Figlio di Zeus e Europa è il re di Creta, fratello di Radamanto e padre di Arianna. Fu un saggio legislatore, anche perché come consigliere aveva nientemeno che Zeus.
Avendo ricevuto da Poseidone un bellissimo toro da sacrificare, decise di tenerselo scatenando le ire del Dio che fece in modo che dall’unione tra l’animale e la sposa di Minosse, Pasifae, nascesse il famoso Minotauro, un mostro col corpo umano e la testa di toro. Minosse rinchiuse la bestia nel labirinto e la nutriva con carne umana.
In seguito alla vittoria riportata dai cretesi contro Atene, fu imposto alla città di sacrificare, ogni nove anni, 7 fanciulle e 7 fanciulli per saziare la fame del Minotauro.

Minosse secondo Gustave Doré

Minosse ha il compito, con Eaco e Radamanto, di giudicare i morti  prima che compaiano al cospetto di Ade. Le caratterizzazioni mostruose e diaboliche del personaggio non appartengono all’epoca greca ma a rivisitazioni successive. Stando a Dante, quando Minosse morì e scese negli Inferi, la fama di uomo esperto di legge gli permise di ottenere l’incarico di giudicare i morti, coadiuvato da Eaco e dallo stesso Radamanto. Nell’Inferno dantesco Minosse è un diavolo che ruota la lunga coda in tanti giri quanti sono i livelli che il dannato dovrà scendere per scontare la pena.