Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

“Mappamondo delle Tribù Terra”, una mappa di 5000 anni fa

La Tomba 100 fu scavata nel 1902 nell’antica città egizia di Nekhen, situata nell’Alto Nilo, chiamata in lingua greca Hierakonpolis (città dei falchi) e in arabo Al-Kom al-ahmar. La Tomba 100 è ritenuta risalente a un periodo compreso tra il 3500 e il 3300 a.C., un’epoca comunemente considerata “pre-dinastica”.
Mentre studiava l’immagine di un panorama egizio, raffigurato nel gran dipinto murale della Tomba 100 (alto 1, 50 m e lungo 4, 50 m), lo studioso Leon “Flying Eagle” si è convinto che l’antica opera d’arte costituisse in realtà la prima carta geografica di tutto il mondo. Sorprendentemente, questo planisfero è stato tracciato dagli Egiziani predinastici oltre 5000 anni fa.

Solo frammenti del dipinto murale originale restano, ma studi scientifici dettagliati della tomba e delle opere d’arte in essa contenute sono stati fortunatamente condotti negli anni 1890-1910, e gli studi di questo importante sito continuano ancora oggi. Il murale in oggetto fu disegnato da F.W. Green di Cambridge, e pubblicato dalla British School of Egyptian Archaeology, nel 1902.

Le somiglianze schiaccianti tra il murale della Tomba 100 e i contorni di una mappa del mondo appaiono rapidamente, in maniera quasi ovvia. Il regolare colore blu più scuro dello sfondo sottolinea il contrasto tra la terra e il mare. Continenti, oceani, mari interni, e anche grandi laghi, case di fango e vie, sono facili da identificare.

I due autori di questo studio hanno cominciato a chiamare il murale “Mappamondo delle Tribù Terra” perché hanno notato le varie civiltà segnato sulla mappa, che sono rappresentate da diverse imbarcazioni.
Questa affascinante, e ora controversa, opera d’arte rivoluziona la storia antica del mondo e getta nuova luce sullo spirito avventuroso e la capacità di navigazione degli antichi marinai egiziani, che raggiunsero i più lontani confini della Madre-Gaia, e poi registrarono i flussi del grande Oceano oltre 5000 anni fa.

La mappa della tomba 100 mostra una conoscenza incredibilmente precisa della geografia e della batimetria del mondo antico. Il Mar Mediterraneo è mostrato molto meno profondo di quanto sia oggi, il che è coerente con la moderna teoria della crescita globale del livello del mare. Si vedono case di fango, con secche e canali, intorno al Mar Mediterraneo.

Si noti bene il fatto che il Mediterraneo appare diviso in due parti, corrispondenti alla situazione pre-1200 a.C., secondo i nostri studi su Atlantide (v. figura sottostante). L’Italia, la Sicilia e il territorio di Atlantide separano i due bacini occidentale (collegato all’Oceano tramite lo stretto di Gibilterra) e orientale (mare interno, isolato).

Le figure umane, barche, animali e le strutture del murale, sono primi pittogrammi che si svilupperanno in immagini ben noto, più avanti in Egitto dinastico. La raffigurazione di un eroe potente o re, che regge due leoni per la gola, è la prima raffigurazione conosciuta di questo famoso simbolo, che divenne un simbolo comune in Mesopotamia, 600 anni dopo.

Vicino al Re Leone c’è la raffigurazione di un cerchio con cinque cervi che lo circondano. La ruota è stata interpretata come un calendario, che mostra un anno di cinque stagioni, rappresentate dai cinque cervi. Forse il calendario è stato usato come simbolo culturale, per esempio, come il calendario Maya è spesso usato, oggi, come simbolo della civiltà Maya. I cinque cervi possono anche rappresentare una unificazione di cinque diverse tribù. Forse il cerchio indicava una città, un luogo raccolta, o un grande mercato, dove le tribù si riunivano cinque volte all’anno per scambiare i loro prodotti, pelli di animali, e altri generi.

Una barca dall’alta prora è il simbolo dell’Egitto.
Mappa antica d’Egitto e del Mar Rosso.

In posizione di rilievo, vicino al centro del murale, c’è è una barca di colore scuro, dall’alta prora, che si distingue in contrasto con le cinque barche bianche che la circondano. La barca dall’alta prora è il simbolo dell’Egitto. L’Egitto ha una posizione centrale e la barca più importante. Forse la barca simboleggia in realtà il fiume Nilo, e onora la divinità che conservano il flusso delle sue vivificanti acque. Le cinque barche bianche rappresentano le altre maggiori nazioni del mondo, in quel momento.

La prova di cavalli antichi nelle Americhe. Mappa antica del Nord e del Sud America.

I contorni familiari del Nord e del Sud America sono inconfondibili. E’ sorprendente vedere i cavalli in Sud America, perché si pensava che i cavalli si fossero estinti nel Nord e nel Sud America, verso il 10000 a.C., per essere successivamente reintrodotti dalla conquista spagnola. Su queste immagini la presenza dei cavalli è stata dibattuta. La maggior parte delle persone vede i cavalli, soprattutto quando si confrontano con l’immagine vicina di quello che sembra un asino legato ad una corda. Alcuni hanno ipotizzato che si possa trattare di lama.

Una processione di barche a vela attraversa i millenni, trasportando un carico misterioso di antichi saperi. Lunghi secoli prima di Ulisse e degli Argonauti, un antico marinaio pre-egiziano si lanciò forse in un viaggio epico, circumnavigando il mondo … oltre 5000 anni fa.

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fonti: tanogaboblog.itvoceuniversale.myblog.it

 

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    2 commenti

    1. 05/08/2017    

      Grazie!

    2. 05/08/2017    

      Complimenti per gli interessanti articoli della sezione Arcano. Sono rimasta molto affascinata dalle tesi scaturite dall’ipnosi regressiva.Grazie tanogabo👏

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