Jean-Honoré Fragonard (Grasse, 5 aprile 1732 – Parigi, 22 agosto 1806) è considerato uno dei grandi maestri del XVIII sec. europeo, rappresentante di un certo «spirito francese» molto stimato sul mercato internazionale nella metà del XIX sec., Fragonard si dedicò, con grande eleganza, anche alla pittura di carattere frivolo e malizioso, cosiddetta “erotica” ma vide le proprie opere volgarizzate all’infinito dall’incisione e dalla cromolitografia.

Fragonard – Autoritratto o L’ispirazione

Prima assai apprezzato dai contemporanei, ne fu presto criticato, e poi quasi dimenticato (fine del XVIII sec., prima metà del XIX sec.) tanto da creare vere e proprie leggende biografiche. Nel contempo il catalogo (che varia ampiamente da un autore all’altro) è stato inflazionato da molteplici copie; è necessario allora ricondurre il pittore e la sua opera ad elementi certi.
In questo modo ci si avvede che Fragonard non fu semplicemente l’incarnazione seducente e un po’ fragile dello spirito «rococò», ma che espresse con eccezionale sensibilità le ricerche e le esitazioni del mezzo secolo di pittura che va dalla Versailles di Luigi XV ad una Parigi di Napoleone. Con l’avvento del Primo Impero vi fu una drastica epurazione e nel 1805 tutti i Conservatori del Louvre furono espulsi per decreto imperiale. Fragonard cadde nell’indigenza, trovò una sistemazione appena decorosa presso il suo amico Veri, nelle gallerie del Palais Royal, ma l’anno seguente (1806), forse per una congestione cerebrale o per una profonda depressione, morì. Aveva 74 anni.

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