Luca Signorelli - Autoritratto - Cappella di San Brizio, OrvietoLuca Signorelli probabilmente fu allievo di Piero della Francesca e si interessò particolarmente al Pollaiolo e alla naturalezza dei corpi umani.
Nel 1482 fu chiamato a Roma per dipingere nella Cappella Sistina il “Testamento e Morte di Mosè“. Nelle sue opere il particolare principale che colpisce è la voglia di rompere gli schemi ed uscire da quei paletti figurativi tradizionali.
Nella “Flagellazione” è evidente il formalismo, contemporaneamente spicca l’accurato studio dei corpi umani e la ricerca di pose sempre più elaborate. Studi confermati nelle “Storie di San Benedetto” affrescate in collaborazione con Sodoma.
Verso il 1490 – 92 Signorelli dipinse l'”Educazione di Pan” per Lorenzo il Magnifico, opera in cui viene affrontata un’interpretazione spettacolare della mitologia classica. Completamente diversi, invece, sono gli affreschi eseguiti tra il 1499 e il 1502 nella cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto; erano passati solo pochi anni dall'”Educazione di Pan” ma i risultati sembrano completamente diversi. L’artista fu chiamato per completare affreschi già cominciati da Beato Angelico occupandosi nei lunettoni della “Predicazione dell’Anticristo“, “La fine del mondo“, “La resurrezione dei morti“, “Il Giudizio Universale“, gli “Eletti” e i “Dannati“. Sui basamenti dipinse ritratti di poeti antichi e moderni.
Tutti gli affreschi hanno dei riferimenti alla vita di quel tempo e soprattutto alla situazione politico-religiosa; nella Predicazione dell’Anticristo un personaggio in piedi su un podio che ammonisce gli ascoltatori ed è affiancato da Satana è individuato come Savonarola, ovvero il predicatore che aveva istigato i fedeli ad una rivolta contro la Chiesa. Una volta individuato il fine antisavonaroliano di questo ciclo di affreschi la lettura dell’insieme diventa più chiara.

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