Secondo la mitologia greca, Ippolita era la regina delle Amazzoni, spesso identificata con Antiope.
La leggenda racconta che le Amazzoni, ardite e coraggiose cacciatrici e guerriere, schiavizzavano gli uomini e li utilizzavano come puro strumento per la procreazione. Le figlie femmine erano addestrate per combattere, mentre i figli maschi erano storpiati ed utilizzati per i lavori domestici. In questo modo le figure maschili venivano private della loro potenza sia a livello fisico sia a livello sociale.

Tornando alla mitologia, troviamo la figura di Ippolita durante la nona “fatica” di Ercole. Quando l’eroe, di ritorno dalla Tracia con le cavalle del re Diomede che aveva portato a Tirinto per il re Euristeo, trovò pronta una sua nuova “fatica” da affrontare. Infatti, il re gli disse
– Che cosa vuoi che me ne faccia di quelle bestiacce indomabili? A me occorre la cintura di Ippolita, regina delle Amazzoni. Mia figlia Admeta ha sentito vantarne la bellezza. Dicono che Ippolita l’abbia avuta in dono dal dio Marte. Si è fitta in capo di averla. –

Neanche Ercole sapeva che cosa farsene delle cavalle: le rimise dunque in libertà e, risalito sulla nave che lo aveva portato dalla Tracia, salpò per il Ponto Eusino, dove, alla foce del Termodonte, era il paese delle Amazzoni, le donne guerriere.
Lo accompagnavano famosi eroi: tra gli altri Teseo, Peleo e Telamone. Il viaggio fu avventuroso.
Giunto tra le Amazzoni e riferito lo scopo della sua visita, Ercole trovò Ippolita assai benigna: conosceva di fama l’eroe, era lieta di ospitarlo con i suoi compagni; gli avrebbe lietamente fatto dono della desiderata cintura, un oggetto apprezzato per il suo valore simbolico all’interno di ogni popolazione del tardo Neolitico.

Molti hanno, infatti, portato questo pezzo di abbigliamento che gli archeologi hanno trovato in alcune delle tombe di quel periodo.

Le cose, dunque, si mettevano al bene in modo insperato, quando Giunone, sempre nemica, venne a intorbidare ogni faccenda: assunto l’aspetto di un’Amazzone, ella si mescolò alle guerriere e sparse la voce che Ercole faceva il bonaccione e asseriva di esser venuto alla conquista di una cintura, ma in realtà covava il reo proposito di rapire la regina.
Per Giunone, Ippolita rappresentava la trasgressione vivente al “normale” ruolo della donna che lei incarnava, di conseguenza doveva morire.
Le Amazzoni allora insorsero; Ercole e i suoi compagni sospettarono un tradimento e misero mano alle armi; si accese un’aspra battaglia durante la quale scese in campo la stessa Giunone; le Amazzoni furono sconfìtte; Ippolita cadde uccisa; ed Ercole, impadronitosi della cintura, prese la via del ritorno.
Le Amazzoni tentarono di invadere Atene, ma furono sconfitte da Teseo.
Antiope, pare fosse stata uccisa in battaglia, ma nella maggioranza delle leggende, Teseo la sposò.
Dalla loro unione nacque Ippolito.