La Madonna della Lettera, patrona della città di Messina (fest. 3 giugno e 15 agosto).

Mattia Preti - Madonna della lettera - Messina, Museo Regionale

Mattia Preti – Madonna della lettera – Messina, Museo Regionale

Secondo la tradizione, verso l’anno 42 si trovava a Reggio Calabria l’apostolo Paolo di Tarso che, su invito dei messinesi, venne a sbarcare in Sicilia, circa 12 Km a sud di Messina (vicino l’attuale Giampilieri) in una località che fu chiamata Cala San Paolo. 
A Messina l’apostolo non si fermò per molto. Fu grazie a Lui che i messinesi si convertirono al cristianesimo, tanto che lo stesso Santo, era il 40 d.C., ordinò vescovo il messinese Bacchilo. 

MESSINA-Madonna_Lettera1Paolo predicò, intorno alla vita di Gesù, a tutte le genti di Messina, al ceto elevato e all’umile popolano senza distinzione, e i messinesi furono presi a tal punto dalla sua predicazione che si convertirono al Vangelo da lui predicato con slancio ed entusiasmo.

Il fervore religioso dei messinesi crebbe così rapidamente e a tal punto che molti espressero il desiderio di andare a visitare i luoghi santi e, possibilmente, di conoscere di persona anche Maria di Nazareth ed i suoi familiari. Paolo di Tarso fu ben felice di accontentarli. 
Di questa delegazione la tradizione della Chiesa messinese ricorda Geronimo Origgiano, Marcello Benefacite, Centurione Mulè e Brizio Ottavia.

Al loro arrivo a Nazareth, Maria accolse i delegati con materno affetto, ed alla loro partenza li gratificò di una lettera di protezione, arrotolata e legata con una ciocca dei suoi capelli. 
La delegazione tornò a Messina l’8 settembre dello stesso anno. 

Nel manoscritto in lingua ebraica, tradotto in latino nel 1940 dal greco-messinese Costantino Lascaris, si leggeva:

Maria Vergine figlia di Gioacchino,
umilissima serva di Dio, Madre di Gesù crocifisso, della tribù di Giuda, della stirpe di David, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente.
Ci consta per pubblico strumento che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori, confessando che il Nostro Figlio, generato da Dio sia Dio e uomo e che dopo la sua resurrezione salì al cielo: avendo voi conosciuta la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo apostolo eletto per la qual cosa BENEDICIAMO VOI E L’ ISTESSA CITTA’ della quale noi vogliamo essere perpetua protettrice.

Da Gerusalemme l’anno 42 di Nostro Figlio. Indizione 1 luna XXVII giorno di giovedì a 3 di giugno.

La lettera era legata con alcuni capelli della Madonna, che da allora in poi vennero custoditi nella Cattedrale. L’originale della Sacra Lettera fu accuratamente nascosta dal Senato messinese quando prima l’imperatore Diocleziano e poi Massimino perseguitarono la religione cristiana. La lettera originale, fu poi ritrovata nell’archivio pubblico nell’anno 430. 
Con i disastrosi terremoti che colpirono la città se ne persero definitivamente le tracce. Salvino Greco afferma che “la tesi più accreditata è quella che pretende essere stata distrutta dal fuoco nell’incendio della Cattedrale del 1254 – durante la cerimonia funebre del re Corrado IV – o nel terremoto del 1693” e cita f. Gotho, che scrive ancora in “Breve ragguaglio …” “… come nel pubblico Tesoro de la città conservata si vede”. In conseguenza di questa scoperta, a Roma, sul Gianicolo, nella chiesa di San Pietro in Montorio, il 2 maggio 1717 venne incoronata una immagine della Madonna della Lettera trasferita nella chiesa da un’edicola di strada in seguito ad una serie di eventi miracolosi. 
Il quadro era stato dipinto da Nicolò Pomarancio agli inizi del 1500 e fatto asportare e trasferire in quel posto il 9 agosto 1714, a spese del papa Clemente XI ed a cura del Patriarchi. La Curia di Roma, ai fedeli della Madonna della Lettera, ha concesso diverse indulgenze nel tempo a firma di diversi papi quali Paolo V, Urbano VIII, Innocenzo X e vari altri fino a Pio IX nel 1870, al fine di comprovare l’autenticità del culto. 
Così ogni 3 giugno Messina ricorda l’episodio della consegna della Lettera portando in processione una statua d’argento della Vergine, che tiene in mano la Sacra Lettera. La devozione alla Madonna della Lettera è caratteristica della Città di Messina, ed è avvalorata da una antichissima tradizione.

Nella ricostruzione del vecchio Campanile, dopo il terremoto del 1908, la scena è riprodotta in modo spettacolare. Al suono delle campane a mezzogiorno nella loggia del quarto piano si animano personaggi alti due metri. 
Davanti al trono, sul quale siede la Madonna con il Bambino, appare dapprima un Angelo con una palma nella sinistra e nella destra una lettera che porge alla Madonna; quindi viene S. Paolo che si china davanti al trono ed introduce l’ambasceria; il primo Ambasciatore si china come S. Paolo, viene benedetto e consegna la lettera; quindi sfilano tutti gli altri Ambasciatori che si chinano davanti al trono e sono a loro volta benedetti. Al termine della sfilata la Madonna benedice la Città ed il Popolo di Messina.

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È interessante scoprire le tante raffigurazioni della Madonna della Lettera, riportate nel volume del Rev. Padre Placido Samperi, messinese, della Compagnia di Gesù, Iconologia della gloriosa Vergine Madre di Dio Maria Protettrice di Messina “divisa in cinque Libri ove si ragiona delle Immagini di Nostra Signora che si riveriscono nei Templi, e Cappelle più famose della Città di Messina, edito in Messina, appresso Giacomo Mattei, stampatore camerale, 1644”, anteriore di molti secoli al terribile terremoto del 1908, che si trova nella Biblioteca del nostro Centro di Documentazione.
La prima la troviamo nella Cappella del Palazzo del Senato, opera del pittore messinese Antonino Barbalonga, nella quale la Madonna, circondata da Angeli, è rappresentata mentre con la mano destra alzata benedice gli Ambasciatori, presentati da S. Paolo, e con la sinistra consegna loro la lettera. Un altro quadro si trova nella chiesa del Monastero di S. Paolo, dove è custodita con grande devozione. 
La Madonna vi è raffigurata non seduta in trono, ma in piedi mentre viene incontro agli Ambasciatori per consegnare loro la lettera. Un quadro simile lo troviamo anche nella chiesa “de’ Fanciulli dispersi” cioè abbandonati, anch’essi raffigurati nel dipinto.
Più interessante ed originale è l’immagine della Madonna della lettera nella chiesa di S. Nicolò de’ Greci. Tra tanti quadri raffiguranti la Madonna, tutti antichi e bisognosi di restauro, ve n’è uno al quale nessuno dà importanza. “Il pittore Paolo Savola, che già ha restaurato gli altri quadri, per la devozione che porta alla Madonna, chiede di poter restaurare anche quella tavola con la pittura antichissima, tutta tarlata e in parte scorticata nei colori, e la porta a casa sua. È un’immagine dipinta all’antica, con un manto come usano le donne egiziane, con un Bambino in braccio che sta rimirando la madre”. Ripulito il dipinto, “si scoprì nelle mani del Puttino un foglio sul quale si vedono scritte alcune lettere greche. … Il Cappellano, vedendo quello scritto non si cura di leggerlo, pensando sia una sentenza del Santo Vangelo, secondo l’uso della Chiesa greca. Ma osservandolo bene, il dottor D. Leonardo Parè, professore di lingua greca, legge con attenzione quei caratteri e si accorge che sono il principio della Lettera della Beata Vergine scritta ai Messinesi: La vergine Maria, figlia di Gioacchino, umile Ancella di Dio, Madre di Gesù Cristo, della tribù di Giuda, della famiglia di Davide, a quanti sono in Messina salute e benedizione di Dio Onnipotente. Questo avviene nel giorno appunto di S. Caterina Alessandrina 25 di novembre 1643”.
La felice scoperta provoca il pianto del professore Parè e suscita l’entusiasmo dei devoti.

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letterasteleA conferma del legame che unisce Messina e i messinesi al culto mariano è stata eretta all’ingresso del porto naturale una colonna votiva (alta 60 m.) con la statua in bronzo dorato della Vergine. La colonna è situata sul maschio del forte S. Salvatore (costruito questo dagli spagnoli nel 1546). Lungo il muro frontale che guarda la città, ben visibile a chi arriva e parte da Messina è riportata la frase ricavata dalla lettera:«VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS». La statua fu inaugurata il 2 agosto 1934 e Papa Pio XI da Roma telecomandò l’accensione delle luci che illuminarono la stele, l’iscrizione e l’aureola della Madonna. La statua della Madonna è stata recentemente restaurata e restituita allo splendore del bronzo dorato in occasione del giubileo del 2000 dall’Arcivescovo Mons. Marra.
Riguardo la veridicità storica della Madonna della Lettera, patrona di Messina, che gli scettici e i non messinesi si sforzano di cercare per poterla negare, si può affermare che sicuramente i fatti antichi non tutti e non sempre sono “documentabili” per via ordinaria, però c’è una sequenza di accadimenti lunga duemila anni che più volte è stata confermata da eventi ed episodi storici, i quali testimoniano la protezione perenne di Maria, madre di Gesù, nei confronti dei messinesi. Gli eventi storici e geologici che hanno interessato questo lembo di terra di Sicilia hanno sepolto o distrutto le prove del passato, ma testimoni attendibili quali papi, persone semplici e grandi santi, che si sono succeduti nei secoli ci hanno consegnato una fede viva, la fede cristiana che non si fonda solo ed esclusivamente su racconti e testimonianze ma si alimenta della verità nascosta fra le pieghe del tempo e nelle testimonianze di vita di molti.