Tanogabo
Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Jacopo Zucchi, il piú nordico dei manieristi toscani

Il pittore del manierismo italiano Jacopo Zucchi, o Maestro Pietro Zucca, nacque a Firenze intorno al 1542. Fu allievo e collaboratore di Giorgio Vasari, nella cui bottega ebbe modo di accostarsi presto alla maniera dello Stradano, pittore fiammingo attivo soprattutto a Firenze.
Zucchi si segnalò giovanissimo come uno tra gli artisti piú dotati della sua generazione, distinguendosi per la vena descrittiva e analitica e per la spigliatezza manierista delle composizioni.
Dopo avere preso parte alla risistemazione vasariana di Santa Maria Novella dipingendo nel 1569-70 la Madonna del Rosario, e alla decorazione dello Studiolo di Francesco I con il pannello della Miniera dell’Oro (1570), si trasferí a Roma, ancora al seguito del suo maestro, per decorare le cappelle della Torre Pia in Vaticano.

Dal 1572 i rapporti di Zucchi con Vasari si inaspriscono. Si trasferì così a Roma, dove venne nominato artista per la corte medicea.
Negli anni successivi lavorò soprattutto per la colonia fiorentina a Roma e per il Cardinale Ferdinando dei Medici, per cui decorò la Sala degli Elementi e la Sala delle Stagioni (1574-75) in Palazzo Firenze, dipinse la serie delle Carte geografiche oggi agli Uffizi, e lo Studiolo (1576-79) nella villa sul Pincio, con complesse composizioni allegoriche e cortigiane che, come il piú tardo ciclo della Genealogia degli Dèi di Palazzo Ruccellai (poi Ruspoli, 1585-86), ebbero grande influenza sulla formazione del “manierismo internazionale” di fine secolo.
Anche i ritratti, a lungo confusi con quelli del Pulzone, i quadretti di argomento mitologico, e le numerose composizioni di carattere sacro mostrano la medesima caratteristica nitidezza descrittiva e gli effetti luministici spettacolari, che, con le frequenti riprese da stampe tedesche e fiamminghe di primo Cinquecento, fanno ricordare a ragione lo Zucchi come “il piú nordico dei manieristi toscani”.
Jacopo Zucchi morì a Roma intorno al 1596.

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