Aconzio e Cidippe

Di modesta condizione, Aconzio visse sull’isola di Ceo, andò un giorno a Delo per la festa di Artemide; lì incontrò Cidippe, una giovane ragazza ateniese di nobile famiglia e sacerdotessa presso il tempio della dea, e se ne innamorò.

Aconzio ideò uno stratagemma per sposare la bella sacerdotessa: scrisse su una mela cotogna (a quel tempo chiamata Cydonia oblonga) o su una mela, la formula “Giuro per il santuario di Artemide di sposare Aconzio” e rotolò il frutto ai piedi della bella donna seduta sui gradini del tempio.

Incuriosita, Cidippe lesse l’iscrizione ad alta voce rendendosi conto troppo tardi della portata del giuramento solenne.  prendendo per testimone la divinità.

In tre occasioni Cidippe cercò di sottrarsi alla promessa. Suo padre lo promise in sposa per tre volte ad altri uomini, per tre volte lei fu colpita da malattia ed il matrimonio non poté essere celebrato. Il padre di Cidippe, ignaro della causa del tormento di sua figlia, consultò l’Oracolo di Delfi e, apprendendo la verità, lodò l’intelligenza di Aconzio che sposò con sua figlia.

Ctésylla e Hermocharès

Questa leggenda è simile a quella di Aconzio e Cidippe e ci viene raccontata da Antonino Liberale, praticamente un poco conosciuto autore greco, nelle sue “Metamorfosi”. 
Qui si parla di Hermocharès di Atene e Ctésylla, figlia di Alcidamas di Julis, sull’isola di Ceo.
Hermocharès, vedendo ballare Ctésylla ai giochi Pitici, si innamorò di lei. Escogitò di scrivere su una mela il giuramento di essere solo per Hermocharès, e la gettò nel tempio di Diana, dove fu trovata dall’ignara Ctésylla mentre celebrava il culto della dea. Dopo aver letto ciò che è stato scritto sulla mela, ha giurato.

Hermocharès la chiese in matrimonio al padre di Ctésylla, che la promise anche a lui; ma un uomo più ricco si presentò, e Alcidamas ritirò la parola data a Hermocharès. Ctésylla, che intanto si era anche innamorata di Erocarpa, andò comunque ad Atene senza il consenso di suo padre.

Qualche tempo dopo morì quando diede alla luce un bambino, una punizione divina perché suo padre non aveva mantenuto la parola data.
Quando si celebrò il funerale, una colomba uscì dalla sua bara e volò via. Mentre il corpo di Ctésylla non veniva più trovato, Hermochares consultò l’oracolo, che gli disse di costruire un tempio a Julis dedicato a Venere e alla sua amata. Gli abitanti dell’isola di Ceo per molto tempo fecero sacrifici a questa dea sotto il nome di Venus-Ctésylla.

.