Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Oceano, l’origine degli dèi

Oceano, figlio di Urano e Gea, era una figura della mitologia greca ed era il Titano più antico. Rappresentava una fase iniziale della cosmogonia greca, in quanto personificava la grande massa d’acqua che costituiva lo spazio prima della creazione della Terra.

Omero chiama Oceano l’origine degli dei e l’origine di tutto.
Simboleggiato in un fiume che racchiude, nelle sue spire, il mare e la terra, abbracciandoli, dalle sue onde si credeva emergesse il sole e, al di là di esse, cominciassero, in una notte perpetua, i misteriosi mondi dell’oltretomba.
Oceano aveva una inesauribile potenza generatrice, non diversamente dai nostri fiumi, nelle cui acqua si bagnavano le fanciulle greche prima delle nozze, e che perciò erano considerati come i capostipiti di antiche famiglie.
Oceano però non era un dio fluviale comune, perché il suo non era un fiume comune. Quando tutto aveva avuto già origine da lui, esso continuò a scorrere agli estremi margini della terra, rifluendo in sé stesso, in un circolo ininterrotto. I fiumi, i torrenti e le sorgenti, anzi il mare stesso, continuavano a scaturire dal suo corso vasto e potente.

Mosaico raffigurante Oceano e Tetis – Museo di Gaziantep, Gaziantep, Turchia

Dalla sorella e sposa Teti ebbe tremila figli, i fiumi, e tremila figlie, le ninfe oceanine.
Anche quando il mondo stava già sotto il dominio di Zeus, egli solo poté rimanere al suo posto primitivo che in realtà non era un luogo, ma solo una corrente, delimitazione e separazione dell’aldilà.

Presso i Romani, il mito di Ocèano era in gran parte, assorbito da quello di Fontus o Fons, immaginato figlio di Giàno: e come, presso i Greci, l’Achelòo era il più grande e più venerato degli dei fluviali, così presso i Romani, il Tevere, il Padre Tevere, era considerato come una delle principali divinità tutelari di Roma.

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fonte: tanogaboblog.it

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