Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Le testimonianze di alcuni astronauti che hanno visto gli UFO

Ho trovato nel sito express-news.it questo articolo di Marco Frico che vi propongo:

Ed Mitchell

Edgar Mitchel: dichiarazione del 26.07.2008 ai media USA. Gli UFO esistono, e gli extraterrestri anche. A dirlo è Edgar Mitchell, l’astronauta americano che detiene il record della più lunga passeggiata sul suolo lunare. Mitchell si è detto sicuro del fatto che non siamo soli nello spazio. “Ho avuto il privilegio di essere al corrente che su questo pianeta noi siamo stati visitati e che gli UFO sono reali, sebbene questo sia stata celato dai nostri governi per molto tempo.” Fatti, come l’esistenza degli UFO, sono tenuti segreti dai governi. Quello americano, ad esempio, sa benissimo della nave spaziale aliena scoperta nel 1947 a Roswell nonché dei quattro cadaveri di alieni trovati nel deserto.

Clark McClelland: dichiarazione del 29 Luglio 2008. Clark McClelland ha contribuito al lanci delle missioni spaziali Mercury, Gemini, Apollo, Apollo-Soyuz, Skylab, Space Shuttle e della Stazione Spaziale Internazionale. Ha ricevuto attestati di merito per il suo lavoro da: Walter Cronkite, il Maggiore Donald Keyhoe, direttore del NICAP, il Vice direttore del NICAP Richard Hall, l’astronomo Dr. J. Allen Hynek, e altri. Per conto del MUFON è stato assistente per lo Stato della Florida e Direttore presso il KSC (Kennedy Space Center), nonché direttore del NICAP (National Investigations Commitee on Aereal Phenomena) a Cape Canaveral e al KSC! Ha ricevuto menzioni onorarie da Senatori USA, membri del Congresso, Ufficiali militari e scienziati. Scrivo in sostegno al mio amico e coraggioso astronauta della NASA, Edgar Mitchell, Apollo 14.

Clark McClelland

Io, Clark McClelland, ex ScO della Flotta Space Shuttle, dichiaro di aver visto con i miei occhi un ET alto dagli 8 ai 9 piedi circa tre metri, sui miei monitor da 27 pollici mentre ero in servizio presso il Launch Control Center (LCC) del Kennedy Space Center. L’ET era in piedi nella stiva di carico dello Space Shuttle e discuteva con due astronauti NASA agganciati! Inoltre, sui miei monitor notai l’astronave dell’ET che si era posizionata in un’orbita stabile dietro i riscaldatori dei motori dello Space Shuttle. Osservai la cosa per circa un minuto e sette secondi. Tutto il tempo di memorizzare. Era un ET e un’astronave aliena! In seguito mi contattò un amico dicendomi di aver visto un ET alto dagli 8 ai 9 piedi dentro la cabina dell’equipaggio SPACE SHUTTLE! Sì, dentro lo Shuttle! Entrambe le missioni erano incontri DoD (Pentagono) TOP SECRET (TS)!
(fonte: www.stargate-chronicles.com ;
http://www.australia.to/index.php?option=com_content&view=article&id=317:ufo&catid=41:rotator-news )

Leroy Gordon Cooper Junior

Maggiore Gordon Cooper: Il Maggiore Cooper fu uno degli astronauti del progetto Mercury, e I’ultimo americano a volare nello spazio da solo. Il 15 Maggio 1963 partì verso lo spazio a bordo di una capsula Mercury, per un viaggio di 22 orbite intorno al mondo. Durante I’ultima,comunico’ alla stazione di rilevamento di Muchea (presso Perth, Australia occidentale) che poteva vedere un oggetto luminoso verde davanti a lui, che si avvicinava velocemente alla sua capsula. L’UFO era reale e solido, perché fu rilevato dal radar di Muchea. L’avvistamento di Cooper fu riportato dalla NBC, che stava seguendo il volo passo passo; ma quando egli atterrò, ai giornalisti fu detto che non sarebbe stato loro consentito di domandargli nulla in proposito. Il Maggiore Cooper era un fermo sostenitore degli UFO. Oltre dieci anni prima, nel 1951, ne aveva avvistati mentre pilotava un jet F-86 Sabre sopra la Germania ovest. Erano metallici, a forma di disco e volavano molto alti, surclassando agevolmente tutti i caccia americani. Cooper testimoniò anche di fronte alle Nazioni Unite: “Io ritengo che questi velivoli extraterrestri ed i loro equipaggi stiano visitando il pianeta da altri pianeti. Molti astronauti erano riluttanti a parlare di UFO… Ho avuto occasione, nel 1951, di avere due giorni di osservazione di molti dei loro voli: erano di differenti dimensioni, e volavano in formazione da combattimento, solitamente da est ad ovest sull’Europa.” E secondo un’intervista registrata da J. L. Ferrando, il Maggiore Cooper affermò: “Ho vissuto per molti anni con un segreto in una segretezza imposta a tutti gli specialisti in astronautica. Ora posso rivelare che ogni giorno, in America, i nostri radar agganciano oggetti di forma e composizione a noi sconosciute. E ci sono migliaia di testimonianze e una quantità’ di documenti per provarlo, ma nessuno vuole renderli pubblici. Perché? Perché le autorità temono che la gente possa pensare Dio sa a che tipo di terribili invasori. Così, la parola d’ordine è: ‘Dobbiamo evitare a tutti i costi il panico. “Fui inoltre testimone di uno straordinario fenomeno, qui sulla Terra. Accadde in Florida alcuni mesi fa. Vidi coi miei occhi un’area definita del terreno bruciata dalle fiamme, con quattro tacche lasciate da un oggetto volante che era sceso nel bel mezzo di un campo. Alcuni esseri avevano lasciato il velivolo (c’erano tracce che lo provavano). Sembrava avessero effettuato topografia; avevano raccolto campioni di terreno; e infine, tornarono da dove erano venuti, sparendo ad enorme velocità. So per certo che le autorità fecero di tutto per tenere I’evento lontano da stampa e TV, per paura di reazioni di panico da parte del pubblico.”

Gordon Cooper, dalla dichiarazione all’ONU: «… Io credo che questi veicoli extraterrestri e i loro equipaggi visitino questo pianeta provenendo da altri pianeti, che ovviamente sono tecnologicamente più progrediti della Terra. Penso che dovremmo avere un programma coordinato ad altissimo livello per raccogliere e analizzare scientificamente i dati provenienti da tutto il mondo circa ogni tipo di incontro, e per determinare quale sia il comportamento migliore da assumere per fronteggiare amichevolmente questi visitatori. Probabilmente dovremmo dimostrare loro che abbiamo imparato a risolvere i nostri problemi pacificamente, invece che con la guerra, prima di essere accettati come membri pienamente qualificati del consesso universale. Quest’accettazione avrebbe possibilità spaventose di far progredire il nostro mondo in tutti i campi In questa evenienza mi sembra che le Nazioni Unite abbiamo un interesse ben preciso nel trattare propriamente e sollecitamente questo argomento …».

Brian O’ Leary (Astronauta NASA, professore di Fisica e Astronomo dell’Università di Princeton): «Il Dr. Joseph Allen Hynek era un astronomo come me. Il suo bagaglio culturale è molto simile al mio. Fu per molti anni professore di astronomia esattamente come me. Tra le altre cose disse che la ricerca sugli UFO ci avrebbe portato, contro ogni previsione, alla scienza del XXI secolo. Come Hynek, ho cercato di ridimensionare la realtà del fenomeno UFO, e come lui sono giunto all’opposto».

Gennadi Strekalov (Astronauta e due volte Eroe dell’Unione Sovietica): «… Ci siamo visti venire in contro un corpo luminoso che ci ha incrociato in direzione opposta alla nostra stazione spaziale MIR. Come una palla di fuoco. Era una fonte di luce cangiante, iridescente. Ricordava un po’ le luminarie di un albero di Natale. Era sferica, o sferoidale. L’avvistamento è durato 7 secondi, direi, e meno di 10. Era un oggetto che non sono stato in grado di identificare e non avrebbe dovuto essere dove era …».

Vladimir Kovalionov (Astronauta ed Eroe dell’Unione Sovietica): «…è successo il 5 Maggio 1981 verso le 6 del pomeriggio. In quel momento con la Soyuz eravamo sulla zona del Sudafrica e successivamente su quella dell’Oceano Indiano … Questo oggetto pulsava, ed era come se ruotasse su se stesso. Poi, mentre proseguiva il suo corso con moto rettilineo, c’è stata come una doppia esplosione di luce dorata, e ci siamo trovati di fronte due sfere luminose … Poi l’astronave è entrata nell’oscurità. E non abbiamo più visto niente …».

Ed White e James McDivitt: Nel Giugno del 1965, gli astronauti Ed White (il primo americano a passeggiare nello spazio) e James McDivitt stavano passando sopra le Hawaii in una capsula Gemini, quando videro un bizzarro oggetto metallico. L’UFO aveva lunghi bracci sporgenti; McDivitt riprese immagini con una cinepresa, che non sono mai state diffuse.

Lovell e Borman

James Lovell e Frank Borman: Nel Dicembre del 1965, anche gli astronauti Gemini James Lovell e Frank Borman videro un UFO nel corso della seconda orbita del loro volo record di 14 giorni. Borman riportò di aver visto un’astronave sconosciuta poco distante dalla loro capsula. Il Controllo Gemini a Cape Kennedy gli disse che stava osservando I’ultimo stadio del loro stesso razzo Titan. Borman confermò di poter vedere perfettamente il razzo, ma che poteva vedere anche qualcosa di completamente diverso. Questa comunicazione fu riportata durante il volo di James Lovell sulla Gemini 7: Lovell: “Oggetto non identificato a ore 10 in alto”. Controllo: “Qui Houston. Ripetete, Sette” Lovell: “Ho detto che abbiamo un oggetto non identificato a ore 10 in alto” Controllo: “Gemini 7, è il razzo o un avvistamento effettivo?” Lovell: “Abbiamo diversi avvistamenti effettivi.” Controllo: “Distanza o dimensioni stimate?” Lovell:”Abbiamo in vista anche il razzo.”

Edwin “Buzz” Aldrin

Neil Armstrong e “BUZZ” Aldrin: Secondo l′astronauta della NASA Neil Armstrong, gli alieni hanno una base sulla Luna, e ci hanno detto a chiare lettere di andarcene e star lontani. In base ai resoconti sinora non confermati, sia Neil Armstrong che Edwin “Buzz” Aldrin videro un UFO poco dopo il loro storico allunaggio con’Apollo 11, il 21 Luglio 1969. Ricordo di aver sentito uno di loro riferirsi ad una “luce” in o sopra un cratere durante la trasmissione televisiva, con il Controllo Missione che richiedeva ulteriori informazioni. Non si sentì niente altro. Secondo un ex impiegato della NASA, Otto Binder, alcuni radioamatori, con le loro stazioni riceventi in VHF, che aggiravano i ripetitori televisivi della NASA, raccolsero il seguente scambio: NASA: “Cosa c’e’ là? Controllo Missione chiama Apollo 11.” Apollo 11: “Questi ‘babies’ sono enormi signore! smisurati! Oh mio Dio! Non ci credereste Vi dico che ci sono altre astronavi la’ allineate sul bordo piu’lontano del cratere! Sono sulla luna e ci osservano”! Un certo professore, che desiderava rimanere anonimo, intavolò una discussione con Neil Armstrong durante un simposio della NASA. 
Professore: “Cos’è successo veramente lassù con 1′Apollo 11?” Armstrong: “Fu incredibile. Naturalmente, tutti sapevamo che c’era una possibilità; il fatto è che ci hanno intimato di starcene lontani! (gli alieni) Da allora non ci fu più alcuna questione a proposito di stazioni spaziali o città lunari. Professore: “Cosa intende con ‘intimato di starcene lontani’?” Armstrong: Non posso entrare nei dettagli, eccetto che per dire che le loro navi erano molto superiori alle nostre, sia in dimensioni che in tecnologia. Ragazzi, erano grosse – e minacciose! No, non se ne parla nemmeno di una stazione spaziale.” Professore: Ma la NASA effettuò altre missioni dopo Apollo 11?” Armstrong: “Naturalmente, la NASA aveva I’incarico a quel tempo, e non poteva rischiare il panico sulla Terra. Ma in realtà’ fu un veloce scoop e a casa di nuovo.” Secondo il Dott. Vladimir Azhazha: “Neil Armstrong ritrasmise il messaggio al Controllo Missione, che due grandi oggetti misteriosi li stavano osservando dopo essere atterrati nei pressi del modulo lunare. Ma questa trasmissione non fu mai sentita dal grande pubblico, perché la NASA la censurò. Secondo il Dott. Aleksandr Kasantev, Buzz Aldrin riprese un filmato a colori degli UFO dall’interno del modulo,e continuo’a filmarli dopo che lui ed Armstrong furono usciti. Armstrong ha confermato che la storia era vera, ma rifiutò di entrare in maggiori dettagli, oltre ad ammettere che dietro I’insabbiamento c’era la CIA.

Donald Slayton: Donald Slayton, un astronauta Mercury, rivelò in un’intervista di aver visto un UFO nel 1951: “Stavo collaudando un caccia P51 a Minneapolis, quando avvistai questo oggetto. Ero a circa 10.000 piedi in un bel pomeriggio limpido e soleggiato. Pensai fosse un aereo,poi realizzai che nessun aereo poteva volare così in alto. “Come fui più vicino, mi sembrò un pallone meteorologico, grigio e di circa un metro di diametro. Ma appena mi ci misi dietro a quella dannata cosa, non sembrava più un pallone, ma un disco. “Nello stesso istante, capii che si stava improvvisamente allontanando da me, ed eccomi là che correvo a circa 300 miglia all’ora. Lo seguii per un po’, e poi all’improvviso quell’affare prese semplicemente il volo. Tirò una virata in salita a 45 gradi, accelerò e sparì in un attimo.”

Joseph A. Walker, pilota NASA: L’ 11 Maggio 1962, il pilota NASA Joseph Walker disse che uno dei suoi compiti, durante i suoi voli con 1′ X-15, era rilevare gli UFO. Ne ha filmati cinque o sei durante il suo volo record, ad una quota di cinquanta miglia, nell’Aprile 1962. Era la seconda volta che riprendeva UFO in volo. Ad una conferenza presso il Secondo Convegno Nazionale sugli Utilizzi Pacifici delle Ricerche Spaziali presso Seattle, Washington, disse: “Non mi sento di fare speculazioni su di essi. Tutto quello che so, appare nel filmato sviluppato dopo il volo.” Sino ad oggi, nessuno di questi filmati è stato fatto visionare al pubblico.

Maggiore Robert White: Il 17 Luglio 1962, il Maggiore Robert White riferi’ di un UFO durante il suo volo con 1′ X-15. Egli riportò: “Non ho idea di cosa potesse trattarsi. Era di colore grigiastro e distava circa 10- 12 metri .”Allora, secondo un articolo della rivista Time, il Maggiore White esclamò alla radio: “Ci sono delle cose là fuori! Ci sono assolutamente !”

Maurice Chatelain, NASA. Eugene Cernan. Eugene Cernan era il comandante dell’Apollo 17. In un articolo del Los Angeles Times del 1973, a proposito degli UFO disse: “Mi è stato domandato (a proposito degli UFO) e ho risposto pubblicamente che pensavo fossero qualcun altro, qualche altra civiltà”. Nel 1979 Maurice Chatelain, I’ex capo dei Sistemi di Comunicazione della NASA, Confermo’ che Armstrong aveva davvero riportato di vedere due UFO sul bordo di un cratere. Chatelain ritiene che alcuni UFO possano provenire dal nostro sistema solare, per la precisione da Titano. 
“L’incontro era risaputo alla NASA, ma nessuno ne ha parlato sinora. “… tutti i voli Apollo e Gemini erano seguiti, a distanza ma talvolta anche molto da vicino, da veicoli spaziali di origine extraterrestre – dischi volanti, o UFO, se preferite chiamarli così. Ogni volta che succedeva, gli astronauti informavano il Controllo Missione, che poi ordinava il silenzio assoluto. “Penso che fu Walter Schirra sulla Mercury 8 il primo degli astronauti ad usare il nome in codice Babbo Natale, per indicare la presenza di dischi volanti nello spazio vicino alla capsula. Comunque, le sue comunicazioni venivano a malapena notate dal grosso pubblico. Ando’un po’ diversamente quando James Lovell, sul modulo di comando dell’Apollo 8, spunto da dietro la Luna e disse a chiunque ascoltasse: ‘Per favore, sappiate che c’è un Babbo Natale.’ Anche se ciò capitò durante il giorno di Natale del 1968, molte persone presentirono un significato nascosto in quelle parole.” Le voci persistono. La NASA può ben essere un ente civile, ma molti dei suoi programmi sono basati sul bilancio della difesa, e molti degli astronauti sono soggetti ai regolamenti di sicurezza militare, oltre il fatto che la National Security Agency seleziona tutti i filmati e probabilmente anche le comunicazioni radio. Abbiamo dichiarazioni di Otto Binder,del Dott. Garry Henderson e di Maurice Chatelein, che gli astronauti avevano I’ordine tassativo di non discutere dei loro avvistamenti . E Gordon Cooper ha testimoniato al comitato delle Nazioni Unite che uno degli astronauti era stato testimone di un UFO al suolo. Se non c’é segretezza, come mai questi avvistamenti non sono stati resi pubblici?

Scott Carpenter, NASA: “Quando gli astronauti erano nello spazio, non erano mai soli. C’era una sorveglianza costante da parte degli UFO.”

Riferimenti: 
. Above Top Secret, di Timothy Good 
· Grent Mvstenes.· UFOs, di Robert Jackson 
· Genesis Revisited, di Zechana Sitchin 
· The UFO Encyclopedia, di John Spencer

(Fonte: Leland Lehrman, The Gate, New Haven, C7: USA, 10 Agosto 1995;  Tratto da: NEXUS N.3 GENN-FEBB.1996)

Edward Buzz Aldrin: «Eravamo sulla Luna scortati da un Ufo», dichiarazione del 26.07.2006.

Trentasette anni fa, esattamente in questi giorni, milioni di persone in tutto il mondo affollavano i bar per seguire da preistoriche tv in bianco e nero l’avventura dell’Apollo 11, la capsula che avrebbe portato l’uomo sulla Luna. Coperte dalle voci dei commentatori, si udivano sullo sfondo le incomprensibili comunicazioni tra la base di Houston e i tre astronauti nella navicella: Neil Armstrong, Edward «Buzz» Aldrin e Michael Collins. Due frasi, scambiate il 19 luglio, poco prima dello sbarco, erano sembrate a tutti i tecnici che seguivano la missione una normale richiesta di informazioni, ma nascondevano un segreto che Aldrin ha rivelato solo adesso: l’Apollo 11 non era solo nello spazio.

Da sinistra a destra: Armstrong , Collins , Aldrin – Tre astronauti in tuta spaziale senza elmetto seduto davanti a una grande foto della Luna.

L’equipaggio chiese alla base dove si trovasse rispetto a loro l’S-IVB, il terzo modulo del razzo che li aveva spinti verso la Luna. Dopo qualche minuto, Houston rispose che si trovava a 6000 miglia nautiche, circa 11 mila chilometri. «Non poteva dunque essere quello – ha rivelato Aldrin – il grande oggetto che vedevamo dall’oblò ad una certa distanza da noi. Era a forma di anello e si muoveva ad ellissi. Collins decise di guardarlo meglio con un cannocchiale, non era sicuramente il nostro razzo».

I tre astronauti decisero di non comunicare altro alla base, e di parlarne solo al loro ritorno in un briefing riservato. «Che cosa potevamo fare? – ha spiegato Aldrin -. Dovevamo metterci a gridare “ragazzi, c’è qualcosa che si muove qui di fianco, avete idea di che cosa possa essere?” Molta gente ascoltava le comunicazioni tra noi e Houston, gente di tutti i tipi. Temevamo che qualcuno potesse chiedere di annullare la missione, a causa di una minaccia aliena o per qualunque altra stupida ragione. Così decidemmo solo di informarci per precauzione su dove si trovasse l’S-IVB».

Tornati sulla Terra, accolti dal presidente americano Richard Nixon a bordo della portaerei Hornet, gli astronauti raccontarono le fasi dell’avvistamento ai responsabili della missione. La Nasa decise di non renderle pubbliche. Il dottor David Baker, all’epoca Senior Scientist dell’Apollo 11, ha spiegato che l’Agenzia spaziale americana, temendo il ridicolo, aveva vincolato l’equipaggio al segreto. «Molti tecnici della Nasa si sono convinti che gli Ufo esistono – ha detto Baker – e questo ha spinto ancora di più l’agenzia ad una politica di segretezza. Nessuno riuscì a scoprire che cosa fosse l’oggetto che quelli dell’Apollo 11 avevano visto, ma è certo che questi avvistamenti non erano rari fino dai tempi dei primi viaggi in orbita: molti equipaggi avevano incontrato oggetti strani».

Anche se il nome di Neil Armstrong è rimasto nella memoria di tutti come quello dell’eroe della missione, il primo uomo a mettere piede sulla Luna, in realtà il vero protagonista di Apollo 11 fu Edwin Buzz Aldrin, colonnello dell’aviazione americana, discendente da una famiglia svedese di fabbri e predestinato ai voli sul nostro satellite dal cognome della madre: Moon. Ci sono pochissime foto di Armstrong sulla Luna, ma ce ne sono moltissime di Aldrin, che molti appassionati dei misteri lunari accusano adesso di non avere raccontato tutta la verità. Basta fare una ricerca sul web con Google o Yahoo per rendersi conto di quante persone nel mondo siano convinte che, anche dopo l’allunaggio, «c’era qualcosa di strano là fuori».

La convinzione nasce da presunte intercettazioni delle comunicazioni fra gli astronauti e la Nasa , fatta da radioamatori a terra. Sceso sul suolo lunare, Armstrong affermò di vedere una intensa luce che proveniva da un cratere. La comunicazione si sarebbe interrotta bruscamente, ma non per le decine di persone che la intercettavano da casa. «Che cosa sono? Che cosa sono? Potete dirci che cosa sono? – avrebbero continuato Armstrong e Aldrin -. Oh Dio, non ci credereste. Siamo qui, stiamo tutti bene, ma abbiamo dei visitors. Vi dico che ci sono altre navi spaziali qui e sono tutte allineate al bordo del cratere».

Di questa flotta galattica non c’è traccia nelle foto e nei filmati che la Nasa ha reso pubblici. Qualcosa dovrebbe potersi vedere negli altri documenti video, custoditi nei National Archives, ma – giusto perché il mistero degli Ufo lunari possa continuare ad affascinarci senza essere smentito -, dei 700 nastri della missione ne sono misteriosamente spariti 698 e l’unica macchina rimasta in grado di trasmetterli non esiste più: era conservata al Goddard Space Flight Center’s Data Evaluation Lab, chiuso e smantellato per mancanza di fondi. (Fonte: Vittorio Sabadin de La Stampa )

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50 ANNI DI UFO NELLO SPAZIO OSSERVATI DA ASTRONAUTI USA E COSMONAUTI RUSSI 

Qui di seguito i principali avvistamenti nello spazio conosciuti da cui sono stati esclusi i casi dubbi o riconosciuti come falsi:

1. 8-11-57. Il satellite sovietico Sputnik viene inseguito da un “piccolo oggetto luminoso che lo precede di una decina di secondi”. Mercury MA6 Friendship 7, 26-2-62. John Glenn, durante il volo orbitale sopra l’Australia, avvista migliaia di particelle luminose. Ne parla e viene allontanato dai voli.
2. Mercury MA7 Aurora 7, 24-5-62. Particelle luminose scortano l’astronave Mercury. In fase di recupero, per un errore di calcolo, Scott Carpenter resta in acqua un’ora. Quando lo ritrovano asserisce di essere stato “aiutato” da un alone arancione-verde, attorno alla capsula.
3. Vostok 4, 12-8-62. L’astronauta russo Pavel Popovich scorge le particelle luminose durante le 45 rivoluzioni attorno alla Terra.
4. Mercury MA8 Sigma 7, 3-10-62. Walter Schirra dichiara: “Scott (Carpenter), le vedo anch’io le tue particelle luminose, mi scortano!”.
5. Vostok, 18-3-65. Leonov avvista “un misterioso oggetto rotondo”.
6. Vostok 5, 14-6-63. Valeri Bykosky comunica: “Qui Nibbio, qui Nibbio, qualcosa mi accompagna nello spazio. Vola accanto alla capsula, mi scorta”. É poi la volta di Valentina Tereshkova che, dalla Vostok 6, segnala di essere inseguita da “un veicolo di origine ignota”.
7. 8-4-64. La capsula Gemini, senza equipaggio, viene seguita da quattro UFO, registrati dal radar.
8. Gemini 1, 8-4- 65. In fase orbitale la navetta viene avvicinata da quattro dischi volanti.
9. Gemini 4, 3-6-65. Mc Divitt fotografa sopra le Hawaii un cilindro bianco con una sporgenza (forse il Titan 2); avvista altri UFO quando la Gemini si trova sopra le Canarie e sulle Antille. Gli avvistamenti verranno confermati anche da Gordon Cooper nel 1996.
10. 14-11-65. Un disco volante insegue il satellite Eco II.
11. Gemini 7, 4-12-1965. Frank Borman e James Lovell avvistano un oggetto accanto alla capsula.
12. Gemini 8, 16-3-66. Avvistate lucciole spaziali.
13. Gemini 9, 3-6-66. La navetta viene circondato da cinque oggetti volanti.
14. Gemini 10, 18-7-66. Young e Collins fotografano i dischi volanti; Collins ne parlerà in televisione, intervistato da Gianni Bisach della RAI.
15. Gemini 11, 13-9-66. Conrad e Gordon fotografano un oggetto misterioso ruotante, che li incrocia a distanza ravvicinata (forse il Proton 3).
16. 11-11-66, Gemini 12. James Lovell fotografa un UFO.
17. Apollo 7, 11-10-68. Schirra, Eisele e Cunningham fotografano casualmente due oggetti sconosciuti sui monti pakistani Sulaiman.
18. Apollo 8, 21-12-68. Durante la missione con Borman, Lovell e Anders viene registrata la comparsa di un inspiegabile fenomeno celeste in direzione della costellazione dell’Aquila.
19. 3-3-69. Misteriose trasmissioni radio allertano la capsula dell’Apollo 9.
20. Apollo 11, 16-7-69. Armstrong e Aldrin registrano di aver visto punti luminosi vaganti nel cratere lunare Aristarco.
21. Apollo 10, 18/26-5-69. Gli UFO inseguono capsula durante l’orbita lunare ed il volo di ritorno.
22. Apollo 12, 14/24-11-69. Gordon, Bean e Conrad comunicano a Houston di essere inseguiti da oggetti misteriosi, e particolarmente da un oggetto che rotola nello spazio, mantenendosi sempre alla medesima distanza.
23. Apollo 13, 12-4-70. Forma luminosa cilindrica fotografata durante la missione.
24. Apollo 14, 31-1/9-2-71. Shepard avvista delle luci misteriose che seguono la sua navetta.
25. Apollo 15, 26-7/7-8-71. Un UFO bluastro fotografato nella zona di atterraggio dell’Apollo 15.
26. Apollo 16, 4-72. Filmato piatto volante.
27. Apollo 17, 12-72. UFO avvistati attorno alla Terra e alla Luna.
28. Phobos-2, 9-88. La sonda sovietica, programmata per fotografare Marte e Phobos, perde il contatto con la Terra , dopo aver inviato alcune foto di un misterioso sigaro volante attorno al pianeta rosso.
29. 1973. Lo Skylab fotografa un ordigno rossastro con due braccia disposte a V.
30. Shuttle Missione 29, 14-3-89. Un radioamatore registra la seguente comunicazione dalla navetta: “Houston, qui è il Discovery, abbiamo ancora la nave spaziale aliena sotto osservazione”. Viene ventilata l’ipotesi di una beffa da parte del radioamatore.
31. Atlantis, 3-8-91. Un UFO largo un metro e mezzo segue per alcune ore lo Shuttle e viene avvistato, filmato e fotografato da tutti e cinque gli astronauti. In seguito la NASA dichiarerà trattarsi di un pezzo di ghiaccio staccatosi dallo Shuttle stesso.
32. 15-11-91. Lo Shuttle filma le evoluzioni di un UFO al di fuori dell’orbita terrestre, viene preso di mira da strani “missili” apparentemente sparati da Terra o da qualche satellite. La NASA in seguito cripterà il canale televisivo che ha trasmetto la sequenza.

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Articolo di Marcello Soave pubblicato in: usac.it

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