Nel territorio di Santa Domenica, frazione di Placanica (RC), da quasi mezzo secolo il popolo di Dio confluisce a gruppi e singolarmente per pregare la Vergine Santissima.

 Santuario Nostra Signora dello Scoglio

Santuario Nostra Signora dello Scoglio

Santa Domenica, in Calabria, è una frazione del comune di Placanica popolata da gente semplice, umile, per lo più contadina. In questa borgata aggrappata su un pendio, nessuno avrebbe potuto mai pensare, neanche il giovane Cosimo, nato il 27 gennaio del 1950, potesse in pochi anni diventare affollatissimo luogo di culto. Tutto avviene in un istante, come risulta da tanti scritti di fedeli in questi anni. Un lampo improvviso e in un attimo il destino del giovane Cosimo si cristallizzerà nell’intimo colloquio divino, e la sua vita, come la trama di un semplice arazzo tessuto costantemente dalla Madonna, che ha ritenuto che questo umile pastore adatto a depositare alcuni importanti messaggi per l’umanità intera.

madonna_scoglioLa storia ebbe inizio l’11 maggio 1968 giorno in cui, all’allora semplice pastore, apparve in visione la Beata Vergine Immacolata.
Alla prima ne seguirono altre, in seguito alle quali Cosimo Fragomeni iniziò un cammino di Fede e preghiera scandito da digiuni, sacrifici e dalla guida spirituale del parroco del tempo don Rocco Gregorace.
All’iniziale cappella, fu sostituita una chiesa di piccole ma armoniose proporzioni, più volte ritoccata e abbellita, l’ultima delle quali nella primavera del 2000, con la messa in posa di un grande altare in marmo bianco e intarsi di tasselli di marmo policromi, che fanno da corona al quadro di grande dimensioni, raffigurante la Vergine secondo le sembianze con cui apparve al nostro veggente. 
Nella nicchia scavata dallo stesso fratel Cosimo, sulla roccia dell’apparizione, fu collocata inizialmente una statua dell’Immacolata, e l’11 maggio 2000 una nuova statua in marmo bianco di Carrara, opera di artisti locali.
 

Segue un brano tratto da http://www.apparizioni.com/i%20fatti/fratel_cosimo_e_le_apparizioni_d.htm

Fratel Cosimo Fragomeni

Fratel Cosimo Fragomeni

“Le preghiere che da ragazzo sempre offrivo alla Madonna mi facevano crescere di giorno in giorno sempre di più nella fede e nella preghiera, suscitandomi nell’animo un grande desiderio di farmi santo, corrispondendo in tutto e per tutto al volere del Signore e della Madonna. Una voce mi mormorava in fondo all’anima di comprarmi una coroncina del rosario. Giorno 11 luglio 1968 compro la coroncina dalla sorella dell’Arciprete di Placanica e, la sera dello stesso, solo in una stanzetta, mi inginocchio e inizio con grande fervore il primo rosario alla Madonna. E mentre stavo pregando vedo una luce abbagliante davanti a me e alla vista di quella luce che non sapevo che cosa fosse, mi sono preso da timore e spavento.
“Stringevo la corona forte al petto e con voce tremante invocai la Madonna dicendo: – Madonna mia! – Subito dopo in quella luce meravigliosa è apparsa una dolce figura di una bellissima giovane, vestita di bianco e avvolta da una nuvola bianca, con le mani giunte, dalle quali pendeva una luccicante corona e cinta ai fianchi da una fascia celeste. Il volto brillava di un immenso candore di serenità, mi sorride e poi mi parla con una voce tanto cara dicendomi: – figlio non temere io sono Maria quella che tu ami tanto, la mamma del buon Gesù, vuoi offrirti al Signore e appartenere alla Celeste Schiera delle anime predilette da me? -. Io dopo un attimo sospirando di gioia le dissi: -Si lo voglio -.

“Qui la Madonna alza gli occhi in alto poi li abbassa mestamente e continua a parlarmi dicendomi: – prega molto, accetta e sopporta con amore ciò che mio Figlio vorrà mandarti per la salvezza di tanti peccatori. Ogni primo sabato del mese fa un’ora di preghiera notturna dalle 23 alle 24 in onore del mio cuore immacolato con l’intenzione di offrirmi riparazioni per i peccatori -. Mi sorride di nuovo alza la mano destra verso di me in segno di benedizione, pronunciando alcune parole che io non ho udito, muovendo leggermente le labbra che erano di colore roseo. Qui giunge le mani e scompare in quella stessa luce da cui era avvolta. Dopo di allora una fiamma si accese nella mia anima che mai si spegnerà e sempre più mi sentivo arso da una sete di preghiera. La recita della corona che ho appreso in tale giorno per qualunque motivo mai sò più lasciare”

 

immagini e testi tratti da ricerche sul web