Joachim Wtewael – La battaglia tra gli dei e i Titani

Menezio o Menoetes (Menoitios) è un nome che fa riferimento a tre esseri distinti della mitologia greca:

  • Menezio, figlio di Attore.
  • Menezio, figlio di Giapeto.
  • Menezio, argonauta e padre di Areilico che combatté contro Patroclo perdendo la vita.

In questa pagina parliamo del figlio di Giapeto e di Climene (o di Asia). Personificava l’ira, l’orgoglio, la baldanza spavalda e superba. Menezio, titano di seconda generazione, era il fratello di Atlante, Prometeo ed Epimeteo.
Il suo nome significa “condannato”, derivante dal greco antico dalle parole menos (“potere, potere”) e oitos (“morte, dolore”).
Menezio e Atlante, scampati all’inabissamento di Atlantide, si unirono a Crono e agli altri Titani spalleggiandoli nella loro sciagurata guerra contro gli dèi olimpi. Zeus uccise Menezio con una folgore e lo mandò nel Tartaro, ma risparmiò Atlante che condannò invece a portare il Cielo sulle spalle per l’eternità.

Statua romana di Atlante (sec II d.C.). Già nella Collezione Farnese, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Esiodo descrisse Menezio come un essere estremamente orgoglioso e irruento fino alla fine. Da quello che suggerisce il suo nome, insieme al racconto di Esiodo, Menezio fu forse il dio Titano della rabbia violenta e dell’azione avventata.

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Scrive Esiodo nella Teogonia tradotta da Romagnoli:

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Poi, Giove onniveggente, nell’Erebo spinse Menezio
il tracotante, su lui scagliando il suo fumido strale,
per l’arroganza sua, pel grande soperchio di forze.

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