La Phiale aurea  torna a casa (consegnata all’antiquarium di Himera, Termini Imerese).

La phiale era un tipo di vaso rituale greco, ceramico o in metallo.
Ha la forma di un recipiente circolare, con bordi bassi, senza piede o maniglie (a differenza della kylix), usato di solito per la libagione, cioè lo spargimento di vino e olio come offerta per la divinità.
Phialai si trovano anche in scultura riprodotte nei rilievi come elementi decorativi, per esempio al centro di festoni.

Ma torniamo in Sicilia:
il 29 febbraio 1999 è stata restituita all’Italia la preziosa phiale mesomphalos (patera ombelicata) trafugata anni fa dalla Sicilia, dove venne rinvenuta nel corso di scavi clandestini, probabilmente nel territorio circostante l’importante centro ellenistico di Monte Riparato, nei pressi di Caltavuturo.
La vicenda del recupero non è meno significativa e complessa del valore storico-archeologico della phiale; una lunga e articolata indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, con la collaborazione del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri, intervenendo nella fitta rete del commercio clandestino di opere d’arte internazionale, ha chiarito i diversi passaggi del reperto, dal suo rinvenimento, al transito in Svizzera, ed, infine, al suo acquirente, un ricco collezionista di New York.
La phiale, affidata in custodia giudiziale al Soprintendente di Palermo, viene esposta al pubblico inserita in un contesto storico-archeologico significativo in relazione alle problematiche dei rapporti tra Greci e Indigeni nella Sicilia Occidentale: questo splendido reperto, prodotto raffinatissimo dell’oreficeria ellenistica, è, infatti, emblematico della qualità e della ricchezza dei reperti “greci” circolanti nella Sicilia interna del IV e III sec. a.C.

La phiale aurea è databile tra la seconda metà del quarto e la prima metà del terzo secolo a.C. E’ in oro massiccio (gr. 982) e, tranne il bordo e l’ombelico centrale (l’omphalos che ne caratterizza la forma), è riccamente decorata a sbalzo con fasce concentriche di ghiande collegate da eleganti motivi lineari e con una serie di raffinate figure di api. Nella fascia intorno all’omphalos, sono incisi tralci vegetali elegantemente intrecciati. Sul bordo esterno è incisa l’iscrizione in caratteri greci con il nome di Damarco, figlio di Achiri.

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In chiusura desidero segnalarvi una Phiale metallica; si tratta di una “ciotola” da libagione del tipo persiano, in argento, proveniente da Itaca e che possiamo ammirare al British Museum di Londra.


tratto da:
http://www.tanogabo.it/mitologia/greca/Phiale.htm