Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Ostia spirituale

Dal trattato “Sull’Orazione” di Tertulliano, sacerdote (dopo il 220)

L’orazione è un sacrificio spirituale, che ha cancellato gli antichi sacrifici. “Che m’importa”, dice, “dei vostri sacrifici senza numero? Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di Giovenchi; il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco. Chi richiede da voi queste cose?” (cfr. Is 1, 11). Quello che richiede il Signore, l’insegna il vangelo: “Verrà l’ora”, dice, “in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità. Dio infatti è Spirito” (Gv 4, 23) e perciò tali adoratori egli cerca.

Tertulliano

Noi siamo i veri adoratori e i veri sacerdoti che, pregando in spirito, in spirito offriamo il sacrificio della preghiera, ostia a Dio appropriata e gradita, ostia che egli richiese e si provvide. Questa vittima, dedicata con tutto il cuore, nutrita della fede, custodita dalla verità, integra per innocenza, monda per castità, coronata dalla carità, dobbiamo accompagnare all’altare di Dio con il decoro delle opere buone, tra salmi e inni, ed essa ci impetrerà tutto da Dio.
Che cosa infatti negherà Dio alla preghiera che procede dallo spirito e dalla verità, egli che così l’ha voluta? Quante prove della sua efficacia leggiamo, sentiamo e crediamo! L’antica preghiera liberava dal fuoco, dalle fiere, dalla fame, eppure non aveva ricevuto la forma da Cristo. Quanto è più ampio il campo d’azione dell’orazione cristiana! La preghiera cristiana non chiamerà magari l’angelo della rugiada in mezzo al fuoco, non chiuderà le fauci ai leoni, non porterà il pranzo del contadino all’affamato, non darà il dono di immunizzarsi dal dolore, ma certo dà la virtù della sopportazione ferma e paziente a chi soffre, potenzia le capacità dell’anima con la fede nella ricompensa, mostra il valore grande del dolore accettato nel nome di Dio.
Si sente raccontare che in antico la preghiera infliggeva colpi, sbaragliava eserciti nemici, impediva il beneficio della pioggia ai nemici. Ora invece si sa che la preghiera allontana ogni ira della giustizia divina, è sollecita dei nemici, supplica per i persecutori. Ha potuto strappare le acque al cielo e impetrare anche il fuoco. Solo la preghiera vince Dio. Ma Cristo non volle che fosse causa di male e le conferì ogni potere di bene.
Perciò il suo unico compito è richiamare le anime dei defunti dallo stesso cammino della morte, sostenere i deboli, curare i malati, liberare gli indemoniati, aprire le porte del carcere, sciogliere le catene degli innocenti. Essa lava i peccati, respinge le tentazioni, spegne le persecuzioni, conforta i pusillanimi, incoraggia i generosi, guida i pellegrini, calma le tempeste, arresta i malfattori, sostenta i poveri, ammorbidisce il cuore dei ricchi, rialza i caduti, sostiene i deboli, sorregge i forti.
Pregano anche gli angeli, prega ogni creatura. Gli animali domestici e feroci pregano e piegano le ginocchia e, uscendo dalle stalle o dalle tane, guardano il cielo non a fauci chiuse, ma facendo vibrare l’aria di grida nel modo che a loro è proprio. Anche gli uccelli quando si destano, si levano verso il cielo, e al posto delle mani aprono le ali in forma di croce e cinguettano qualcosa che può sembrare una preghiera.
Ma c’è un fatto che dimostra più di ogni altro il dovere dell’orazione. Ecco, questo: che il Signore stesso ha pregato. A lui sia onore e potenza nei secoli dei secoli. Amen.

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Luca Giordano – San Michele sconfigge gli angeli ribelli, 1666 ca. (Kunsthistorisches Museum – Vienna)

Tertulliano – Apologista cristiano

Di famiglia benestante, ricevette un’ottima educazione prima a Cartagine e poi a Roma, dove divenne un eccellente avvocato, e, in età matura, si convertì al cristianesimo. Nel 197 tornò a Cartagine, divenne prete, si sposò e cominciò la sua produzione letteraria.  
Dieci anni dopo il suo rigorismo lo portò a una rottura con la Chiesa cristiana. Aderì dapprima alla setta dei montanisti, ma poi si staccò anche da essi per porsi a capo di un gruppo estremista di seguaci, che sopravvisse di un paio di secoli alla sua morte.
Scrisse molti trattati, una trentina dei quali è giunta sino a noi. Tutti hanno in comune il carattere della polemica e il timbro della forte personalità d’uomo e di scrittore di Tertulliano. Egli intraprende la difesa programmatica della nuova fede contro il paganesimo, unendo al suo bagaglio culturale il suo temperamento polemico, l’abilità dialettica, il gusto per la satira, l’inclinazione verso l’intransigenza e il calore delle sue convinzioni.
Al periodo dell’ortodossia risale l’Apologeticus, probabilmente il primo scritto in assoluto della letteratura cristiana latina e capolavoro di tutta la produzione di Tertulliano, difesa serrata, su basi giuridiche, delle accuse che venivano mosse ai cristiani di disprezzo per la religione dello Stato e di tradimento. 

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