loreto3La fama internazionale della città di Loreto è legata al Santuario Mariano dove si conserva e si venera la Santa Casa della Vergine Maria, che, secondo la tradizione diffusa in ogni luogo, suffragata da innumerevoli prove storiche e archeologiche, fu trasportata “miracolosamente” – per Volontà di Dio – da Nazareth a Tersatto nel 1291, e poi in vari luoghi, e a Loreto il 10 dicembre 1294.

La casa della Madonna a Nazareth era costituita di tre povere pareti in pietra addossate e poste come a chiusura di una grotta scavata nella roccia.
La grotta è tuttora venerata a Nazareth, nella basilica dell’Annunciazione. 

loreto5Gli studi degli ultimi decenni, condotti da esperti, confermano la tradizione lauretana e l’origine palestinese delle pietre della Santa Casa, che risulta tra l’altro un manufatto estraneo agli usi edilizi marchigiani.

I raffronti tecnici e architettonici dimostrano che le tre pareti della Santa Casa di Loreto si connettono bene con la grotta esistente a Nazareth e con gli altri edifici di culto costruiti sulla casa della Madonna nei primi secoli d. C.

Le pietre della Santa Casa sono lavorate e rifinite secondo l’uso dei Nabatei, un popolo che ha esercitato il suo influsso anche nella Galilea fino ai tempi di Gesù.

Sulle pietre si conservano inoltre numerosi graffiti e incisioni tipici delle comunità giudeo-cristiane presenti solo in Palestina.

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Una prova straordinaria della veridicità storica della miracolosa traslazione della Santa Casa di Loreto

 Marco Antonio Franceschini - Santa Caterina da Bologna

Marco Antonio Franceschini – Santa Caterina da Bologna

Nel “Rosarium” di Santa Caterina da Bologna (1413-1463), un testo redatto dalla santa nel 1440 (circa trenta anni prima della narrazione della “Translatio miraculosa” riportata dal Beato Giovanni Spagnuoli e da Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano), viene riportato “per rivelazione soprannaturale del Signore” la vicenda storica della “miracolosa traslazione” della Santa Casa di Nazareth.
Santa Caterina da Bologna in quel testo mostra di colloquiare direttamente con Gesù, apparsogli “per grazia”; ella infatti scrive: “In questo giorno (il 25 marzo 1440), tu, o Signore, hai rivelato a me, apparendomi per grazia… ”. Poi, dopo aver riportato “la rivelazione” che fra quelle Sacre Pareti di Loreto la Vergine Maria fu “concepitaImmacolata ed ivi “nacque”, descrive sinteticamente le varie successioni del “trasporto angelico” della Santa Casa di Nazareth, secondo come “rivelatogli” da Gesù durante l’apparizione.

Si può dubitare di “una testimonianza” così straordinaria?…
Santa Caterina da Bologna è l’unica Santa che, avendo il corpo incorrotto, rimane “seduta” da ormai sei secoli – contro ogni legge naturale – per un atto di obbedienza compiuto “dopo la sua morte“. Ciò è da tutti constatabile recandosi a visitarla direttamente a Bologna, in Via Tagliapietre n°23, presso il Monastero “Corpus Domini“.
Si può, perciò, dubitare di questa questa Santa, riguardo alla verità del colloquio diretto avuto da lei con Gesù e a riguardo delle “rivelazioni” a lei fatte dal Signore, che confermano in modo straordinario la “tradizione” della “miracolosa traslazione” della Santa Casa ad opera degli spiriti celesti (o “angeli”)?

Dal breve testo di Santa Caterina si può, infatti, dedurre:

  • il motivo della traslazione della Santa Casa (l’idolatria delle popolazioni locali);
  • la miracolosità della traslazione (avvenuta per ministero degli angeli);
  • il trasporto a Tersatto, in Dalmazia (nel 1291);
  • il trasporto “in vari luoghi” (come in Ancona, località Posatora, per 9 mesi, e altrove);
  • la collocazione stabile a Loreto tra il 1294 e il 1296 (con più traslazioni “in loco”: nel punto ove si trova ora la “traslazione” sarebbe del 1296);
  • il motivo della scelta (perché “terre della Santa Chiesa”).

(Prof. GIORGIO NICOLINI)

 

fonte: tanogaboglog.it

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