Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Joseph-Benoît Suvée (Bruges 1743 – Roma 1807)

Formatosi a Bruges, giunse a Parigi nel 1762, entrando nella bottega di Bachelier.
Nel 1771 vinse, superando David che gliene serbò rancore, il grand prix dell’Accademia col suo Combattimento tra Minerva e Marte (bozzetto al Museo di Rouen). L’anno successivo partì per l’Italia, restandovi fino al 1778 e visitando successivamente Roma, Napoli, la Sicilia, Malta e Venezia.
Al suo ritorno assunse un ruolo di primo piano tra i pittori di storia e nel 1792 successe a Ménageot come direttore dell’Accademia di Francia a Roma; carica che poté occupare solo nel 1801. A lui si deve la responsabilità del trasferimento dell’Accadernia da Palazzo Mancini, detto allora «Palazzo di Nevers», a Villa Medici, dove tuttora ha sede l’istituzione.

I suoi quadri di storia (Morte dell’ammiraglio Coligny, 1787: Digione; Cornelia, madre dei Gracchi,1795: Parigi, Louvre), di soggetto sacro (Nascita della Vergine, 1779: Parigi, chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption), e mitologico (l’Origine del disegno, 1791: Museo di Bruges; Festa a Palès,1783: Rouen), ci mostrano un artista capace ma freddo. Cercò, non senza abilità, di adattarsi alla formula neoclassica, che a poco a poco prevalse, ma di fatto restò saldamente ancorato all’accademismo che Pierre e d’Angivillier avevano imposto alla pittura sin dai tempi di Luigi XVI.

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