di Lucius Etruscus

Un fenomeno di fantascienza religiosa
che sta per ripartire con l’anno nuovo

«Trovate il Signore, prima che il Signore trovi voi». Con questo divertente slogan nel 2001 Corrado Guzzanti, nella trasmissione L’ottavo nano, ironizzava sullo strano fenomeno tutto americano dei predicatori televisivi: quel misto di spettacolo di intrattenimento e parabole che negli Stati Uniti acquista proporzioni straordinarie.

Malgrado a volte possano sembrarci un po’ sopra le righe, esagitati e spesso pacchiani, i predicatori sanno quello che fanno (o si affidano ad esperti) e le loro parole sono ascoltate attentamente da milioni di persone.
E se lo stile dei predicatori si fondesse con il thriller per un romanzo di fanta-religione?
A questa domanda risponde Tim LaHaye che ha dato vita ad un fenomeno di portata epocale che dura tuttora, rinnovato dall’arrivo sugli schermi italiani dell’ennesimo adattamento cinematografico, stavolta con Nicolas Cage.

Tim LaHayeTim LaHaye (classe 1926) è da sempre molto attivo negli studi biblici e in tutto il business che vi si può organizzare. È anche un predicatore televisivo ma è ben conscio che quello librario è un mercato da non sottovalutare mai, negli States: persino in Italia LaHaye è conosciuto sin dagli anni Settanta per manuali religioso-comportamentali (per esempio Il tuo temperamento controllato dallo Spirito Santo, Napoli 1978; Come vincere la depressione, Vicenza 1980; Sei chiavi per un matrimonio felice, Marchirolo 1989).

L’idea vincente per il predicatore arriva agli inizi degli anni Novanta, quando decide di prendere un tema caro alla fede evangelica e rielaborarlo in chiave fantascientifica: due metodi di comunicazione molto diversi fusi insieme per poter catturare molto più pubblico.

Il tema religioso è quello che gli americani chiamano curiosamente Rapture: sarebbe da analizzare come mai ciò che per noi è una semplice ascensione in Cielo acquista in inglese una connotazione violenta come “rapimento”. L’argomento ha in effetti un aspetto violento: arriverà il giorno in cui tutti saremo rapiti in Cielo, e sarà quando meno ce lo aspettiamo. «Perché il giorno del Signore verrà come un ladro nella notte», è la celebre espressione biblica (1Tessalonicesi 5,2). Ma in questo giorno non tutti saranno rapiti in Cielo: «Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato lì» spiega il Vangelo di Matteo (24,40). Cosa accadrà agli eletti è chiaro, ma cosa ne sarà invece dei peccatori che non saranno considerati degni del “rapimento”? Quale sarà il futuro di quelli rimasti indietro? Di sicuro il loro nome è già scritto nel testo di Matteo…

Gli americani hanno più traduzioni bibliche che santi in Cielo, e l’espressione “lasciato lì” che chiude il passo citato può trovarsi tradotta con left behind. Con un’intuizione da consumato esperto di marketing, LaHaye si ritrova fra le mani un nome e un soggetto irresistibili: Left Behind, i rimasti indietro. L’idea è di raccontare con i dettami della fantascienza il destino dei peccatori rimasti sulla Terra dopo che i buoni saranno ascesi in Cielo.

Le parabole religiose sono il pane quotidiano di LaHaye, ma lo stesso non può dirsi per la fantascienza. Decide così di mettersi in società con Jerry B. Jenkins, di vent’anni più giovane e letteralmente un grafomane: ha scritto un numero impressionante di romanzi di ogni genere (per lo più tutti inediti in Italia), oltre ad essere stato anche editore. Per lui scrivere un mare di libri di fantascienza in cui LaHaye può inserire i propri sermoni religiosi non è davvero un problema.

bestseller Left Behind del 1995Il risultato è il bestseller Left Behind del 1995: un successo irrefrenabile che vende (si dice) cinquanta milioni di copie e dà vita ad una saga letteraria che, fino al 2007, vanta ben sedici titoli.

L’idea è appunto quella del mondo dopo che il rapimento in Cielo lo ha sensibilmente spopolato, lasciando i soli peccatori ad occuparlo. Qualche cinico potrebbe insinuare che alla fin fine non ci sarebbe molta differenza con il mondo attuale, visto il numero e la qualità dei peccatori che abitano questo sfortunato pianeta, ma LaHaye è ottimista e pensa che i bravi cristiani ad essere rapiti saranno tantissimi.

Il mondo dunque è sensibilmente spopolato (sebbene sia davvero difficile credere che i “buoni cristiani” siano così numerosi) e qui inizia la fantascienza apocalittica: nasce un governo unico che abbraccia l’intero pianeta, una forza armata chiamata Tribulation Force, una setta di invasati che rema contro e addirittura l’Anticristo nella persona del rumeno Nicolae Carpathia.

Intanto però quasi un anno prima dell’uscita del primo romanzo appare in TV un documentario di Peter e Patti Lalonde dal titolo (indovinate un po’?) Left Behind, che tratta gli identici temi della saga di LaHaye-Jenkins, venduto in Video lo stesso 1995 del primo romanzo: non è chiaro chi per primo abbia avuto l’idea dell’espressione “rimasti indietro”, ma è certo che Lalonde e la sua casa cinematografica spuntano spesso nel fenomeno che esplode qualche anno dopo. Cioè una saga cinematografica.

Durante un viaggio in aereo, alcuni passeggeri semplicemente scompaiono, lasciando solo i vestiti, e i superstiti dovranno capire cosa sia successo: questa è la trama del racconto I langolieri di Stephen King, del 1990 (nell’antologia “Quattro dopo mezzanotte”), ricopiata palesemente da LaHaye e Jenkins per dare il via alla loro saga.

A guidare l’aereo è il comandante Rayford Steele (Brad Johnson), irrecuperabile peccatore, che si ritrova mezzo equipaggio scomparso nel nulla… con solo i vestiti rimasti sui sedili. Con molta fatica riesce ad atterrare, ma trova la città nel panico: incidenti autostradali si susseguono perché i guidatori semplicemente sono scomparsi. A indagare c’è il giornalista d’assalto Buck Williams, interpretato da quel Kirk Cameron diventato famoso per la serie TV Genitori in blue jeans e noto per il suo attivismo cristiano. «Il fattore comune non va cercato tra chi non c’è – riflette Buck: – probabilmente sta in quelli rimasti

Mentre l’umanità va in pezzi, il potere viene preso da Nicolae Carpathia (Gordon Currie) che – da bravo Anticristo – si mostra buono ma prepara il male: è insaziabile di potere e, conquistata l’ONU, si prepara a sette anni di dominio maligno del mondo. Per fortuna i buoni possono contare anche sull’aiuto del pastore Bruce Barnes (Clarence Gilyard jr.) e, insieme, cercheranno di affrontare questa situazione apocalittica.

Malgrado sia vistosamente il primo episodio di una saga, e quindi non finisce, appena distribuito in home video nel 2000 Left Behind di Vic Sarin rimbalza in tutto il mondo in un momento davvero inquietante: nel settembre 2001. Un film che parla dell’imminenza del Giorno del Giudizio mentre in TV scorrono le immagini delle Torri Gemelle che crollano… questo sì che è marketing! Sebbene i nomi di LaHaye e Jenkins siano misteriosamente omessi dai crediti, la saga ha inizio.

Il secondo film, Left Behind II: Tribulation Force (2002) di Bill Corcoran, si apre una settimana dopo il primo e Buck Williams ci informa dal TG che centinaia di milioni di persone nel mondo sono scomparse: ve lo sareste mai immaginato che ci fossero così tanti pii cristiani?

Carpathia sta raccogliendo consensi e, con la nascita della moneta unica mondiale, il suo potere cresce a vista d’occhio: l’Anticristo è pronto ad iniziare i sette anni di guerra.

Intanto il giornalista Buck, il pilota Rayford, sua figlia Chloe (Janaya Stephens) e il pastore Bruce cercano di raccogliere anime e benintenzionati per creare la Tribulation Force ma dovranno stare attenti: in questo momento, con il caos nel mondo, professarsi cristiani è molto pericoloso.

Oltre all’unificazione economica si sta lavorando ad una religione unica per tutti i superstiti sulla Terra: Rabbi Ben Judah (Lubomir Mykytiuk) è pronto ad annunciare al mondo che Carpathia ha le carte in regola per essere il nuovo Messia. I nostri eroi dovranno fermarlo portandogli le prove che invece si tratta dell’Anticristo.

Con il terzo film, Left Behind III: World at War (2005) diretto dal mitico Craig R. Baxley, siamo in pieno clima post-apocalittico: i cristiani vengono uccisi a frotte e tornano ai culti segreti che ricordano i tempi delle Catacombe.

Buck e Chloe si sposano così come Rayford e Mandy White (Laura Catalano), ovviamente con un rito segreto officiato dall’amico pastore Bruce (interpretato questa volta da Arnold Pinnock) ma non c’è tempo per i festeggiamenti. Il presidente degli Stati Uniti d’America, Gerald Fitzhugh (Louis Gossett jr.), comincia a capire che Carpathia non è il leader illuminato che tutti credono ma ufficialmente ha le mani legate: quando però la sua nuova assistente Carolyn Miller (Jessica Steen) gli fa capire che è in contatto con i ribelli cristiani che potrebbero aiutarlo, il discorso cambia.

Che sia il momento per il presidente di schierarsi dalla parte dei cristiani risulta ben chiaro quando scopre che Carpathia sta infettando milioni di Bibbie con un virus: chiunque le leggerà, morirà. Il presidente Fitzhugh, aiutato (a chiacchiere) dalla Tribulation Force, affronterà l’Anticristo in uno scontro finale dal cui esito si deciderà del destino dell’umanità.

Scontro in realtà inconcludente, visto che malgrado lo scacco subìto Carpathia, da bravo Anticristo, non muore ed è pronto per perseguitare ancora le forze del Bene.

La trilogia filmica di Left Behind si ferma, sebbene siano più che evidenti gli elementi per proseguire. La qualità scadentissima del prodotto, i dialoghi soprannaturali nella loro ridicolezza, attori troppo macchiettistici e mille altri difetti forse concorrono nel fermare il ciclo: non arrestano però il fenomeno, visto che un anno dopo l’ultimo film esce il videogioco Left Behind: Eternal Forces, dove il giocatore può guidare gli uomini della Tribulation Force contro Carpathia.

La dabbenaggine dei film, comunque, legati ad un fenomeno di massa alla fine scatenano un fenomeno ancora più inarrestabile: quello delle parodie…

Simpson_BNell’episodio Thank God It’s Doomsday della mitica serie “I Simpson”, scritto da Don Payne, nel solito centro commerciale Homer, Bart e Lisa entrano casualmente in un cinema e assistono alla proiezione di Left Below. (Il doppiaggio italiano lo rende con “Rimasti in basso”.) Vediamo un uomo che se ne frega della religione e la irride: quando tutti i bravi cristiani scompaiono, assunti in Cielo, si getta in ginocchio gridando: «Siamo rimasti in basso!»

Sconvolto dalla visione, Homer comincia a vedere ovunque segnali che la fine del mondo si avvicina. Decide così di studiare su autorevoli testi religiosi, come Rapture for Dummies e giunge alla conclusione: «l’Apocalisse è prossima.» Andando in giro ad annunciare la fine del mondo, tutti gli credono (ai matti si crede sempre!) ma quando questa non avviene nella data e nell’ora stabiliti, tutti abbandonano il povero Homer insultandolo. Come si permette di cercar di salvare gli altri?

Rifatti i calcoli e presentatosi nella Mesa di Springfield – luogo prescelto per l’assunzione – finalmente l’Apocalisse avviene ed Homer si ritrova in Paradiso. Non può però rimanere a goderne gli agi sapendo che la propria famiglia è rimasta sulla Terra, trasformata in inferno: stringe dunque un patto con Dio perché tutto ritorni come prima.

«È il primo segno della fine del mondo» così Stan definisce la rapture, che il doppiaggio italiano rende con “chiamata”, «quando tutti i veri cristiani come il sottoscritto ascenderanno al Cielo.» Sto parlando della serie animata “American Dad” e in particolare dell’episodio Rapture’s Delight. (Delizioso gioco di parole con la mitica Rapper’s Delight, rap di culto del ’79 della Sugarhill Gang.)

Stan, il protagonista della serie, si considera il cristiano migliore della sua comunità, quindi si può immaginare lo stupore quando vede che tutti i suoi concittadini iniziano a volare verso il cielo e lui rimane indietro. Il motivo sarà forse perché sua moglie l’ha convinto a fare sesso durante la funzione natalizia?

Per quanto cerchi di convincere Gesù di essere degno, Stan non riesce ad ascendere: rimarrà per sette anni a combattere le forze del Male come se fosse un vecchio film postapocalittico anni Settanta.

Oltre alle animazioni, le parodie contagiano anche il giovane attore comico Seth Rogen che insieme agli amici Evan Goldberg e Jason Stone scrive, dirige e interpreta il cortometraggio Jay and Seth vs The Apocalypse (2007). Una volta diventati famosi, Rogen e Goldberg possono trasformare la storia in un irresistibile film di pregiata fattura: Facciamola finita (The End, 2013).

Protagonisti della vicenda sono molti attori di Hollywood che interpretano se stessi, esagerando i difetti e i vizi celebri della città del cinema americana. Durante un party nella casa di James Franco, inizia l’assunzione: mentre i bravi cristiani salgono in Cielo mediante un fascio di luce… i viziosi attori hollywoodiani rimangono ben saldi a terra!

Arriva l’Apocalisse, la terra trema e inghiotte i peccatori all’inferno: rimangono solo alcuni attori nella casa di Franco. Sarà dura sopravvivere, ma scopriranno che smettere di essere degli egoisti ed egomaniaci è sicuramente il primo passo per meritare il Regno dei Cieli.

Si riunisce in questo film il cast di precedenti commedie fortunate, come SuXbad (2007) e Strafumati (2008), in attesa della maturità artistica de Interview. L’invervista (2014): più che i temi biblici protagoniste sono ovviamente le citazioni e le situazioni di umorismo nero, ma è un segno che i Left Behind sono una moda inesauribile.

Intanto LaHaye-Jenkins raccolgono consensi in libreria e Peter Lalonde appare qua e là nei crediti dei vari film di Left Behind. Otto anni dopo il terzo film sarebbe ora di sfornare un’altra sceneggiatura, così Lalonde e il fido collega John Patus nell’agosto 2013 vendono alla Stoney Lake Entertainment un progetto curioso: un rimaneggiamento della sceneggiatura del primo film.

left_behind2014Dopo essere slittato per mesi, nell’ottobre 2014 arriva nei cinema americani l’ennesimo Left Behind, ma stavolta… è solo un terzo della storia!

Sebbene ritroviamo quasi tutti i protagonisti del primo film del 2000 – il giornalista Buck Williams (Chad Michael Murray), il pilota Rayford Steele (Nicolas Cage), sua figlia Chloe (Cassi Thomson) e la moglie Irene (Lea Thompson) – stavolta nei 110 minuti di film viene raccontata, allungandola, la storia che nella prima versione… occupava sì e no 15 minuti!

Il film diretto da Vic Armstrong racconta solamente il viaggio in aereo in cui buona parte dei passeggeri scompare lasciando i vestiti sui sedili – cioè la parte scopiazzata dai Langolieri di Stephen King! – e il pilota Rayford riesce a fatica a portare l’aereo a terra. Fine del film.

Per riempire gli enormi buchi nella sceneggiatura, Paul Lalonde e John Patus scrivono un fiume inarrestabile di moralismi spiccioli e catechismo da asporto: lunghi e interminabili minuti a parlare di impegnativi argomenti religiosi trattati con la superficialità di un Bacio Perugina.

Di sicuro il film Left Behind, nelle sale italiane dal 29 luglio 2015, compie un incredibile miracolo: fa rivalutare di molto la precedente trilogia.

Quattro mesi prima che il remake con Nicolas Cage arrivi al cinema, la celebre casa televisiva HBO affida a Damon Lindelof (uno degli sceneggiatori del fortunato Lost) il compito di creare una serie che sfrutti il ritorno di interesse sull’argomento: il risultato è The Leftovers. Svaniti nel nulla.

La storia segue i vari modi in cui i “rimasti” reagiscono alla scomparsa di milioni di persone, che viene sbrigata velocemente nei primi minuti dell’episodio pilota. Oltre a interessanti questioni burocratiche – gli scomparsi non sono tecnicamente morti quindi le varie assicurazioni sulla vita non valgono – la serie va in controtendenza e a scomparire non sono solo i pii cristiani… ma anche gli incorreggibili peccatori.

Inizia una ragnatela di personaggi e sotto-trame accomunate dallo sguardo disincantato e decisamente meno “religioso” dei film sull’argomento, sebbene sia sempre tutto ricco di un misticismo caro al pubblico statunitense.

Non posso che chiudere con le parole dell’apostolo Matteo: «Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà». State attenti, dunque, perché l’assunzione arriva all’improvviso ma peggio ancora un qualche pessimo remake è dietro l’angolo: l’importante… è non rimanere indietro.

 

Romanzi

Saga degli Esclusi di Tim LaHaye e Jerry B. Jenkins:

  1. Gli esclusi (Left Behind: A Novel of the Earth’s Last Days, 1995), traduzione di Fiorenza Pirovano e Antonella Turconi, Armenia, Milano 2000
  2. I castighi dell’Apocalisse (Tribulation Force: The Continuing Drama of Those Left Behind, 1996), traduzione di Fiorenza Pirovano e Antonella Turconi, Armenia, Milano 2001
  3. Nicolae: l’ascesa dell’Anticristo (Nicolae: The Rise of Antichrist, 1997), traduzione di Antonella Turconi, Armenia, Milano 2002
  4. I sette sigilli dell’Apocalisse (Soul Harvest: The World Takes Sides, 1998), traduzione di Antonella Turconi, Armenia, Milano 2004

 

Film

  1. Prima dell’Apocalisse (Left Behind, 2000) di Vic Sarin, VHS e DVD Eagle Pictures, a noleggio dal 10 marzo 2003 e in vendita dal 22 luglio 2003
  2. Prima dell’Apocalisse 2: Tribulation Force (Left Behind II: Tribulation Force, 2002) di Bill Corcoran, VHS e DVD Eagle Pictures, a noleggio dal 1° dicembre 2004 e in vendita dal 1° aprile 2005
  3. Gli esclusi. Il mondo in guerra (Left Behind: World at War, 2005) di Craig R. Baxley, DVD Sony Pictures H.E., a noleggio dal 7 marzo 2006 e in vendita dall’11 aprile 2006

Facciamola finita (The End, 2013) di Evan Goldberg e Seth Rogen, DVD e Blu-ray Sony Pictures in vendita dal 20 novembre 2013

Left Behind (id., 2014) di Vic Armstrong, in sala dal 29 luglio 2015

 

Animazione

Apocalisse o non Apocalisse (Thank God It’s Doomsday), episodio 16×19 (GABF14) de “I Simpson”, andato in onda originariamente l’8 maggio 2005, e per la prima volta in Italia il 20 marzo 2006.

L’apocalisse di Stan (Rapture’s Delight), episodio 6×09 (4AJN17) di “American Dad”, andato in onda originariamente il 13 dicembre 2009, e per la prima volta in Italia il 18 agosto 2011.

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NB
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