei ranghi e come messo ambasciatore

fu inviato a Sparta alla corte di re Menelao e gli rapì la moglie Elena come un predatore.

Agamennone per consolar il fratello, ma di più arso da brama di potere e di conquista,

aridunò tutti i principi achei e dichiarò guerra a Troia che stava in bella vista

sui Dardanelli a controllare il traffico commerciale per l’Oriente: la filosofia

e la ragione del conflitto sta qui: non per salvare l’onore ma per esigenze d’economia!

Fu guerra piena d’ardimento e di valore, di geste epiche, di passioni,

d’amore e d’odio, di duelli intrepidi, d’eroismi vissuti con emozioni:

ben dieci lunghi anni durarono le battaglie giunte poi a uno stallo

finchè Troia capitolò rasa al suolo per l’astuzia ulissiana del cavallo!

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vedi anche:

 

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