Giganti furono generati dalle gocce di sangue di Urano, evirato da Crono, che fecondarono la Madre Terra-Gea.
Zeus aveva confinato nel Tartaro i Titani ed i Giganti, loro fratelli, tentarono di vendicarli muovendo guerra agli Dei andando all’assalto dell’Olimpo.
Questa azione viene chiamata Gigantomachia che altro non è se non l’avvincente battaglia tra i Giganti e gli dei dell’Olimpo e che ci porge l’occasione per raccontare dello scontro tra la dea Atena ed il gigante Encelado.

Atena ed Encelado – Louvre

Encelado, terribile, altissimo, con lunghi capelli inanellati e lunga barba e coda di serpente a coprire i piedi, era alla testa dei rivoltosi.
Cominciò quindi un’aspra battaglia in cui ogni volta che un dio feriva un Gigante, toccava poi ad Eracle vibrare il colpo mortale.

Encelado stava per raggiungere la vetta dell’Olimpo, ma la dea Atena, dea di giustizia, temperanza e sapienza, indossata la sua armatura, scagliò la dea Nike (vittoria) contro il gigante; questi tentò di fuggire ma la dea brandì lo scudo della giustizia, che tante volte nella raffigurazioni viene appoggiato alla sua gamba sinistra, e lo scagliò contro il gigante.
Encelado colpito in pieno petto precipitò dall’alto dei cieli del Mediterraneo, proprio al centro del mare, ma la dea lo finì seppellendolo sotto un enorme cumulo di terra che raccolse dalle coste del  continente.
Encelado soccombette, si appiattì e divenne l’isola di Sicilia.

Si racconta che il suo corpo sia disteso sotto l’isola con:

  • l’alluce del piede destro sotto il Monte Erice,
  • la gamba destra verso Palermo, l’altra verso Mazara,
  • il busto stia al centro dell’isola sotto Enna,
  • le braccia verso Messina una e verso Siracusa l’altra,
  • la testa e la sua bocca sotto l’Etna che sputa fuoco ad ogni grido del gigante.
L’Etna in eruzione

Ogni tanto la terribile creatura cerca di sollevarsi e allora la Sicilia viene colpita da un terremoto, ma Atena veglia sull’isola, e non permetterà il risveglio del gigante.

Il mito narra che l’attività vulcanica dell’Etna sia originata dal respiro infuocato di Encelado, mentre i tremori della terra durante i terremoti siano dovuti al suo rotolarsi sotto la montagna a cause delle ferite (miti simili sono narrati per Tifone e Vulcano).
In Grecia, un terremoto è ancora spesso chiamato un “colpo di Encelado”.

Racconta Apollodoro (Biblioteca, I, 6)

“Questi (Eracle) scagliò un dardo contro Alcioneo, ma il gigante non potendo morire nella terra dove era nato,  fu da Atena tratto fuori di Pallade, e solo così potè essere ucciso. Porfirione mosse contro Eracle ed Era, ma  Zeus lo fulminò ed Eracle lo uccise colpendolo con una saetta. Apollo colpì Efialte con una freccia all’occhio   sinistro; Dionisio uccise col tirso Eurito; Ecate colpì con le fiaccole Clitio, mentre Efesto rovesciò su di lui masse  metalliche incandescenti; Atena fece precipitare la Sicilia su Encelado  che fuggiva; Poseidone scagliò su   Polibote, che era riuscito a sfuggire a Coo, la parte dell’isola detta Nisiro, dopo averla spezzata con il tridente;  Ermete, con l’elmo di Ade, uccise Ippolito; Artemide trafisse Grazione;  le Moire uccisero Agrio e Toone; Zeus  fulminò gli altri, ed Eracle colpì tutti con le frecce.”

Di Encelado sepolto sotto l’Etna parla pure Virgilio – “Eneide” Libro III :

“… il porto ove giugnemmo;
ma sí d’Etna vicino, che i suoi tuoni
e le sue spaventevoli ruine
lo tempestano ognora. Esce talvolta
da questo monte a l’aura un’atra nube
mista di nero fumo e di roventi
faville, che di cenere e di pece
fan turbi e groppi, ed ondeggiando a scosse
vibrano ad ora ad or lucide fiamme
che van lambendo a scolorir le stelle;
e talvolta, le sue viscere stesse
da sé divelte, immani sassi e scogli
liquefatti e combusti al ciel vomendo
in fin dal fondo romoreggia e bolle.
È fama, che dal fulmine percosso
e non estinto, sotto a questa mole
giace il corpo d’Encèlado superbo;
e che quando per duolo e per lassezza
ei si travolve, o sospirando anela,
si scuote il monte e la Trinacria tutta;
e del ferito petto il foco uscendo
per le caverne mormorando esala,
e tutte intorno le campagne e ‘l cielo
di tuoni empie e di pomici e di fumo.

Versailles, si trova  una fontana dedicata ad Encelado (Bosquet de l’Encélade), che raffigura il gigante sepolto dalle rocce.

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fonte: tanogaboblog.it

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2 Comments

  1. Nel 1875, l’architetto della mis­sione austriaca impe­gnata negli scavi a Samo­tra­cia dise­gna alcuni bloc­chi di marmo gri­gio che Cham­poi­seau aveva lasciato in situ e ne deduce che si tratta della base – in forma di prua di nave – della dea alata.

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