Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

L’Eucaristia

Marco 14, 22-25

[22] Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. [23] Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. [24] E disse: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti. [25] In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio”.

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Giovanni 6, 53 58

 [53] Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. [54] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. [55] Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. [56] Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. [57] Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. [58] Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”.
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RIFLESSIONI:

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a) L’Eucaristia, come il battesimo, non è un rimedio magico di salvezza, ma deve essere accompagnata dallo sforzo della buona volontà sostenuta dall’aiuto di Dio (per questo è inutile celebrare l’Eucaristia o il battesimo se l’adulto, o i genitori nel caso di un bambino) se non si ha la consapevolezza profonda e reale dei loro significati. Questo concetto è sviluppato dall’esempio dell’antico popolo di Israele in cammino verso la terra promessa. Anche questo popolo aveva ricevuto una figura del battesimo attraversando il mare e venendo coperto dalla nube che indicava la presenza del Signore (Esodo 14);poi era stato nutrito dalla manna (Esodo 16) e dall’acqua sgorgata dalla roccia (Esodo 17, 5 -6), eppure tutto questo a nulla serviva quando il popolo si allontanava da Dio.

Anche noi cristiani dobbiamo stare bene in guardia con l’aiuto di Dio per non cadere, e dobbiamo astenerci da tutti quei vizi che possono compromettere il nostro rapporto con Dio. Né il battesimo né l’Eucaristia ci potranno preservare e salvare meccanicamente, per così dire, dal fare una cattiva fine, se non ci impegnano nella via della rinuncia e del sacrificio.

b) Positivamente l’Eucaristia comporta il fatto che i cristiani sono il popolo della nuova Alleanza e pertanto sono gli eredi spirituali dell’antico Israele.

c) L’Eucaristia è un banchetto sacrificale. Chi beve dal calice della benedizione,sul quale cioè si pronuncia la preghiera di ringraziamento alla fine del pasto, che corrisponde al calice dell’Eucaristia, entra in comunione col sangue di Cristo; chi mangia del pane spezzato dell’Eucaristia, entra in comunione col corpo di Cristo. Dunque il corpo e il sangue di Cristo, che sono presenti nell’Eucaristia, costituiscono un sacrificio.

d) L’Eucaristia, quindi, è un ringraziamento, è comunione (koinonia), cioè attraverso il pane ed il calice si entra in comunione reale, non teorica, con Gesù.

e) «Essendo uno solo il pane, noi sebbene in molti, siamo un corpo solo perché tutti partecipiamo dello stesso pane», per Paolo l’Eucaristia attua l’unità della Chiesa. Essendo tutti in comunione con l’unico corpo di Cristo, siamo tutti uniti fra noi o, meglio siamo tutti insieme quell’unico corpo.

«Siamo stati battezzati tutti in un solo Spirito per formare un corpo solo».

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In conclusione l’Eucaristia deve essere il fondamento della nostra vita cristiana, questo significa che in pratica ogni giorno deve essere un ringraziamento a Dio, deve essere comunione con Dio e con i fratelli, deve essere la manifestazione di quella salvezza che Gesù ci ha donato a costo della sua vita… che ingratitudine sarebbe una vita che non fosse almeno il tentativo, umile e sincero, di realizzare tutto questo…

(tratto da uno scritto di Pierluigi Sodano)
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