Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Le Esperidi

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Nella mitologia greca le Esperidi erano Figlie di Atlante e di Esperide. Il loro numero è incerto tanto che alcuni mitografi nominano cinque Esperidi, altri ne nominano sette.
Chi sottolinea invece che erano tre, le collega alla triplice dea della Luna nel suo aspetto di sovrana della morte.
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esperidiIl  giardino delle Esperidi era situato presso il paese degli Iperborei, ove custodivano un albero dalle mele d’oro, dono della primigenia Madre Terra a Era. Affinché le stesse Esperidi non cogliessero le prodigiose mele, Era aveva ordinato al serpente Ladone dalle cento teste di presiedere alla guardia, stando costantemente arrotolato attorno al tronco dell’albero. Atlante sosteneva la volta del cielo poco distante dalla terra delle figlie, ed Elios, divinità del sole, terminato il suo corso quotidiano, scendeva nel giardino (il sole tramonta infatti ad Occidente) e vi lasciava i cavalli del suo carro a pascolare, e con loro riposava lì durante la notte.
Non c’è accordo tra i mitografi sul fatto che Eracle abbia dovuto abbattere questa creatura che non chiudeva mai gli occhi, perché alcuni parlano di una consegna ‘pacifica’ dei frutti da parte di Atlante o delle stesse Esperidi.
Si racconta, d’altra parte, che Eracle uccise il serpente scoccando una freccia al di sopra delle mura del giardino costruite da Atlante. Era poté solo attenuare il suo dolore per la morte di Ladone ponendone l’immagine tra gli astri, come costellazione del Serpente; le mele colte da Eracle le vennero poi restituite da Euristeo.
Per prendere tre di quei frutti Eracle, non potendo entrare in quel giardino da cui nessun mortale poteva uscire mandò Atlante. E dai tre frutti nacquero l’arte, la musica e il teatro.
Vi è però una triste conclusione: il giorno successivo al compimento dell’impresa di Eracle, nello stesso giardino arrivarono a porre piede gli Argonauti, che assistettero alla trasformazione in alberi (un pioppo nero, un salice e un olmo) delle Esperidi, morte disperate per la perdita del loro tesoro e del loro amato custode-protettore.
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Eracle-nel-giardino-delle-Esperidi

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Le Esperidi vengono collegate al tramonto, quando i colori che assume il cielo ricordano, appunto, quelli di un melo carico di frutti dorati. In tutti i racconti sono comunque custodi di oggetti magici: è quindi possibile che le Esperidi possano essere associate a dei riti segreti, che si tenevano al sopraggiungere della sera con dolci melodie, perché anche il canto, insieme con la danza, è una delle prerogative a loro assegnate.

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fonte 

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