LE LACRIME DEGLI EROI

Testa di Laocoonte (dal gruppo scultoreo del Laocoonte e i suoi figli)

Si disperano, si struggono, piangono lacrime calde

gli eroi dei poemi omerici e non provano vergogna

mentre oggi quelle maschili (si rischia forse la gogna?)

si preferisce che siano nascoste. Achille, con salde

emozioni, Priamo, Ulisse, son uomini che battaglie

e grandi sfide affrontano, eppure per rabbia, amore,

nostalgia a loro è concesso, senza dimenticar il dolore,

di pianger a viso aperto. Interamente e non a scaglie

in un mondo eroico di sangue e di guerra, le lacrime

sono necessarie per dar completezza, a sommità d’anime,

al carattere maschile che vive di sensazione emotive e di passione.

A pensarci bene tutti noi quando piangiamo con commozione

ci sentiamo più vivi provando poi una sorta di rilassamento,

come sgravati da un peso, duro e grave come cimento.

Le lacrime che forse rivelano debolezza, che non è affatto

un male, denotano grande umanità, detto fatto.

La lacrime di nostalgia – Ulisse e Calipso (1883) di Arnold Böcklin, Basilea, Kunstmuseum

In lacrime è Ulisse dal multiforme ingegno di fronte al mare

struggendosi di nostalgia per la sua sposa, a ben guardare,

e per la sua Itaca non pensando alla preziosa immortalità

promessagli dalla Ninfa Calipso per rimaner a Ogigia, ben si sa!

E Achille? Bello, splendente, invincibile, il piè veloce vive di guerra

perché ha scelto una vita breve ma gloriosa su questa terra:

eppure piange inconsolabile con la madre Teti a fronte dell’oltraggio

che gli arreca Agamennone svalutando il suo ruolo, a largo raggio,

Nikolay Ge – Achille piange disperato sul corpo morto di Patroclo

e privandolo di Briseide, suo amore unitamente a Patroclo, suo fido.

E che dir delle paterne lacrime di Priamo, grande sovrano e mito,

per riottener da Achille le spoglie dell’amato Ettore, suo primo figlio?

Ivanov, Alexander – Priamo supplica Achille per la restituzione del corpo di Ettore

Dunque, sol chi sa piangere senza timori, a cuore e a volto aperto,

dimostra la sua forza, pronto ad affrontar la vita in modo ben solerto!

 

Sandro Boccia

 

 

NOTA

Eppure, sarà Platone, nella Repubblica, «ad abolire i lamenti degli uomini celebri e a farne materia da donne e da uomini vili, affinché coloro che diciamo di educare per la difesa del paese disdegnino di comportarsi in modo simile a loro». La sua repubblica dei filosofi farà della durezza il segno del coraggio. I nuovi eroi che essa forgia sono condannati a non piangere, inumani per paura di mostrare la propria umanità. (da: ilgiornale.it  )