Stemma sardegna incornic.SARDEGNA Stemma sardegna incornic.

Lazio storia

Abitata da antichissime popolazioni, delle quali è incerta l’origine, la Sardegna è sempre stata terra di conquista da parte di numerose etnie provenienti principalmente dall’Africa e dal Vicino Oriente.
Subì infatti una vasta serie di conquiste da parte dei Fenici che per moltissimo tempo (fino al VI secolo a.C.), si limitarono però alla sola occupazione del perimetro costiero per effetto dell’impraticabilità, quasi totale, delle zone interne.
Fu poi la volta di Greci e Cartaginesi che dominarono l’intero territorio isolano (500 a.C.).
In seguito alla prima guerra Punica la Sardegna passò sotto il dominio dei Romani (238 a.C.) e godette di un periodo di prosperità. 
Caduta Roma, fu invasa in successione da Vandali (350 d. C.), Ostrogoti e Arabi finché nel 1050, con la cacciata dei Saraceni,  le Repubbliche di Genova e di Pisa si spartirono il territorio; queste governarono in modo pessimo provocando continui disordini e rivolte.
Nemmeno i re, nominati in più riprese dagli imperatori Federico I° e II°, furono in grado di dare alla popolazione locale un minimo benessere, favorendo così nel 1355 un’ennesima conquista da parte degli Aragonesi. Questo evento fu però, inaspettatamente, positivo poiché diede all’isola una specie di parlamento, ma soltanto nel 1421 una energica e colta donna, quale fu Eleonora D’Arborea, poté creare ed applicare un vero codice di leggi.
Di questa donna parlerò più avanti.

Dal 1479 il territorio fu governato dagli spagnoli, nel 1708 furono gli inglesi ad occuparlo e nel 1713, col trattato di Utrecht, passò all’Austria che nel 1720 la cedette a Vittorio Amedeo II° di Savoia in cambio della Sicilia e ciò costituì finalmente la definitiva cessazione delle invasioni che per oltre due millenni crearono un grave impedimento allo sviluppo ed all’economia della regione.


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UN PERSONAGGIO ILLUSTRE
 

Eleonora d'Arborea 1Fra i più insigni personaggi della storia sarda spicca in modo particolare Eleonora d’Arborea.
Chi era costei ? Si sarebbe chiesto il manzoniano don Abbondio. 
Procediamo con ordine e con una premessa.                                         

Giudicati_of_SardiniaIntorno al XIV secolo, detto periodo “Giudicale”, la Sardegna era divisa in quattro regioni denominate “regni” o “giudicati” perchè amministrate da un giudice nominato dall’imperatore bizantino dell’epoca. 
Tali “regni” o “giudicati” erano Arborea, Cagliari, Torres e Gallura che, a loro volta, erano suddivisi in “curatorie”.

Provenienti da Montecassino, Camaldoli, Vallombrosa ed altri monasteri italiani e francesi, si erano nel frattempo insediati in Sardegna numerosi monaci che istituirono varie diocesi cui facevano parte le parrocchie.

Tutto ciò premesso prenderò in particolare esame il giudicato d’Arborea, allora governato dall’omonima casa regnante e precisamente da Mariano IV con la consorte Timbora de’ Roccaberti la cui figlioletta Eleonora, nata nel 1347, possedeva, fin da giovanissima, una naturale dote per le armi e gli affari di stato; bella nel fisico e buona nell’animo aveva suscitato subito l’ammirazione dei giovani nobili di altri stati ed in particolare di Brancaleone Doria, genovese, famoso per le sue doti militari e di raffinatezza.
Eleonora_Carta_de_loguIl matrimonio con quest’ultimo garantiva evidentemente una certa tranquillità per il futuro dell’isola, ma nel 1380 circa i genitori ed il fratello di Eleonora venivano assassinati da sicari assoldati dagli Aragonesi.

Questa eccezionale donna non esitava allora ad assumere il governo dello stato con grande coraggio ed energia difendendo, anche di persona, il suo territorio da tentativi di revanscismo aragonese.
Partecipava inoltre a due estenuanti guerre ed ottenendo l’indipendenza dell’Arborea. 
Poichè possedeva anche una notevole cultura, instaurava il famoso codice di leggi denominato “Carta de Logu“. Infine, essendo anche ricca di generosità e di attenzioni per il popolo, profuse il suo impegno alla cura dei malati, dei bisognosi e degli orfani. 

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          BANDIERA E STEMMA DEI QUATTRO MORI 

La bandiera e lo stemma, croce rossa accantonata da quattro mori bendati, è il simbolo del popolo sardo.

Studiosi di tutti i tempi si sono mossi in un complesso intrico di leggenda e realtà storica, tra Sardegna e Spagna, cercando di ricostruire origini, significati e vicende, ma lo stemma dei quattro mori rimane, ancora oggi, sostanzialmente un mistero.

La tradizione iberica lo considerava una creazione di re Pietro I° d’Aragona, quale celebrazione della vittoria di Alcoraz (1096) che sarebbe stata ottenuta anche grazie all’intervento di san Giorgio (campo bianco e croce rossa) e che avrebbe lasciato sul campo le quattro teste recise dei re arabi sconfitti (quattro mori).

Importato dunque dai re aragonesi, il simbolo comparve nella Sardegna spagnola su opere a stampa, su monete e sui gonfaloni dei corpi speciali (Tercios de Cardena), istituito da Carlo V° per la difesa dell’isola e distintisi a Tunisi (1535) ed a Lepanto (1571) nelle operazioni contro i Turchi.

L’iconografia del simbolo fu in questi secoli quanto mai confusa e le teste dei mori furono rappresentate in vario modo: volte a destra ed a sinistra o affrontate, scoperte, coronate, cinte da una banda sulla fronte.

Risale alla metà del sattecento l’iconografia destinata a perdurare, con le teste volte a sinistra e le bende calate sugli occhi.

Delle ragioni di quest’ultima innovazione, se dettate dal caso oppure più maliziosamente alludenti (illiberali) del governo piemontese verso la popolazione isolana, non sapremo mai.

Lo stemma comparve nell’arma composita della dinastia piemontese, su atti, monetazione di zecca sarda e bandiere dei miliziani. Successivamente ornò gli stendardi delle brigate combattenti sarde, tra queste la “Sassari”, divenuta leggendaria per le imprese eroiche sul fronte austriaco della Grande Guerra. 

 Granatiere di sardegna  gonfalone_sardo
Granatiere di Sardegna dell’esercito piemontese
( 1^ guerra d’indipendenza)
Gonfalone sardo

Nel 1952 lo scudo dei quattro mori diventava stemma ufficiale ed ornava il gonfalone della Regione Autonoma della Sardegna (D.P.R. 5 luglio 1952).
Oggi i sardi hanno la loro bandiera ma i quattro mori, memori dell’antico affronto piemontese, hanno significativamente voltato la testa e aperto gli occhi,non più fasciati dalla benda che torna a cingere soltanto la fronte. 

(Bibliograf.  G. Fois – “Lo stemma dei quattro mori – Breve storia dell’emblema dei sardi” Carlo Delfino editore – Sassari 1990)

Ora vi lascio e vi saluto cordialmente con il mio solito:

CEREA NE’  DA

PUBLIO MANLIO COZIO